Befana in famiglia: un rito che rende l’ordinario straordinario!

Sono anni ormai che la Caritas Diocesana ci invita a dare il nostro SI per  questa giornata nella Casa Circondariale di Cassino,  un piccolo prolungamento delle feste natalizie che ormai non è un mero appuntamento isolato ma è un vero e proprio rito, come lo intende la volpe ne “Il piccolo Principe” del celebre libro di Antoine de Saint-Exupéry,: “Il rito è quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore…” aggiungiamo noi, che rende straordinario l’ordinario, rito in cui i padri possono riabbracciare i loro figli e vivere così un momento di festa. Quest’anno reso ancora più speciale, non solo dal fatto che quelle poche ore sono state integrate con il pranzo tutti insieme , ma anche dalla presenza delle madri che hanno addolcito una giornata che già di per sè riscalda il cuore. Per noi, chiamati a essere dei piccoli aiutanti della Befana, è stato da subito un rimboccarsi le maniche, cercando di curare nel dettaglio l’animazione. Nei giorni precedenti abbiamo organizzato le attività, come si fa per qualunque altra festa cercando di non tralasciare nulla, dando la dovuta attenzione alla situazione delicata. Arrivato il giorno atteso tutto ciò che avevamo pensato è rimasto quasi sospeso , troppe le emozioni, gli sguardi di trepidazioni e il misto di gioia, timore e imbarazzo all’apertura dei cancelli, quelle fredde chiavi che ruotano e quel rumore metallico di porte che si aprono e si chiudono. All’inizio quella sensazione di inadeguatezza tarda ad andare via ma forse anche questo fa parte dello straordinario. Il pranzo tutti insieme ne è un esempio. Stare lì immersi tra abbracci, sguardi che sanno più di mille parole e quel pranzo ricco di “cose buonissime”, per dirla con le parole di chi non assaporava da tanto quel gusto di stare semplicemente insieme in famiglia, ci ha fatto sentire un po’ intrusi, intrusi che in punta di piedi hanno imparato ad aspettare il tempo necessario per entrare in quel mondo e essere parte del rito. Dopo il pranzo tutto quello che avevamo preparato ci è sembrato così superfluo, l’unica cosa che contava era prolungare il più possibile quella gioia. Così, “circondati di gioia” non abbiamo fatto altro che ballare e giocare fino al momento tanto atteso: l’arrivo della Befana!. Con tanto di nasone, cappello e scopa, la Befana ha conquistato grandi e piccini, dando un dono a tutti ma soprattutto la gioia che quel rito ha portato nella normalità straordinaria che queste famiglie aspettano. Al fine di questa esperienza a noi non è rimasto che sedere sul muretto lì fuori la Casa Circondariale a scambiarci sguardi pieni di commozione e tentare di spiegare quello che porteremo nel cuore,arricchito più che mai. Beatrice, Francesca, Francesco, Manuela e Ramona

È tempo di gioia!

Il tempo che siamo chiamati a vivere è spesso difficile, a volte talmente complicato tanto da non aiutarci a riflettere sulle tante cose belle delle nostre vite. Quest’anno, però, avremo tante più occasioni per farlo anche grazie al tema annuale scelto dall’Azione Cattolica: “Rallegratevi ed esultate”.
Avremo modo di pensare a quanti sono i doni che il Signore ogni giorno e ogni istante ci mette a disposizione nella concretezza delle nostre vite, nelle nostre relazioni, nelle nostre belle e complicate comunità parrocchiali, nella nostra Chiesa locale ed universale, nella società civile e in tutti gli ambienti che da credenti abitiamo. Oltre ad analizzare le cose che non vanno, sarà importante raccontare le cose belle e la gioia che ogni settimana sperimentiamo nei nostri incontri associativi e soprattutto durante le nostre celebrazioni Eucaristiche in cui l’incontro con Gesù è fonte inesauribile di entusiasmo e linfa per la quotidianità. Ed è proprio questa la gioia di cui dovremo farci portatori, quella che da cristiani dovremo testimoniare ed annunciare senza remore o indugi in questo anno particolare di grazia in cui stiamo sperimentando anche la gioia e la gratuità della Misericordia.
Bello e significativo anche lo slogan dell’Azione Cattolica dei Ragazzi “CIRCOndati di GIOIA” che in una festosa atmosfera circense condurrà anche i più piccoli alla riflessione e alla sperimentazione della gioia dell’incontro con Gesù e con le persone che li circondano.
Quest’anno, poi, in modo particolare avremo modo di vivere la gioia del ringraziamento per un triennio associativo che sta per terminare e la gioia e l’entusiasmo per un nuovo ciclo che sta per cominciare. Sperimenteremo ancora la gioia portata dalla buona democrazia esercitata nel rinnovi dei consigli ad ogni livello associativo e della riflessione importante che condurremo personalmente e comunitariamente sulla tematica del Referendum Costituzionale. Insomma un anno intero per contagiarci vicendevolmente della gioia autentica ed inesauribile che solo il Signore può donare.

E gioia sia!

Melania Marrocco

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A noi la parola, un Festival a misura di bambini che sognano in grande!

 

“Voi siete missione”: è con questo mandato che si è concluso il Festival dei Ragazzi svoltosi a Roma dal 9 all´11 settembre 2016. Il Festival, dal titolo “A noi la parola”, nasce come evento conclusivo di un cammino durato un intero anno associativo che ha visto impegnati tutti gli accierrini d´Italia a confrontarsi con temi di Dottrina Sociale, spesso considerati da grandi. Questo progetto fortemente voluto dall´Azione Cattolica Italiana, in particolar modo dalla responsabile nazionale Anna Teresa Borrelli e dall´assistente dell´articolazione Don Marco Ghiazza, ha dimostrato che anche i piccoli possono e devono partecipare e dire la loro sugli importanti temi affrontati, Creato, Famiglia e Partecipazione, i piccoli che non sono semplici “ripetitori” delle idee e delle scelte degli adulti, ma protagonisti capaci di dare il loro contributo originale alla vita della Chiesa e del Paese. Il lavoro iniziato nelle singole parrocchie, riassunto in un evento diocesano alla fine dello scorso anno associativo si è concluso con la scelta di 12 piccoli delegati provenienti da diverse parrocchie della nostra diocesi che insieme ad altri 1000 bambini italiani e ad una piccola rappresentanza delle AC del mondo (Romania, Albania, Spagna, Argentina, Malta e Terra Santa) si sono riuniti a Roma per partecipare al Festival. Giochi, attività e musica hanno scandito le giornate di Roma che hanno avuto come momento cardine la giornata di sabato durante la quale i bambini hanno partecipato all’udienza di Papa Francesco in Piazza San Pietro al mattino e al confronto con le autorità nell’aula Paolo VI durante il pomeriggio. Ad ascoltare quanto i ragazzi avevano da dire erano presenti in sala Mons. Nunzio Galantino, presidente della CEI, Laura Baldassarre, assessore alla persona, alla scuola e alla comunitá solidale del comune di Roma, Filomena Albano, garante per l´infanzia e l´adolescenza e Matteo Truffelli, presidente nazionale dell´Azione Cattolica Italiana. I quattro ospiti hanno ascoltato e hanno preso impegni nei confronti dei piccolissimi e dei ragazzi della nostra associazione, gettando le basi di un cammino condiviso e possibile nel quale i piccoli siano veri protagonisti della loro e della nostra storia.

Non potevo che concludere dando la parola ai ragazzi per avere un loro messaggio sull´esperienza vissuta:

“Il 9, 10 e 11 Settembre sono stata a Roma con l´ACR per partecipare al Festival dei Ragazzi. Ho trascorso tre giorni stupendi nei quali abbiamo svolto molte attività, ho imparato molte cose nuove e fatto amicizia con tanti bambini sia italiani che stranieri. Sabato mattina ci siamo alzati presto per assistere all´udienza con Papa Francesco in piazza San Pietro. L’incontro con il Papa è stato un momento meraviglioso che ricorderò per tutta la vita”

Michela (6-8, S.Costanzo V. e S. Tommaso D’Aquino in Aquino)

 

“Del Festival dei Ragazzi mi ha colpita la tranquillità del Papa mentre parlava davanti a moltissima gente”

Arianna (9-11, Chiesa Madre in Cassino)

 

“ I giorni 9, 10 e 11 settembre si è svolto a Roma il Festival dei ragazzi di Azione Cattolica. In rappresentanza della diocesi SCAP per la parrocchia di San Giovanni, abbiamo partecipato Serena ed io. Il 9 mattina, presso la stazione ferroviaria di Cassino ci siamo ritrovati con gli altri rappresentanti diocesani ed è iniziato cosí il nostro cammino. Giunti a Roma abbiamo incontrato i ragazzi dell´ACR di tutta Italia. In questi giorni abbiamo spiegato i tre temi Famiglia, Creato e Partecipazione dal nostro punto di vista, mentre la sera abbiamo ballato con le esibizioni dell´ACR Band di Cerreto: sono stati davvero bravi! Il momento piú emozionante e toccante è stato sicuramente l´udienza con il Santo Padre. Ho conosciuto molte persone e ho imparato che noi siamo “Missione”. Ringrazio di cuore le educatrici che mi hanno accompagnato in questo viaggio”

Claudia (12-14, San Giovanni Battista in Cassino)

Tornati a casa da questa magnifica esperienza con le pile ricaricate è tempo di essere CIRCOndati di GIOIA, pronti ad iniziare alla grande il nuovo anno associativo continuando a dare voce e forma ai nostri sogni ricordando che siamo una missione su questa terra!

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Ramona Vecchio

“Il tempo libera lo spazio”. Incontro e confronto verso la XVI Assemblea nazionale.

Realtà, festa, unitarietà, Giubileo, Chiesa, associazione e ricordo. Sono le parole con le quali è possibile riassumere il Convegno per i Presidenti diocesani e gli Assistenti unitari che si è svolto a Roma nella Domus Pacis in contemporanea con il Festival dei Ragazzi dell’ACR.
“Il tempo libera lo spazio” è il tema scelto per questo appuntamento, prendendo spunto da uno dei quattro principi enunciati da papa Francesco nella Evangelii Gaudium per la costruzione del bene comune e della pace sociale nella quarta parte del suo documento: il tempo è superiore allo spazio (EG 223). Dopo i saluti, il Presidente nazionale, Matteo Truffelli, ha tracciato il tema del convegno: il nostro impegno, la nostra vita, il nostro tempo devono essere come un seme gettato per generare dei processi atti a rinnovare la Chiesa dei cui frutti non dobbiamo preoccuparci, ma affidarci semplicemente al Signore. Quindi è stata introdotta la tavola rotonda. Il moderatore, Fabio Zavattaro (vaticanista della Rai), insieme a Giuseppina Paterniti (vice direttore del TGR della RAI e corrispondente a Bruxelles sede delle istituzioni europee) e Gennaro Ferrara (giornalista di TV2000), ci hanno aiutato a confrontarci con il nostro tempo, “guardando fuori l’associazione e facendoci guardare da fuori”. In particolare gli ospiti, ci hanno offerto uno sguardo sulla realtà che rappresenta una delle dimensioni del tempo. La Paterniti, grazie alla sua esperienza delle politiche comunitarie, prendendo spunto dalle parole del papa, ha sottolineato che il cambiamento d’epoca dovuto alla crisi economica e l’abuso della tecnologia ha portato ad una mancanza di percezione dell’altro e ad una crisi sociale, che come conseguenza stanno generando una crisi della democrazia. Crisi che può essere superata solo con l’assunzione della realtà come tempo nel quale siamo chiamati a vivere e assunzione della responsabilità nella ricostruzione del tessuto sociale, partendo dall’attenzione verso i più poveri. Gennaro Ferrara, ha sollecitato i Presidenti ad avere quella inquietudine augurata da papa Francesco nel convegno di Firenze, che ci sprona al discernimento della realtà per il superamento della crisi sociale. In serata abbiamo condiviso con i nostri ragazzi dell’ACR la festa del loro Festival “A noi la parola” fatta di musica, divertimento e testimoni.
Il sabato mattina, in piazza San Pietro abbiamo partecipato all’udienza Giubilare con papa Francesco, che prendendo spunto dal brano tratto dalla prima lettera di Pietro (1 Pt 1, 18-21), ha dato risalto ai termini redenzione e misericordia invitandoci, a termine del suo intervento, a ripetere le parole del salmo 130: “con il Signore è la misericordia e grande con Lui è la redenzione”. È Dio che libera veramente l’uomo illuso dalla propria presunta libertà, mediante la sua misericordia, il suo amore sconfinato. Subito dopo questo momento ci siamo messi in coda con le altre trentamila persone in piazza per il passaggio della Porta Santa.
Lasciati i ragazzi dell’ACR all’incontro con alcuni ospiti nell’aula Paolo VI, il pomeriggio ci ha visti impegnati nei lavori di gruppo sul Documento assembleare o per usare le parole della Presidenza, sullo Strumento di lavoro “Fare nuove tutte le cose”. In particolare, i laboratori trattavano i quattro principi dell’Evangelii Gaudium: “la realtà è più importante dell’idea”, attenti al contesto; “il tempo è superiore allo spazio”, quali processi innescare; “il tutto è superiore alla parte”, quale AC per questi contesti; “l’unità prevale sul conflitto”, quali alleanze costruire. Nella prima parte dei lavori, i Presidenti diocesani sono stati invitati, attraverso una tabella, a riflettere personalmente sulle caratteristiche positive e negative del proprio territorio. La seconda parte, consisteva nel raccontare come le più importanti di queste caratteristiche incidessero sulla vita associativa. La terza fase, ci ha portato ad individuare alcune attenzioni da attuare per il coinvolgimento dei vescovi, delle curie, dei parroci e di altre associazioni e per preparare bene le assemblee. L’obiettivo dell’ultima parte, aveva come scopo principale quello di offrire alla Commissione per il Documento assembleare e al Consiglio nazionale riflessioni e indicazioni per la preparazione della XVI Assemblea Nazionale.
Subito dopo ci siamo ritrovati in plenaria, per il ricordo di mons. Mansueto Bianchi. Il momento di preghiera vissuto con grande raccoglimento e commozione, grazie a passi del Vangelo di Marco, alle riflessioni di mons. Bianchi e al ricordo del Presidente Truffelli, ci hanno aiutato nella riflessione sulle caratteristiche del discepolo chiamato a seguire Gesù attraverso l’asperità della lotta contro il male.
Domenica mattina dopo la Celebrazione Eucaristica, presieduta da don Antonio Mastantuono, neo vice assistente generale, si aperto il dibattito sollecitato dalle riflessioni dei lavori di gruppo e che è stato concluso dalle risposte del Presidente nazionale. Il tempo, dimensione della storia e dell’esistenza umana esige formazione, responsabilità e volontà di starci dentro, perché nel tempo ci sono le persone e c’è il territorio. Questo impegno, che l’AC ha tutte le carte in regola per assumerlo, richiede di costruire alleanze con chi avverte insieme a noi le urgenze ed i bisogni della nostra epoca. E poi, c’è la storia, nella quale l’AC si è sentita sempre immersa, contribuendo a costruire la società civile e la Chiesa (numerosi i riferimenti al 29 Aprile, giorno nel quale tutta l’Associazione, insieme a tutti i suoi amici, festeggerà a Roma il suo 150° anno di vita). E come si possono vivere queste dimensioni? Attraverso la parrocchia, che nonostante i cambiamenti continua ad essere “esperienza decisiva per la vita delle persone”. Infine, Truffelli, ha fatto riferimento al cammino assembleare, che non è una formalità da espletare, ma occasione per generare quei processi che possono cambiare la storia e non è tempo perso ma un tempo vissuto con ricchezza.
Per molti dei partecipanti, questo è stato l’ultimo convegno vissuto come Presidenti diocesani e quindi sono state molte le dimostrazioni di gratitudine alla Presidenza nazionale ma, soprattutto, a tutta l’Associazione per quanto di bello e coinvolgente è stato possibile vivere in questi anni, perché parafrasando quanto detto da mons. Mansueto Bianchi, l’AC è una Chiesa bellissima.
Antonio Accettola e Giampaolo Pontone, presidenti diocesani

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“A NOI LA PAROLA”. Viaggiando verso il FESTIVAL DEI RAGAZZI

3…2…1… in carrozza! Ma dove si va?
Questa mattina una delegazione di bambini e ragazzi dell’Azione cattolica della nostra diocesi è in viaggio verso Roma dove insieme ai loro coetanei provenienti dalle altre diocesi d’Italia parteciperà al tanto atteso Festival dei ragazzi, un incontro nazionale per confrontarsi e portare la voce di tutti i loro coetanei su alcuni ambiti della Dottrina sociale della Chiesa.
Durante gli scorsi mesi, prima nelle singole parrocchie e successivamente in diocesi, partendo dalle loro realtà e dal loro quotidiano, i ragazzi si sono lasciati interrogare ” a loro misura” sui temi della famiglia, luogo di incontro e di comunione, del creato, per scoprirsi custodi della bellezza di ciò che ci circonda, e della partecipazione alla vita democratica, per essere costruttori del bene comune. I ragazzi si sono lasciati coinvolgere nella riflessione sulle tre tematiche declinandole poi con i cinque verbi indicati da Papa Francesco durante i giorni del Convegno Ecclesiale di Firenze, cinque vie per il nuovo umanesimo, imparando ad accogliere la Parola di Dio nella vita di tutti i giorni, nella loro famiglia, nella natura che li circonda e nelle città che abitano perché il vivere nel mondo è il vero stile del cristiano.
Con questa iniziativa, l’Azione Cattolica ha voluto accogliere l’invito di Papa Francesco rivolto alla Chiesa tutta: “In ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii Gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni, specialmente sulle tre o quattro priorità che avrete individuato in questo convegno. Sono sicuro della vostra capacità di mettervi in movimento creativo per concretizzare questo studio. Ne sono sicuro perché siete una Chiesa adulta, antichissima nella fede, solida nelle radici e ampia nei frutti”.
“A noi la parola” è dunque un’occasione preziosa per far arrivare la voce di tutti gli accierrini d’Italia al mondo degli adulti, perché anche i più piccoli sono protagonisti nella costruzione delle nostre Chiese locali e della nostra Associazione.
E allora vogliamo augurare a Simone, Irene, Luigi, Beatrice, Michela, Claudia, Serena, Tiziano Antonio, Arianna, Antonio, Chiara Laura, Giorgia e ai loro accompagnatori un buon viaggio e soprattutto buon Festival!

Per saperne di più leggi anche  http://acsoracassino.org/dalle-parrocchie-alla-diocesi-festa-degli-incontri-dare-agli-accierrini-la-parola/

Per ogni ulteriore informazione sull’iniziativa: http://acr.azionecattolica.it/noi-la-parola

“Andare” con entustiasmo e “ritornare” con gioia: un campo ACR sui passi di Giuseppe!


Come ogni estate, l’ACR diocesana si è data appuntamento per due campi scuola, prima dall’1 al 4 agosto per i bambini dai 6 agli 11 anni che hanno poi “passato il testimone” ai ragazzi dai 12 ai 14 anni per i successivi giorni, dal 4 al 7 agosto, presso la struttura adiacente il Santuario di Maria Santissima Addolorata a Castelpetroso, in provincia di Isernia.
L’estate, infatti, è una stagione eccezionale che riesce ad offrire la possibilità a tutti i ragazzi dell’ACR di continuare a viaggiare verso Gesù.
Proprio in questo contesto, bambini  e ragazzi provenienti dalle parrocchie della nostra diocesi sono stati invitati a vivere questa forte e arricchente esperienza del campo scuola, accompagnati da una figura straordinaria, la cui storia viene raccontata nella Genesi: GIUSEPPE.
La vita di Giuseppe è un vero e proprio viaggio, dapprima di andata lontano da suoi fratelli e poi di ritorno verso loro. Attraverso la sua affascinante storia, Giuseppe ci ha insegnato che nonostante le fatiche, le sofferenze provate, costretto ad essere lontano dall’affetto del padre a causa dell’odio dei suoi fratelli, anche nella prova più difficile il Signore non ci abbandona mai. Giuseppe infatti scopre il suo talento come interprete di sogni, realizza la sua vocazione partecipando la progetto che Dio ha per lui riservato, salvando non solo se stesso ma un popolo intero e perdonando persino i suoi fratelli che lo avevano abbandonato.
In questo viaggio i ragazzi sono stati accompagnati dagli educatori, dal nostro assistente diocesano Don Ercole Di Zazzo e dalla responsabile ACR Daniela Lecce.
Le intense giornate sono trascorse all’insegna delle attività e di momenti di preghiera, come la celebrazione penitenziale, e di alcuni istanti di riflessione personale in cui i ragazzi hanno stilato la propria “regola di vita” per mettere in pratica quanto imparato sull’esempio di Giuseppe ma non sono mancati anche divertenti giochi, balli e canti.
Nel campo ACR dei 12-14 invece, senz’altro emozionante è stato il momento del deserto, una delle attività, in cui ragazzi, percorrendo la Via Lucis, si sono dedicati al proprio discernimento attraverso la lettura dei riferimenti biblici aiutati dalle preziose indicazioni di Don Ercole.

Speciale è stata la serata finale di entrambi i campi in cui i ragazzi, suddivisi per squadra attraverso la lettura e l’interpretazione di un brano biblico sulla storia di Giuseppe, hanno dato vita al musical “Giuseppe e i suoi fratelli”.  L’idea è stata proprio quella di rendere pienamente protagonisti del campo i nostri ragazzi, dando cosi loro la possibilità di creare con la loro fantasia e creatività un qualcosa di speciale utilizzando ciascuno i propri talenti ma soprattutto la voglia di essere gruppo.

Altro momento bellissimo per i nostri ragazzi , è stato quello dedicato ai passaggi dei ragazzi quattordicenni che l’anno prossimo continueranno il loro cammino di fede nei giovanissimi perchè l’Azione Cattolica è un percorso di vita all’interno di una grande famiglia.
Entrambi i campi poi si sono conclusi con la Santa Messa insieme alle famiglie, momento bello di condivisione del lavoro svolto insieme durante i giorni dove i genitori hanno potuto conoscere la splendida esperienza che i loro ragazzi hanno vissuto, ripercorrendone ogni momento con i simboli della storia di Giuseppe.

La regola di vita che i ragazzi hanno meditato nei giorni di campo è stata da loro appuntata su di una veste bianca, ricordo e simbolo della veste battesimale, che alla fine del campo è stata cucita per trasformarsi in un cuscino che ognuno di loro ha portato con sè affinchè gli ricordasse di non smettere mai di fare grandi sogni ma soprattutto di non smettere mai di cercare di comprendere quale grande sogno abbia Dio per la loro vita.

In questo periodo di ritorno alla quotidianità dopo le vacanze, a pochi giorni anche dalla ripresa delle attività dell’ACR in parrocchia l’augurio per tutti i nostri accierrini è di riuscire a dare un nome ai loro sogni e di avere l’entusiasmo e l’energia di trasformarli in realtà sotto lo sguardo amorevole di Dio e con l’aiuto e la vicinanza non solo degli amici di sempre ma anche dei nuovi amici incontrati in quest’estate perchè se l’andata verso l’estate è stata carica dell’entusiasmo delle aspettative il ritorno verso la vita di tutti i giorni sia pieno della gioia delle nuove cose e persone conosciute.

Simona Bianchi

Foto: Cesare Palmigiani e Sara Cipullo

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Insieme ai sacerdoti: raccontiamo il nostro don Ercole

Insieme ai sacerdoti: racconta il tuo “don”. Questo il bando nazionale realizzato in collaborazione tra l’Azione Cattolica Italiana e il Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa della CEI (Spse) a cui la responsabile ACR Daniela Lecce decide di partecipare raccontando la figura del nostro assistente diocesano di ACR, don Ercole Di Zazzo.
In un momento storico particolarmente difficile della nostra diocesi (l’allora diocesi Sora-Aquino-Pontecorvo), la sua nomina ad assistente diocesano ha riportato entusiasmo e speranza, facendosi compagno di viaggio di tutti noi educatori nella difficoltà e nella gioia, prezioso esempio nel servizio ai più piccoli.
Le parole di Daniela sono le parole di tutti gli educatori che lo hanno conosciuto, che hanno incrociato la sua strada, anche per brevi tratti, che hanno toccato con mano la sua voglia di spendersi gratuitamente verso tutti, sporcandosi le mani e indossando il grembiule del servizio, facendosi piccolo in mezzo ai piccoli. Sono le parole di quegli educatori che hanno avuto in lui una guida spirituale assaporando con lui la parola buona del Vangelo e sperimentando la bellezza di mettersi alla sequela di Gesù.
Non abbiamo vinto il premio atteso ma rimane il fatto che il nostro assistente è una testimonianza autentica di vita associativa che vogliamo condividere con tutti.

“Caro il mio don… no, non ci siamo.
Caro prete mio… togliamo il “caro” che non ci appartiene e finalmente ci siamo, restano le due parole che più di tutte raccontano chi sei e come, diventando assistente diocesano ACR, hai segnato la vita associativa di tutti noi educatori e dei nostri ragazzi. Due parole che però, trattandosi di te, assumono un significato e un valore non comuni.
Prete, perché compagno di viaggio senza età. Non ti ho mai visto né davanti né dietro di me, ma sempre al mio fianco, presenza discreta e determinante al tempo stesso. Le tue parole sono sempre state poche ma essenziali e soprattutto giuste in ogni occasione. Quelli con cui non ti sei mai risparmiato sono invece i bambini e i ragazzi con i quali spesso ti sei mescolato, tuffandoti nei loro giochi e i loro balli, tanto da essere il primo che dovevo richiamare per riportare l’ordine ai campi scuola!
Prete, perché pastore … e ariete! Sei stato testimonianza autentica dell’amore del Signore per i piccoli con le parole e i gesti che spesso improvvisavi, cogliendo di sorpresa anche me, superando le formalità e il perfezionismo per arrivare diritto al loro cuore. Ma sei stato spesso anche ariete, non solo perché sei nato il 31 di marzo, ma perché farti cambiare idea è sempre stato quasi impossibile e quale conquista sentirti dire “sì, avevi ragione tu!”
Mio, perché mio ansiolitico naturale fin dal primo giorno. All’inizio del mio incarico alla mia disperata affermazione “dobbiamo ricominciare tutto da capo e siamo solo io e te” tu mi hai ripreso dicendo “ ti sbagli, siamo almeno quattro o cinque: io, tu, lo Spirito Santo e la Vergine Maria, di cosa hai paura?” Coraggio, tanto coraggio… Mi hai insegnato a fidarmi e ad affidarmi, a credere che c’è molto di più oltre quello che facciamo e che siamo noi e la Bellezza che riempie oggi le nostre vite in AC ne è la prova.
Mio, perché mia croce e delizia. Parlare a telefono con te… impresa titanica! Ho imparato però con il tempo che quando rispondevi ai miei messaggi, con le solite otto-dieci domande, semplicemente “OK” in realtà volevi solo dire “ne parliamo domani, ora sono troppo stanco”, completamente assorbito dai tuoi mille impegni parrocchiali ai quali non ti sei mai sottratto, perché tu non dici di no a nessuno. E pecco di orgoglio ogni volta che qualcuno scopre quale grande dono sei per la vita di chi ti incontra. Indimenticabile il primo campo scuola educatori nazionale che abbiamo fatto insieme; vennero in tanti a dirmi che ero molto fortunata a condividere la mia esperienza associativa con te dopo averti visto scherzare e ballare con i ragazzi tutta la sera e poi restare fino alle due di notte con loro per confessarli tutti.
Senza il “prete mio” mi sarei arresa presto alle mie insicurezze e alle tante difficoltà di questa avventura nonostante tutto magnifica e totalizzante che è il servizio educativo in AC.
A te oggi posso solo dire grazie e come ho fatto più volte in questi anni ripeterti “Prete non cambiare mai!”
La Resp

Un saluto all’insegna della legalità

Per concludere in bellezza questo percorso di Azione Cattolica, il giorno 5 Giugno i nostri educatori ci hanno stupito organizzando una formidabile cena. A questa cena hanno partecipato i giovanissimi della Chiesa Madre e il gruppo dei giovanissimi della Chiesa San Giovanni Battista in Cassino. Come sempre, gli educatori ci hanno posto un enigma per arrivare al locale; ci hanno infatti fatto risolvere un anagramma per scoprire il nome della trattoria. Dopo minuti di ”pensa e ripensa” siamo giunti ad una conclusione: il Civico Sociale. Ci siamo quindi diretti verso il locale ma le sorprese non finivano qui. Dopo aver mangiato il primo piatto, gli educatori Mimmo, Veronica, Serena e Vittorio ci hanno posto un altro enigma: ”perché secondo voi proprio questo locale?” e qui le cose si sono fatte difficili. Ad intervenire in nostro ”aiuto” è arrivato Carmine, membro della trattoria della legalità. E cosa c’entra con una semplice cena di fine percorso AC? Dietro il locale c’era in realtà una lunga storia:in primo luogo, il nome è stato scelto con lo scopo di raccogliere una serie di significati speciali per loro. In secondo luogo il nome ”Civico” perché è un numero che appartiene alla città che contraddistingue la casa di un cittadino. La loro iniziativa nasce nel 2004 quando con un gruppo di amici decidono di aprire una casa-famiglia per i minori in situazioni di disagio. Il termine ”Sociale” deriva dal fatto che sono riusciti a fare in modo che alcuni ragazzi, lavorando e stringendo rapporti di amicizia, oggi siano del tutto indipendenti grazie alle loro forze. Carmine e la sua collaboratrice Simona ci hanno illustrato varie zone vicino il nostro territorio soggette alla mafia e il loro modo di combatterle. Durante il discorso, noi ragazzi siamo rimasti sbalorditi dalla storia prima di questo locale e anche dal fatto che alcuni dei prodotti usati vengono realizzati in territori sottratti alla mafia. Ad intervenire nel discorso e a rispondere con piacere alle nostre domande è intervenuta la giornalista Angela Nicoletti, nota giornalista di Cassino. Quella che doveva essere una normale cena di fine anno è stata in realtà una serata ricca di nuove e piacevoli scoperte del nostro territorio che sono avvenute nel passare degli anni. Speriamo di rifare quest’esperienza il prima possibile in quanto è stata una serata molto interessante per tutti.
Irene e Francesca

Adorazione Eucaristica dell’AC di Aquino

IMG-20160702-WA0009 E’ ormai consuetudine che l’Azione Cattolica della parrocchia di Aquino concluda l’anno associativo con un momento di adorazione, organizzato in comunione con il parroco, presso una periferia della parrocchia.

Quest’ anno ci si è recati presso la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù sita in contrada Valli. Il tema dell’adorazione svoltasi sotto un magnifico cielo stellato di fine Giugno era: “Carità, volto della misericordia”. Con lo sguardo rivolto al Santissimo Sacramento e con l’aiuto di alcune letture tratte da “Vuoi onorare il corpo di Cristo” di S. Giovanni Crisostomo, l’AC ha guidato i presenti a meditare su come riconoscere le situazioni di sofferenza che ci circondano e su come seminare la speranza.

Dopo la meditazione di Don Tommaso sul brano del vangelo di Matteo (25,31-46), in cui Gesù ci mostra i modi di esercitare la carità fraterna, è arrivato il momento più toccante della serata: l’abbraccio della croce. Ciascuno dei presenti si è recato ai piedi della croce, posta vicino al Santissimo Sacramento, e l’ha abbracciata chiedendo al Signore di essere accolti nella sua misericordia e di essere capaci di abbracciare il dolore che ci circonda.

Dopo la Benedizione Eucaristica ed il canto finale il parroco ha ringraziato l’Azione Cattolica per aver organizzato questo momento di Adorazione e per tutte le attività che ha svolto nel corso dell’anno in parrocchia.

Infine il presidente parrocchiale, Fabio Evangelista, ha voluto ringraziare con un semplice ma significativo dono gli animatori e gli educatori dell’ACR (Martina, Marianna, Giuseppe, Simona,Riccardo), del Settore Giovani (Giandomenico, Elisa) e del Settore Adulti (Patrizia, Lucrezia) per l’impegno che in questo anno associativo hanno profuso a servizio dell’Azione Cattolica, della parrocchia e della Chiesa.

Fabio Evangelista

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Campo scuola ACR. Per un viaggio “Andata e Ritorno”!

La meraviglia del viaggio intrapreso durante l’anno associativo non si ferma. Il treno del’ACR prosegue il suo percorso per giungere alla prossima fermata alla volta del tempo d’estate eccezionale con i campi scuola ACR diocesani.

Il campo scuola costituisce una speciale occasione per i ragazzi per fare esperienza di Chiesa e per continuare a vivere la pienezza dell’incontro con il Signore assieme ai loro compagni di sempre e ai tanti nuovi amici che incontreranno. Due le date scelte: dal 1 al 4 agosto per la fascia di età dai 6 agli 11 anni e dal 4 al 9 agosto per la fascia di età dai 12 ai 14 presso la casa per ferie di Castelpetroso, in provincia di Isernia.

Come ogni anno, i ragazzi in questa avventura saranno accompagnati da un giovane ragazzo di nome Giuseppe che, senza scegliere di partire, si ritrova a viaggiare compiendo con tenacia il suo percorso tra le tante difficoltà e sofferenze. Egli non conosce la meta del suo viaggiare ma nella prova più estrema scopre i suoi talenti e li mette a frutto compiendo il bene per se steso e per un’intero popolo.

Ma chi è Giuseppe? Qual è la sua missione e dove lo condurrà questo viaggio? Beh, la risposta è semplice: vi aspettiamo numerosi al campo scuola naturalmente muniti di biglietto ANDATA e RITORNO!


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(Per maggiori informazioni rivolgersi agli educatori della propria parrocchia)