Un campo ACR di TUTTI I COLORI!

Anche quest’anno, l’Azione cattolica dei ragazzi diocesana si è data appuntamento per il primo campo scuola svoltosi nella casa diocesana di San Giovanni Incarico dal 10 al 13 agosto. Sessanta ragazzi dai 6 ai 14 anni, provenienti da alcune parrocchie della zona di Sora, si sono incontrati per trascorrere insieme questa intensa e “colorata” esperienza estiva.

12041954_10154810090931959_1901848162_nOgni anno per i ragazzi, il campo scuola è l’occasione per mettersi in ascolto della propria vita e sperimentare la bellezza di essere amata da Gesù, un’esperienza bella di Chiesa e comunione da condividere con i propri compagni. Quest’anno i ragazzi sono stati accompagnati da Noè, uomo giusto che attraverso la costruzione dell’arca e partecipe del progetto di salvezza dell’umanità, ha portato in salvo l’intera creazione. Noè accoglie il progetto che Dio ha riservato per lui, costruisce l’arca e affronta il diluvio, la forza dell’acqua e la sua capacità distruttiva per poi raggiungere la quiete e la bellezza dell’arcobaleno.

Proprio dall’incontro con Noè, i ragazzi hanno imparato a riconoscere il loro essere cristiani e testimoni in una Chiesa missionaria, perché anche loro sono parte attiva della comunità cristiana.

In questo viaggio, i ragazzi sono stati accompagnati dai volti gioiosi degli educatori che, guidati dall’assistente diocesano Don Ercole Di Zazzo e dalla Responsabile ACR Daniela Lecce, hanno svolto il loro servizio educativo con passione e impegno. Per questo riportiamo qui di seguito i racconti belli di alcuni di loro.

In quei giorni il diluvio, rappresentato dalla tanta stanchezza e fatica, ha ceduto il posto all’arcobaleno; tanti colori che riuscivo a vedere nel sorriso di ogni ragazzo, nei loro occhi vispi e pieni di gioia, nella loro voglia di fare e di crescere, nei loro abbracci e nella grandissima volontà che avevano nell’approfondire sempre di più la conoscenza di Dio. La mia prima esperienza come educatrice, una delle più belle che abbia mai fatto e per questo ringrazio innanzitutto Lui che mi ha dato la forza, il coraggio e un po’ di capacità per affrontare questo primo campo. Un grazie enorme va a tutti gli educatori che sono stati come una seconda famiglia, capaci di ascoltare, ridere, scherzare, gioire ed emozionarsi insieme a me. Il ringraziamento più grande va ai ragazzi che riempiono le nostre giornate e senza i quali noi non saremmo qui a vivere questa meravigliosa esperienza! È vero che una volta terminato il campo, quando si prende la via del ritorno, c’è sempre un po’ di tristezza nel cuore ma si torna in parrocchia con una marcia in più, con tanta voglia di mettersi ancora in gioco, pronti ad iniziare un nuovo anno associativo. Quello che ho portato a casa dopo questo campo è una forte motivazione e una valigia piena di risate, emozioni, condivisione, gioia e la consapevolezza che questa nuova e grandissima famiglia mi accompagnerà sempre in questo percorso educativo al servizio dei più piccoli.

Francesca Castaldi

“Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.” (Mt 11, 25) A distanza di tanti anni è facile trovarsi a domandare “perché mi spendo ancora per questo servizio?”. Ed allo stesso modo è facile trovare la risposta in queste parole di Gesù. Dio parla ai cuori semplici e puri, quei cuori che non aggiungono altro al messaggio di Gesù. Il cuore dei bambini e dei ragazzi che in quei giorni, anche se lontani da casa si sono abbandonati nelle braccia del Signore e guidati da Noè hanno compreso che quell’abbandono ha come premio la salvezza! Ed è bello sapere che in questo progetto divino, il Signore si serve anche del nostro servizio.

Antonio Accettola

Vivere ogni anno ,da tanti anni ma sempre come ogni primo campo,emozioni,avere quel solletico al cuore che ti fa dire :è stato bello esserci e condividere con questi ragazzi un tratto di cammino, è per ogni educatore il momento culminante di un esperienza che arricchisce non a senso unico come molti potrebbero pensare,ma a doppio senso: davvero i piccoli ci aiutano a crescere,davvero ci contagiano con il loro stupore,davvero ci rendono il centuplo di quello che noi gli diamo,davvero ci fanno vivere la vita a colori!

Claudia De Ciantis

Non é la prima esperienza di campo Acr da educatrice ma ogni anno é come se fosse il primo, perché c’é sempre qualcosa di nuovo, di interessante, di entusiasmante che ci sbalordisce e ci da conferma di aver fatto la scelta giusta. Questo servizio ci mette alla prova, e fa accrescere la nostra fede in Lui giorno dopo giorno. Questo vale non solo per noi educatori ma anche per i bambini che distaccandosi dalle normali attività quotidiane,riescono si mettono in gioco. Come ogni anno non se ne esce a mani vuote ,ma arricchiti , portiamo con noi un qualcosa di nuovo che migliorerà la vita di tutti i giorni : una carica per un anno intero ,scolastico o lavorativo che sia,che avrà quella marcia in più grazie a questi fantastici 4 giorni che siamo chiamati a vivere con Lui e per Lui.

Marianna Tanzi

Sono alla mia seconda esperienza del campo scuola e devo dire che anche questa è stata indimenticabile. durante i quattro giorni si da tanto in termini di energie ma paradossalmente si torna a casa con un pieno di entusiasmo e con una carica vitale che ci accompagna per un lungo periodo.

Annarosa Palombo

Il campo si può descrivere con una sola parola: CHIESA. Ci ritroviamo tutti per fare Chiesa e per definire un percorso già progettato da Lui verso Lui e i bambini ne sono la testimonianza tramite i loro sorrisi e i loro sguardi, che tendono la mano verso di noi educatori/animatori e noi siamo lì pronti per accompagnarli in questo cammino. è un dare e ricevere perché anche l’educatore non smetterà mai di imparare e di crescere insieme a loro. Questo è lo stile dell’ACR.

Roberta Fionda

Un’estate…. di tutti i colori!!!

acr1Lo scorso mese di Agosto ha lasciato il segno nel tempo di estate eccezionale della nostra ACR diocesana. Proprio Agosto, infatti, è stato il mese dedicato ai campi estivi che, per la zona Cassino, si sono svolti nella casa S. Antonio a Montecassino dal 25 al 30. Protagonista dei campi in questione è stato Noè con la sua storia di ascolto e fiducia che è stata messa in discussione da vari scienziati. Si, perché ospiti in questi giorni di campo sono stati vari personaggi, tutti scienziati impegnati in vari campi che, incontrando Noè, hanno cercato di razionalizzarne la storia senza però riuscirci, anzi, aprendo la loro mente verso un nuovo modo di indagare le cose: la fede! Entrambi i campi (quello per i ragazzi dai 6 agli 11 anni tenutosi dal 25 al 27 agosto e quello per i ragazzi dai 12 ai 14 anni iniziato il 27 e terminato il 30) hanno avuto inizio con un bel momento di preghiera con i genitori durante il quale tutti hanno scritto il loro nome nell’ultima pagina di una Bibbia, a simboleggiare il ruolo attivo di ciascuno di noi nella storia della salvezza che non termina con l’ultima pagina del “racconto” biblico ma ha attraversato la storia dell’umanità fino a giungere a noi, oggi chiamati a scriverne nuove pagine con le nostre vite! E quale scienziato sarebbe stato più adatto da incontrare dopo un momento come questo se non una biografa? Arrivata convita che valesse la pena raccontare solo vite straordinarie come quella di Noè ha imparato, grazie a lui, che ogni vita è importante e degna di nota perché sono tutte legate come anelli di una catena: se ne mancasse anche solo uno la catena non potrebbe che spezzarsi. Ed insieme con lei anche i ragazzi hanno capito che la vita, con tutti i suoi momenti importanti per ognuno di loro, è un dono meraviglioso ed unico…non importa quali opere gigantesche possano realizzare o quali grandi eventi li vedano protagonisti, già solo perché sono figli, fratelli, nipoti, amici sono un pezzo fondamentale di una storia più che importante! Dopo la biografa un’antennista ha fatto irruzione nella giornata dei ragazzi; intento solo a riparare la sua antenna per captare segnali televisivi o radiofonici ha capito, grazie a Noè, che ci sono altri segnali da captare, molto meno invasivi ma di certo più importanti: persone, eventi, emozioni attraverso le quali il Signore ci parla! E riparando quell’antenna anche i ragazzi hanno imparato l’importanza del saper ascoltare e non solo di sentire: hanno così condiviso con gli altri ciascuno il proprio segreto per superare le interferenze, le distrazioni che c’impediscono non tanto di sentire ma di fare quel passo in più verso l’ascolto di quanto Dio vuole da noi! Il terzo scienziato incontrato è stato l’ingegnere, e non uno qualunque, un ingegnere navale che con i suoi progetti maestosi di navi da crociera voleva far sfigurare il progetto apparentemente più semplice dell’arca. Ma la costruzione dell’arca per Noè non è stato solo il tracciare dei segni sul foglio! L’arca è stata per Noè il modo di “sporcarsi le mani”, di partecipare attivamente al progetto salvifico del Padre. Così, tanto l’ingegnere quanto i ragazzi hanno imparato che far parte di quella storia di salvezza significa sentirsi chiamati in prima persona ad essere strumento di Dio che opera nel mondo per il bene comune. E’ stata poi la volta del meteorologo, allarmato per le previsioni del tempo che davano diluvio su tutta la terra! Come lui anche noi spesso vediamo le difficoltà della vita come un evento che non possiamo controllare e che non può che risolversi in una catastrofe…ma Noè, raccontando come il suo affidarsi a Dio gli abbia permesso di trovare in Lui la mano tesa che lo ha salvato dando una nuova opportunità a tutta l’umanità, è stato l’esempio di come Dio sappia aprire una via anche laddove sembra che sia impossibile! E proprio da queste riflessioni i ragazzi sono stati accompagnati in due momenti di preghiera molto belli: il primo, per i 6-11, in cui ognuno di loro ha condiviso le difficoltà affrontate nei vari momenti del campo, e per ogni difficoltà ha versato dell’acqua in una bottiglia che era collegata ad un’altra tramite un tubo ma dato che la seconda bottiglia era chiusa da un tappo l’acqua restava solo nella prima, ed il livello dell’acqua si è alzato considerevolmente come spesso accade a chiunque quando è in difficoltà e non condivide con gli altri quel peso enorme che quasi sembra farlo affogare. Ma quando è stato svitato il tappo della seconda bottiglia l’acqua si è distribuita equamente ed il livello nella prima è sceso moltissimo: i ragazzi hanno così capito che l’affidarsi a Dio e l’aprirsi all’altro ci permette di condividere ansie e paure e di sentire meno forte il peso delle difficoltà. Il secondo, dedicato ai 12-14, è stato invece una via lucis, suggestiva quanto coinvolgente, un percorso di preghiera accompagnato da alcuni personaggi che, davanti alla morte di Gesù’, hanno perso la rotta, si sono lasciati abbattere dalla tristezza. Personaggi che però hanno saputo puntare lo sguardo su Gesù’ Risorto, si sono rialzati e sono diventati grandi testimoni del Vangelo. Si, perché anche i discepoli hanno fatto l’esperienza della tempesta, come Pietro che si è lasciato prendere il cuore dalla paura di affondare, dalla paura di non farcela. Solamente fissando lo sguardo su Gesù’, Pietro capisce e riesce a rialzarsi per affrontare le onde.

acr2Non poteva mancare un ornitologo a cercare di insinuare dubbi sulla storia del corvo e della colomba inviati da Noè in avanscoperta per capire se la terra fosse riemersa dalle acque: la pazienza del saper aspettare il momento giusto, la fiducia che anche laddove si scelga una strada sbagliata ci sarà sempre il tempo ed il modo di cambiare direzione e trovare quella giusta per la propria vita sono stati punti di forza di Noè, quelli che gli hanno permesso di non perdere la “bussola” verso la rotta che Dio gli aveva indicato! Non è stato facile per Noè come non lo è per nessuno di noi: a volte la via più semplice sembra essere anche quella giusta ma raramente è così, e se è facile fare un errore molto più difficile è riparare agli errori fatti…soprattutto se l’errore ci allontana da Dio. Ma nella sua immensa bontà Lui è sempre pronto a lasciarsi riavvicinare! Proprio per questo all’incontro con l’ornitologo è seguito per i ragazzi un momento di deserto, in cui hanno potuto riflettere su cosa gli allontana da Dio e perché ma soprattutto in che modo possono riavvicinarsi al Suo amore di Padre ed è stato importante per loro, proprio in quest’ottica, avere a disposizione la preziosa presenza di don Ercole, assistente diocesano di ACR, per la confessione o anche solo per farsi ascoltare o per ascoltare una sua parola. E poi l’incontro con il biologo che insieme con i ragazzi ha imparato da Noè che c’è un libro molto più interessante che parla della vita e di come nasce e si sviluppa, un libro che non è in vendita in nessuna libreria, nemmeno su Amazon: il libro del creato! Il creato: un dono che Dio ha fatto all’uomo e che l’uomo deve preservare, curare ed amare esattamente come la propria vita! Infine l’incontro con il fisico ed i suoi assistenti che hanno capito che l’arcobaleno non è solo un effetto ottico come volevano dimostrare con i loro esperimenti ma molto di più! Grazie al racconto di Noè hanno visto nell’arcobaleno e nei suoi splendidi colori un ponte che lega la terra al cielo, un segno dell’eterna alleanza tra Dio e l’uomo in un nuovo inizio dopo le difficoltà del diluvio, coi i dubbi, le paure, gli allontanamenti e le riconciliazioni. Ciascun campo si è concluso con una messa con le famiglie, durante la quale, grazie ad un’omelia dialogata tra don Ercole ed i ragazzi, anche i genitori hanno potuto prendere coscienza della bella e significativa esperienza vissuta dai loro figli ripercorrendone ogni momento attraverso i simboli della storia di Noè.

acr3Momento che di certo è stato speciale per i ragazzi ma anche per tutta la nostra associazione è stato quello dedicato ai passaggi dei quattordicenni che l’anno prossimo continueranno il loro cammino nei giovanissimi: l’ultima serata del campo 12-14, durante un divertentissimo fluo party hanno fatto irruzione alcuni degli educatori giovanissimi che, schierati i “passanti” davanti a loro hanno dato il via ad una simpatica puntata di “ACG’sgot talent!” chiedendo a ciascuno di mostrare le peculiarità che ciascuno di loro avrebbe potuto portare e condividere nel nuovo settore…inutile dire che tra imbarazzi, risate, canti e balli più o meno a tempo tutti hanno saputo dare il loro meglio e mettersi in gioco! E la preghiera e l’affetto di tutta l’ACR va a loro ed al nuovo fantastico cammino che intraprenderanno a breve nelle loro parrocchie, sempre nella grande famiglia AC, solo un po’ più grandi!

Altro momento da ricordare di questi campi è stato il picnic con le famiglie tenutosi per pranzo il 27 a segnare la fine del campo 6-11 e l’inizio del campo 12-14, un momento di festa davvero molto bello in cui tutti i genitori hanno condiviso con ragazzi ed educatori, ma soprattutto tra loro, non solo pietanze ottime da loro preparate ma anche il tempo, la cosa più preziosa che ognuno di noi può donare all’altro! Ospiti graditissimi di questi bei momenti sono stati i nostri due presidenti, Antonio e Gianpaolo, che con la loro presenza   hanno fatto sentire a tutti l’abbraccio dell’intera associazione, unita, pronta alla condivisione e con lo sguardo sempre attento!

Ed ora? Zaino in spalla e pronti a partire che adesso si va…verso un nuovo anno associativo!

Marzia D’Agostino

Da Expo a Exp(I)o

Anche i giovanissimi di AC hanno vissuto in prima persona l’unione della nuova diocesi, trascorrendo dal 6 al 9  Agosto il primo campo diocesano Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo. Il Campo si è tenuto nel centro di spiritualità Suor Teresina Zonfrilli a San Giovanni Incarico, hanno partecipato oltre 60 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 19 anni, e ha visto impegnata l’equipe e tutti gli animatori dei gruppi giovanissimi parrocchiali della diocesi.

FB_IMG_1442515557444Durante questi quattro giorni di spiritualità i ragazzi si sono confrontati sul tema delle relazioni, dell’essere tutti ingredienti che mescolati insieme e nelle giuste dosi formano un piatto unico e prelibato. Un’explorazione di gusti ossia delle personalità di ognuno di noi; conoscersi, arricchire il proprio “sapore”  andando verso l’altro, accogliendolo, rendendolo parte della nostra vita in totale comunione e condivisione. Dio ci ha creati tutti diversi proprio perché è nella diversità che possiamo trovare la bellezza dell’incontro, della scoperta, dell’explorazione. Conoscere ed amare le diversità…questa é la Grazia!

Non potevano mancare momenti di festa, divertimento e condivisione…accompagnati dalla sana allegria tipica dell’AC, in cui i ragazzi si sono conosciuti e confrontati ancora di più.

Un ringraziamento particolare va ai ragazzi più grandi che hanno tenuto il loro ultimo campo del cammino giovanissimi, ai quali va il nostro più grande in bocca al lupo per i cambiamenti e le sfide che la vita gli sta ponendo davanti…per loro il cammino in AC non è assolutamente terminato, ma sono accolti a braccia aperte nel cammino Giovani (18-30 anni) della Diocesi!!

Ecco alcuni pensieri dei partecipanti:

Ludovica Messinesi (Carnello): Ogni anno aspetto con ansia il campo, ogni anno è un’esperienza diversa. Quest’anno é stato meraviglioso! Ho conosciuto tanti ragazzi nuovi e posso affermare che questa unione ci ha fatto bene. Ormai siamo oltre che una grande squadra, una grande famiglia. Durante questo campo ho riflettuto molto e mi sono divertita tantissimo… il momento del passaggio è sempre un momento commuovente perché capisci di essere cresciuto e di aver superato “un livello”, di essere riuscito a superare gli ostacoli che si trovano lungo il cammino… come ho già detto la sera del passaggio devo ringraziare tutti gli educatori (nuovi e vecchi) che in qualche modo mi hanno accompagnato ma soprattutto Sara, Arianna e Fabrizio che oltre ad essere stati degli educatori formidabili sono stati punti di riferimento ed amici speciali.

Lucia Di Pippo (Cassino): Ciao ragazzi! Un po’ in ritardo, ma volevo anch’io lasciare un commento sul campo. Fin dall’inizio c’é stata quella voglia di mettersi in gioco e di scoprire o meglio “explorare” l’altro, non nascondo la timidezza, un ostacolo che purtroppo (o per fortuna) non ha permesso di dare il meglio di me, ma sappiate che mi avete donato il coraggio per sconfiggerla con piccoli gesti, sorrisi, lacrime, frasi quali: “Non so cosa sto sentendo, ma é come se mi state simpatici a pelle”. É qualcosa di straordinario e incomprensibile ciò che il Signore mi regala ogni giorno attraverso l’AC; emozioni sempre nuove, persone che mi mette accanto e che mi affida. In pochissimo tempo ci siamo uniti e un grazie infinito dobbiamo darlo proprio a Lui, un grazie altrettanto enorme va a tutti gli educatori che con pazienza e impegno hanno reso quest’esperienza fantastica da ricordare. Un grazie speciale va a voi ragazzi che avete condiviso con me questa tappa del mio cammino e spero che ne condivideremo tante altre.

Un abbraccio.

Chiara Giovarruscio (Sora): Il campo Ac è sempre stata un esperienza magnifica.

Meraviglioso il modo in cui nel giro di pochi giorni riusciamo tutti a conoscerci e diventare amici e altrettanto belle le cose che ogni anno ci vengono insegnate.

È un evento che da molti anni non posso perdere e lo consiglio a tutti.

Gianluigi Fionda (Rocca D’Evandro): Ad una settimana di distanza vorrei condividere qualcosa con voi. Da passante mi sento in dovere di ringraziare tutti, non solo per questo campo, ma per tutti i campi che ho avuto il piacere di affrontare durante gli anni. Quest’ultimo campo me lo ricorderò come il più denso di emozioni, data l’unione delle diocesi, la timidezza all’inizio, la gioia e la felicità presente in tutto il campo… e la fine con tanta tristezza e malinconia, ma con la speranza di rivederci tutti un giorno. Non voglio dilungarmi troppo, quindi concludo con un verso di una canzone che spero conosciate:”E qualcuno ancora si stupisce del fuoco sacro che ci unisce.”

E ovviamente “GRAZIE”

Luisiana Nardone (Cassino): Sono stata benissimo insieme a tutti voi. Grazie!

Giulia Pagnanelli (Carnello): Questi giorni trascorsi in explorazione sono stati a dir poco formidabili… carichi di emozioni e insegnamenti hanno saputo ancora una volta conquistare il mio interesse e la mia gioia… quest’esperienza ha permesso la nascita di grandi amicizie e ha dato la possibilità a tutti noi di crescere un pò insieme…

Nonostante i molti anni passati all’interno dell’azione cattolica ogni volta è come la prima; c’è sempre qualcosa o qualcuno che sorprende e lascia il segno e credo che quest’anno sia stato l’incontro con ragazzi nuovi, incontro da cui sono nati rapporti straordinari; se ciò in cui siamo simili ci ha unito, le nostre diversità ci hanno completato…

Personalmente ho salutato il cammino giovanissimi a cui devo tantissimo e nonostante la nostalgia mi appresto ad intraprendere con gioia il cammino giovani.

Diana Marandola (Sant’Angelo in Theodice, Cassino): “Di colpo il barilotto si riempì fino all’orlo dell’acqua più pura, più fresca e buona che mai si fosse vista.”

E noi? Noi siamo tornati a casa ‘più pieni’ di prima? Ma pieni di cosa?

Exp(l)o, questo è il tema del campo diocesano 2015. E che diocesi! Due realtà completamente diverse, unite da quel filo sottilissimo che si è dimostrato però la catena più resistente, più forte che io abbia mai visto.

Strano, vero? No, per niente. L’AC è questo, dopo tutto.

“Una candela da sola non prega ma tu Signore, fa che questa candela che io accendo SIA LUCE (…).”

Così recita la preghiera di uno dei momenti più toccanti di questa fantastica esperienza. Una sola candela non fa luce; ma tante candele, tanti cuori uno accanto all’altro creano un ambiente così bello, così caldo e accogliente dal quale è difficile non rimanere affascinati! Eppure sembravamo così diversi l’uno dall’altro… Appunto Exp(l)o! “Explorare” gli altri per conoscere anche meglio noi stessi, avere fame di girarci intorno e renderci conto di avere tante belle persone pronte ad accoglierci. Mettiamoci in gioco! Facciamo in modo che questa luce che si è accesa tra di noi non si spenga mai!

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Martina Francescone (Cassino): Tra tutti i miei campi di Azione Cattolica quello di quest’anno è stato per me il più bello di sempre. Ho condiviso momenti indimenticabili insieme a persone davvero speciali che rimarranno per sempre nel mio cuore.

Se prima ero scettica sull’unione delle due diocesi, ora ringrazio il Signore per avermi fatto conoscere persone splendide, alcune simili a me, altre diverse da me e per questo stupende. D’altronde il mondo è bello perché è vario.

Gli animatori sono stati fantastici, sono stati sempre a nostra disposizione. La cosa che mi sorprende di loro è che mettono sempre al primo posto noi ragazzi anziché loro stessi.

E’ stato un campo pieno di emozioni che porterò per sempre con me.

Ginevra Cicchini (Sora): Essendo stato il mio primo campo ho scoperto cose che non credevo di poter mai conoscere; come  il fatto di socializzare con altre persone in modo così veloce oppure di essere sempre accompagnata da Dio in qualsiasi momento della vita.

Grazie!

Gianmarco Iannone (Sant’Angelo in Theodice, Cassino): Nonostante l’iniziale diffidenza e incertezza per una nuova avventura che ha portato all’unione delle nostre diocesi è stata una bella sorpresa trovare dall’altra parte una bella accoglienza che ci ha portato a crescere e ad explorare ciò che ci sta attorno. Per non parlare poi delle attività che (incentrate particolarmente sui legami date le circostanze) hanno lasciato qualcosa in ognuno di noi e sono state intervallate ovviamente da momenti di gioco. Quella che più mi ha colpito e stato il cammino a coppie organizzato per “rafforzare” le nostre amicizie. I legami che si sono formati o semplicemente arricchiti sono la dimostrazione di quanto questo esperimento sia riuscito. Una “novità” infine che mi sento di condividere è quella della componente musicale che è riuscita alla grande nonostante fossimo quasi  sconosciuti. Insomma alla fine possiamo dire che ne è valsa la pena.

Lorenzo Silvi (Sora): “Questo è stato il mio primo anno in un campo AC ed è stata un’ esperienza fantastica poiché ha contribuito in modo significativo ad intensificare il mio rapporto con Cristo e ha cambiato il mio punto di vista su tante cose.

Grazie a tutti!

Dionisia Pittiglio (Sant’Angelo in Theodice, Cassino): “A volte non tutte le unioni vengono per nuocere”… quest’anno il campo giovanissimi è stato diverso quasi magico… l’atmosfera che si è creata ,almeno per me, è indescrivibile… come ho detto spesso all’inizio ero scettica nel fatto che dovessimo fare un campo con nuove persone come se dovessimo ripartire da zero…ma non è stato così! È come se tutti noi  “sconosciuti” ci conoscessimo da sempre… gli educatori fantastici sempre disponibili e pronti nel loro servizio…l’insieme ha creato un mondo parallelo al reale, l’emozioni sono state intense e piuttosto frequenti… ringrazio tutti coloro che hanno contribuito nella realizzazione di questo magnifico campo “S.C.A.P.” partendo dagli educatori ai ragazzi.

Alessandra Vita (Cassino): Più che condividere quanto è stato meraviglioso e divertente questo campo voglio rendere pubbliche più le emozioni che ho provato.  Essendo il mio primo campo giovanissimi per me è stato tutto diverso e quindi ho assaporato tutti i dettagli dei quattro giorni che ci hanno accompagnato. Non ho potuto fare a meno di notare gli scambi di idee che ci sono stati,  non solo a livello di lavoro di squadra ma anche negli ambiti più profondi. Per la prima volta mi sono guardata dentro,  ho fatto delle riflessioni e sono state essenziali la guida di don Fabrizio e degli educatori e i momenti di silenzio. Sessanta persone unite in una meravigliosa armonia nel nome di Dio e questo per farci capire quanto é buono e meraviglioso.

Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile quei quattro giorni di paradiso ed un augurio a tutti coloro che  intraprenderanno un nuovo cammino nei giovani.

Al prossimo campo  sempre più uniti!

Claudia Trotta (Sant’Angelo in Theodice, Cassino): Ciao a tutti dal 6 al 9 di agosto sono stata al campo diocesano di azione cattolica . Un campo che in me ha cambiato qualcosa ; il modo di relazionarmi con gli altri, che è fondamentale. La voglia di conoscere ragazzi ed educatori nuovi era molta, infatti già dal primo giorno  mi sono data da fare, ho fatto amicizia con tantissime persone chi più chi meno però con alcune ho stretto un legame fortissimo. Il campo è stato stupendo anche perché ora siamo un’unica diocesi, quindi una famiglia con cui puoi condividere momenti belli ma anche meno belli. Una delle attività che mi è piaciuta molto è stato il deserto in cui ho pianto molto .

Purtroppo il campo è durato solo quttro giorni , ma spero che ci siano altri campi stupendi come questo.

Infine ringrazio tutti gli educatori che sono stati fantastici ma anche Don Fabrizio che è stato sempre a disposizione per noi ragazzi. Che dire : “VIVA L’AZIONE CATTOLICA!!”

Agostino Errico

Sara Polsinelli

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