Un campo ACR di TUTTI I COLORI!

Anche quest’anno, l’Azione cattolica dei ragazzi diocesana si è data appuntamento per il primo campo scuola svoltosi nella casa diocesana di San Giovanni Incarico dal 10 al 13 agosto. Sessanta ragazzi dai 6 ai 14 anni, provenienti da alcune parrocchie della zona di Sora, si sono incontrati per trascorrere insieme questa intensa e “colorata” esperienza estiva.

12041954_10154810090931959_1901848162_nOgni anno per i ragazzi, il campo scuola è l’occasione per mettersi in ascolto della propria vita e sperimentare la bellezza di essere amata da Gesù, un’esperienza bella di Chiesa e comunione da condividere con i propri compagni. Quest’anno i ragazzi sono stati accompagnati da Noè, uomo giusto che attraverso la costruzione dell’arca e partecipe del progetto di salvezza dell’umanità, ha portato in salvo l’intera creazione. Noè accoglie il progetto che Dio ha riservato per lui, costruisce l’arca e affronta il diluvio, la forza dell’acqua e la sua capacità distruttiva per poi raggiungere la quiete e la bellezza dell’arcobaleno.

Proprio dall’incontro con Noè, i ragazzi hanno imparato a riconoscere il loro essere cristiani e testimoni in una Chiesa missionaria, perché anche loro sono parte attiva della comunità cristiana.

In questo viaggio, i ragazzi sono stati accompagnati dai volti gioiosi degli educatori che, guidati dall’assistente diocesano Don Ercole Di Zazzo e dalla Responsabile ACR Daniela Lecce, hanno svolto il loro servizio educativo con passione e impegno. Per questo riportiamo qui di seguito i racconti belli di alcuni di loro.

In quei giorni il diluvio, rappresentato dalla tanta stanchezza e fatica, ha ceduto il posto all’arcobaleno; tanti colori che riuscivo a vedere nel sorriso di ogni ragazzo, nei loro occhi vispi e pieni di gioia, nella loro voglia di fare e di crescere, nei loro abbracci e nella grandissima volontà che avevano nell’approfondire sempre di più la conoscenza di Dio. La mia prima esperienza come educatrice, una delle più belle che abbia mai fatto e per questo ringrazio innanzitutto Lui che mi ha dato la forza, il coraggio e un po’ di capacità per affrontare questo primo campo. Un grazie enorme va a tutti gli educatori che sono stati come una seconda famiglia, capaci di ascoltare, ridere, scherzare, gioire ed emozionarsi insieme a me. Il ringraziamento più grande va ai ragazzi che riempiono le nostre giornate e senza i quali noi non saremmo qui a vivere questa meravigliosa esperienza! È vero che una volta terminato il campo, quando si prende la via del ritorno, c’è sempre un po’ di tristezza nel cuore ma si torna in parrocchia con una marcia in più, con tanta voglia di mettersi ancora in gioco, pronti ad iniziare un nuovo anno associativo. Quello che ho portato a casa dopo questo campo è una forte motivazione e una valigia piena di risate, emozioni, condivisione, gioia e la consapevolezza che questa nuova e grandissima famiglia mi accompagnerà sempre in questo percorso educativo al servizio dei più piccoli.

Francesca Castaldi

“Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.” (Mt 11, 25) A distanza di tanti anni è facile trovarsi a domandare “perché mi spendo ancora per questo servizio?”. Ed allo stesso modo è facile trovare la risposta in queste parole di Gesù. Dio parla ai cuori semplici e puri, quei cuori che non aggiungono altro al messaggio di Gesù. Il cuore dei bambini e dei ragazzi che in quei giorni, anche se lontani da casa si sono abbandonati nelle braccia del Signore e guidati da Noè hanno compreso che quell’abbandono ha come premio la salvezza! Ed è bello sapere che in questo progetto divino, il Signore si serve anche del nostro servizio.

Antonio Accettola

Vivere ogni anno ,da tanti anni ma sempre come ogni primo campo,emozioni,avere quel solletico al cuore che ti fa dire :è stato bello esserci e condividere con questi ragazzi un tratto di cammino, è per ogni educatore il momento culminante di un esperienza che arricchisce non a senso unico come molti potrebbero pensare,ma a doppio senso: davvero i piccoli ci aiutano a crescere,davvero ci contagiano con il loro stupore,davvero ci rendono il centuplo di quello che noi gli diamo,davvero ci fanno vivere la vita a colori!

Claudia De Ciantis

Non é la prima esperienza di campo Acr da educatrice ma ogni anno é come se fosse il primo, perché c’é sempre qualcosa di nuovo, di interessante, di entusiasmante che ci sbalordisce e ci da conferma di aver fatto la scelta giusta. Questo servizio ci mette alla prova, e fa accrescere la nostra fede in Lui giorno dopo giorno. Questo vale non solo per noi educatori ma anche per i bambini che distaccandosi dalle normali attività quotidiane,riescono si mettono in gioco. Come ogni anno non se ne esce a mani vuote ,ma arricchiti , portiamo con noi un qualcosa di nuovo che migliorerà la vita di tutti i giorni : una carica per un anno intero ,scolastico o lavorativo che sia,che avrà quella marcia in più grazie a questi fantastici 4 giorni che siamo chiamati a vivere con Lui e per Lui.

Marianna Tanzi

Sono alla mia seconda esperienza del campo scuola e devo dire che anche questa è stata indimenticabile. durante i quattro giorni si da tanto in termini di energie ma paradossalmente si torna a casa con un pieno di entusiasmo e con una carica vitale che ci accompagna per un lungo periodo.

Annarosa Palombo

Il campo si può descrivere con una sola parola: CHIESA. Ci ritroviamo tutti per fare Chiesa e per definire un percorso già progettato da Lui verso Lui e i bambini ne sono la testimonianza tramite i loro sorrisi e i loro sguardi, che tendono la mano verso di noi educatori/animatori e noi siamo lì pronti per accompagnarli in questo cammino. è un dare e ricevere perché anche l’educatore non smetterà mai di imparare e di crescere insieme a loro. Questo è lo stile dell’ACR.

Roberta Fionda