Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi

beltra5In vista del Sinodo sulla famiglia aperto da Papa Francesco il 5 ottobre 2015, non potremmo iniziare la nostra conoscenza dei santi e beati dell’Azione Cattolica in miglior modo che parlare della prima coppia di sposi nella storia della Chiesa ad essere elevata all’onore degli altari per le virtù vissute nella vita coniugale e familiare: Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, proclamati beati il 22 ottobre 2001 da San Giovanni Paolo II.

Luigi Beltrame nacque a Catania il 12 gennaio 1880, di genitori di origini friulane. Fin da piccolo venne accudito, e poi adottato, dalla zia Stefania sposata a Luigi Quattrocchi, senza figli. Luigi si diploma al ginnasio Umberto I a Roma e si laurea in Giurisprudenza.

Maria, unica figlia del capitano Angiolo Corsini e Giulia Salvi, nasce a Firenze il 24 giugno 1884. Frequenta la Scuola Femminile di Commercio e studia pianoforte. Maria e Luigi si sposano il 25 novembre del 1905 e il 15 ottobre del 1906 nasce il primogenito Filippo (don Tarcisio), il 9 marzo 1908 Stefania (suor Maria Cecilia), il 27 novembre 1909 Cesare (don Paolino), mentre l’ultima Enrichetta (laica consacrata) il 6 aprile 1914.

Ed è alla nascita di quest’ultima che la loro fede viene scossa. Alla fine del 1913, Maria è, per la quarta volta, in attesa. Per i disturbi seri che incontra vengono interpellati due tra i migliori ginecologi di Roma che consigliano perentoriamente l’aborto per “tentare di salvare almeno la madre”. Il rifiuto dell’aborto da parte di Luigi e Maria è unanime, essi si affidano totalmente alla Provvidenza del Signore con tutta la loro fede. Luigi sa che il bambino potrebbe nascere ma lui resterebbe quasi certamente vedovo. I mesi della gravidanza sono un rosario di sofferenza e di angoscia preparati al momento che li attende. Dio risponde al di là di ogni umana speranza e così nasce la piccola Enrichetta, la mamma è salva accanto a lei. E’ il lunedì santo del 1914. Questa esperienza di fede nel Signore già dice quanto il rapporto tra i due sposi sia cresciuto a livello di virtù cristiane. Ogni mattina Luigi e Maria partecipano alla Messa e ricevono l’Eucarestia. Trovano sempre il tempo per pregare insieme durante la giornata, alla sera recitano il rosario con tutta la famiglia.

«Luigi, uomo laico cristiano, ha vissuto le vicende piccole e grandi del suo tempo nella sua esistenza di sposo, padre e professionista alla luce di Dio…Ha dimostrato che il seguire Gesù e il Vangelo con il dono totale di sé è l’espressione più piena e autentica del cristiano, chiamato a realizzarsi secondo il progetto di Dio» si legge sul sito vaticano alla vigilia della beatificazione. Luigi muore il 9 novembre 1951, Maria gli sopravviverà per altri 14 anni fino al 26 agosto 1965.

Maria, laica, sposa e madre di famiglia, di profonda vita interiore, trascorse i suoi giorni nel fedele e quotidiano adempimento dei propri doveri e nelle mansioni proprie di un generoso impegno nell’apostolato laicale. La sua vita si sintetizza e si compendia in tre verbi: fiat, il suo sì personale, fedele e totale; adveniat, il desiderio di Dio, la sua gloria e la salvezza degli uomini; magnificat, la lode e la gratitudine verso Dio Creatore, Gesù che redime e lo Spirito Santo vivificante.

Maria, nel suo volumetto Radiografia di un matrimonio, scritto nel 1952, in occasione del primo anniversario della morte del marito, in un capitolo, intitolato appunto “I figli”, scrive: “Dalla nascita del primo, ci demmo ad essi, dimenticandoci in loro. Le prime cure, i primi sorrisi, le risatine gioiose, i primi passi, le prime parole, i primi difetti che si manifestavano preoccupandoci…. Sentimmo che avevamo una tremenda responsabilità di quelle anime di fronte a Dio stesso che ce le aveva affidate…. Li allevammo nella fede, perché conoscessero Dio e lo amassero… Fummo loro vicini conversando, chiarendo dubbi… Ma una cosa è certissima: come un’anima sola, aspirammo al loro migliore bene, rinunziando a tutto ciò che poteva portare qualche danno ad essi, anche se doveva costarci qualche privazione. Ma la gioia della dedizione compensò largamente tutto il resto, poiché è gioia divina…”

Maria Beltrame Quattrocchi, nei primi decenni del secolo scorso, avvertì profeticamente la necessità di un impegno sociale da parte delle organizzazioni cattoliche. E non a caso Maria fu chiamata a militare fra i Responsabili dell’Azione Cattolica Femminile, come membro del Consiglio centrale dell’Unione Femminile Cattolica Italiana. E oggi possiamo dire che con la loro vita, con le loro opere, con il loro esempio, con i loro scritti, con la coerenza della loro storia coniugale e familiare, Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi hanno davvero contribuito a “costruire la Chiesa”.

Preghiera per il Sinodo sulla Famiglia

Gesù, Maria e Giuseppe, in voi contempliamo lo splendore dell’amore vero, a voi con fiducia ci rivolgiamo.

Santa Famiglia di Nazareth, rendi anche le nostre famiglie luoghi di comunione e cenacoli di preghiera, autentiche scuole del Vangelo e piccole Chiese domestiche.

Santa Famiglia di Nazareth, mai più nelle famiglie si faccia esperienza di violenza, chiusura e divisione: chiunque è stato ferito o scandalizzato conosca presto consolazione e guarigione.

Santa Famiglia di Nazareth, il prossimo Sinodo dei Vescovi possa ridestare in tutti la consapevolezza del carattere sacro e inviolabile della famiglia, la sua bellezza nel progetto di Dio.

Gesù, Maria e Giuseppe, ascoltate, esaudite la nostra supplica. Amen.

Carol Russo