I domenica d’Avvento – 29 novembre 2015

Dal Vangelo secondo Luca (21,25-28.34-36)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

 

Questo Vangelo di Luca apre il tempo di Avvento con una parola molto forte, una parola che ci chiama, oggi, a una seria conversione. Qualcuno, di fronte a queste parole, potrebbe, infatti, spaventarsi o preoccuparsi: la parola stessa dice che «gli uomini verranno meno per la paurosa attesa» e la Bibbia di Gerusalemme traduce addirittura «gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa». Possiamo allora riscoprire la fede come dono, dono di Dio, e non come qualcosa che viene da noi, che abbiamo acquisito ed inattaccabile.
«Vegliate dunque», dice la Parola. È questo l’atteggiamento del cristiano soprattutto in questo Tempo di Avvento. Uno dei significati della “vegliare” è dormire scomodi”, proprio ad indicare che si subito pronti a svegliarsi o ad alzarsi (anche di fronte ad una caduta). Proprio l’evangelista Luca parla dei pastori come di coloro che «vegliavano di notte». Ed i pastori del tempo di Gesù erano noti per essere persone che non brillavano certo per buone azioni. Ma è piaciuto a Dio di rivelare il suo Figlio per primi a questi pastori, ultimi di Israele. Ecco allora che possiamo accogliere con gioia questa Parola che viene con potenza nella nostra vita sapendo che la Salvezza, la vita eterna, non passa per i nostri meriti ma per l’atteggiamento che abbiamo nei confronti di questa Parola, per il desiderio che abbiamo di “vedere Cristo”. Ma c’e un’altra importante arma, in questo Vangelo per prepararsi al Dio che viene: l’invito alla preghiera incessante. Ma quale preghiera? Spesso non sappiamo come pregare e cosa chiedere. In questi momenti può essere efficace la preghiera del pubblicano: «0 Dio, abbi pietà di me peccatore». Una preghiera semplice, ma che arriva dritta al Padre.

Vieni Signore Gesù, vieni nella mia vita, ridonami speranza e gioia di vivere, la tua forza è la mia gioia, con te il mio cuore sarà cantore di speranza per allietare i cuori affranti, portare vita dove la morte sembra avere l’ultima parola. Vieni Signore Gesù.

(dai sussidi di preghiera personale di Azione Cattolica)

Adulti – Giovani di AC: la nuova parola chiave per un’attenzione particolare

100_2426Il progetto di un’attenzione particolare per la fascia degli adulti – giovani di AC, costituisce un’assoluta novità per la nostra diocesi ed è una novità che si sta cominciando ad estendere in tutta l’Azione Cattolica. L’AC, infatti, è consapevole che la sconfinata fascia del mondo degli adulti è diventata talmente variegata e complessa da dover essere trattata per sotto fasce separate.

Da questa riflessione sono nate già delle attenzioni particolari, prima tra tutte quella per le Famiglie e adesso quella per gli adulti-giovani che ora più che mai, per esigenze di vita, di tempi e di problematiche, non possono essere semplicemente associati ai giovani e tantomeno agli adultissimi.

Da dove siamo partiti: Premettendo che come Adulti – Giovani vogliamo intendere principalmente la fascia che va dai 30 fino ai 45 anni circa, in accordo con il quadro che la società stessa ci propone, guardando alla realtà della nostra AC diocesana, l’analisi è presto fatta.

Se osserviamo le vite e soprattutto i ritmi delle persone di questa fascia, li riscontriamo certamente molto stretti e vincolati da esigenze ampissime e varie, che lasciano poco spazio per coltivare un cammino regolare di formazione e/o di catechesi per se stessi, se non per coloro che sono fortemente motivati a ritagliare del tempo per attività di carattere pastorale.

Da questo nasce la necessità di pensare a questa fascia in modo completamente “nuovo” e fuori dagli schemi classici, utilizzando modalità diverse che vanno adattate e calate nella nostra specifica realtà e situazione contingente.

La nostra Missione: La missione che l’AC diocesana e in particolare leequipe adulti – giovani della zona Nord e della zona Sud della diocesi (perché proprio di “missione” dobbiamo parlare in questo caso) è di allargare lo sguardo all’orizzonte per abbracciare e accogliere quelli che, inconsapevolmente cercano un cammino di fede; tra questi ci sono coloro che, in ricordo di attività fatte da giovani vorrebbero ritrovare in una forma consona alla loro condizione attuale per temi e tempi, un’esperienza analoga ma rinnovata (e vi assicuriamo che persone tali ce ne sono), e coloro che sarebbero “nuovi” e potrebbero rimanere stupiti dalla stessa proposta che potrebbe essere fatta loro in un modo totalmente diverso da quello che potrebbero aspettarsi.

I nostri Obiettivi Insomma dove vogliamo arrivare? Vorremmo creare una “rete” di relazioni di persone, che possano riconoscersi in un’esperienza nuova e comune, che risponda ai criteri di una proposta cattolica, utilizzando anche, ma non solo, gli strumenti formativi dell’Azione Cattolica (come ad esempio la Guida Adulti o la Guida Giovani che possono fornire degli spunti sicuramente interessanti).

Fare in modo che le persone possano iniziare a conoscersi tra loro, anche partendo dal punto di vista “virtuale”, vista la difficoltà chiara di poter creare il classico “gruppo”, utilizzando social network e sfruttando i legami relazionali che già esistono con persone “vicine” e persone “meno vicine” o persone che erano “vicine” una volta, tanto tempo fa.

Il concetto su cui fondiamo il nostro obiettivo si può sintetizzare in questo slogan: “Nessuno è escluso”, ricordandoci che potremo avvicinare gli altri solo con tre parole base: “Permesso, Scusa, Grazie!!”, sempre con lo stile missionario e pastorale che lo stesso papa Francesco ci invita a praticare continuamente.

Abbiamo ritenuto necessaria questa breve presentazione e sintesi, per spiegare al meglio da dove siamo partiti e quale è la nostra “attenzione” (per dirla in termini AC).

Inizia il cammino: L’AC per noi è e sarà la password (parola chiave) per essere una Chiesa in Azione e la Chiesa è la pass – world (apertura al mondo) per quella comunione universale che si riassume nella nostra identità Cattolica a cui tutti facciamo riferimento.

Vigilia di tutti i Santi: un’alternativa ad Halloween

ESPfoto1Sabato 31 Ottobre 2015 è stato un giorno da ricordare per la comunità di Santa Maria Maggiore e di San Filippo Neri che ha vissuto un pomeriggio speciale, unico e per nulla ordinario. Bambini, ragazzi, catechisti e genitori hanno voluto festeggiare la Vigilia di tutti i Santi in modo diverso ed alternativo, con una lunga marcia iniziata nella Cappella Lauretana con il saluto della Presidente dell’Azione Cattolica di Esperia, Antonina Parisse, e con il canto: “ Camminiamo sulla strada”, accompagnato meravigliosamente da un gruppo di giovani con i loro strumenti musicali.

Il percorso stabilito si è sviluppato in otto tappe, corrispondenti a luoghi del paese in cui ci sono o ci sono state chiese dedicate ad alcuni Santi ( San Francesco d’Assisi, Santa Caterina d’Alessandria, Sant’Antonio di Padova, San Bonifacio, San Giovanni, San Sebastiano) o monumenti in loro onore ( San Pio da Pietrelcina, San Filippo Neri). Tutti hanno marciato con la gioia nel cuore, senza mai smettere di cantare, di pregare, di ballare, di sorridere.

Durante le soste nei vari punti si sono alternati momenti di riflessione, attraverso letture brevi sulla vita e le opere dei Santi scelti, e di condivisione con dolci e delizie di ogni tipo, offerte con generosità dagli abitanti del Paese che hanno voluto accogliere l’allegra schiera.

Al termine di ciascuna sosta sono stati donati dei piccoli ceri da accendere durante la notte in ricordo di tutti i santi e di tutti i cari defunti e un pezzo di una mappa del percorso fatto insieme da ricomporre alla fine della marcia per presentarlo in chiesa durante la messa domenicale.

ESPfoto3Il pomeriggio poi si è concluso con una breve processione diretta in Chiesa e guidata dal vice parroco Padre Carmelo Dinamona, che ha intonato le litanie dei Santi e ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato per la realizzazione di questa iniziativa.

In particolare il sacerdote ha espresso la sua commozione per la gioia  manifestata dai bambini che con le loro voci e la loro testimonianza sincera  hanno dichiarato di essersi divertiti e di aver fatto veramente festa insieme.

Lo stesso gruppo si è ritrovato la domenica in Chiesa, introducendo la Celebrazione eucaristica con lo stesso canto con cui aveva allietato le strade del Paese sabato pomeriggio: “ Camminiamo sulla strada”, rendendo così ancora più partecipe della gioia della festa tutta la comunità.

Senza maschere inutili e zucche vuote, ma trasportati da un vento che ha spazzato via ogni nuvola, l’allegra e gioia di tutti i ragazzi ha ridato alla festa di Ognissanti il suo vero significato, cioè saper celebrare i Santi che hanno fatto la storia della Chiesa come esempi e testimoni di vita cristiana.

Non è stato semplice, ma ancora una volta l’impegno, la collaborazione, la voglia di cambiare le cose che non vanno hanno permesso di tracciare una nuova strada e un nuovo cammino per tutti quelli che lo vorranno.

Azione Cattolica di Esperia

La Venerabile Nennolina – Una piccolissima di AC che ha percorso la “superstrada” che conduce a Gesù

Cara Antonietta di Gesù,

oggi, per noi, sei stata come un raggio di sole dopo la tempesta. Uno spiraglio di luce viva in questo periodo così buio e difficile. Siamo arrivati con il cuore appesantito dalle brutture del nostro tempo e tu ci hai risollevato.

Sappiamo che tu la vita è stata breve, ma sicuramente il tuo cammino è stato come una superstrada, veloce, diretto, sicuro verso Gesù. Un piccolo paragone che ci rimanda ai nostri ragazzi dell’ACR e allo slogan di qualche anno fa: “Superstrada con te” cantato tante volte dai nostri ragazzi ma, sotto sotto anche dai giovani e perfino dagli adulti di AC.

Seguendo le orme di Armida Barelli che già nel 1941 la desiderava santa, il Settore Adulti dell’Azione Cattolica diocesana ha proposto, nel pomeriggio di domenica 15 novembre presso la sala degli Abati a Cassino, un convegno pubblico sulla figura di una piccola grande testimone di fede: Antonietta Meo.

Nata a Roma il 15 dicembre del 1930 e morta a soli 6 anni e mezzo per una grave malattia. Piccolissima di AC, bambina di una fede limpida, coinvolgente e totalizzante. Amava scrivere lettere a Gesù per manifestare a Lui tutto il suo amore, ne ha dettate e scritte più di cento.

A parlarci di lei sono intervenuti al convegno il nostro Vescovo S. E. Gerardo Antonazzo; Fratel Dino De Carolis, Biografo di Nennolina; Anna Teresa Borrelli, responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi e Postulatrice della causa di beatificazione di Antonietta Meo; e per ultimo, ma non ultimo Andrea Somma, socio di AC e devoto di Nennolina.

“Questo incontro e’ una ricchezza – ci incoraggia il nostro Vescovo – e’ importante far conoscere agli altri queste storie di Vangelo incarnate perché compongono un cofanetto prezioso per le generazioni, si rincorrono tanti idoli e non si conoscono i testimoni veri della fede”.

Ci ha fatto poi riflettere l’analisi di Fratel Dino, individuando nella famiglia, nella scuola, nella parrocchia i luoghi dove Antonietta pur nella sua brevissima vita ha avuto la sua formazione. Senza la fede forte e gli insegnamenti della mamma, il lavoro sinergico della scuola cattolica e l’ambiente accogliente della parrocchia, la fede di Antonietta non sarebbe cresciuta enormemente come invece è avvenuto, trovando poi nella cappella dell’ospedale, che l’ha vista tanto soffrire, il luogo dove la sua fede ha trovato il sigillo nella croce. “Antonietta Meo e’ stata un vero esempio di eroismo gioioso – sottolinea Anna Teresa Borrelli – viveva gioiosamente la sua vita ed evangelizzava nella sofferenza. Una vera apostola di Gesù che soffriva per chi è lontano da Dio e lei stessa pregava per lui. Antonietta era capace di contemplazione, desiderava stare con Gesù, lo aspettava e si rallegrava di averlo nel cuore con la comunione.”.

L’Azione cattolica rinnova il suo impegno per elevare agli onori dell’altare Antonietta Meo, dichiarata venerabile dal 2007 da Benedetto XVI che disse, in un discorso ai ragazzi dell’ACR, che Nennolina aveva raggiunto la vetta più alta della fede percorrendo una superstrada!

Commovente la testimonianza diretta di Bruno Valente, ospite inatteso e graditissimo, parente stretto di Nennolina, che ci ha emozionato raccontandoci dei particolari più intimi della sua storia.

Andrea Somma, ideatore e sostenitore del convegno (a cui va il nostro più sentito ringraziamento) ha voluto portare a nostra conoscenza alcune vicende legate ad una famiglia di Rocca D’Evandro, delle storie che aumentano ancora di più il legame della nostra diocesi con questa “piccola gigante” della santità.

Sono state lette durante il convegno alcune letterine di Antonietta Meo e chi vi scrive non nasconde la commozione e i brividi che si provano leggendo o ascoltando quelle righe. E spontaneamente sgorga dal cuore una preghiera rivolta a questa bimba vivace e gioiosa che ha saputo superare un paradosso trasformando il dolore e la morte in santità.

Cara Antonietta di Gesù,

tu che hai compreso fino in fondo cosa vuol dire stare con Gesù e vivere per e con Lui, aiutaci a capire il senso di questo mondo. Aiutaci con il tuo esempio puro e forte a non farci affliggere dall’odio del nostro tempo, a non farci togliere la gioia di vivere, aiutaci ad avere la forza di pregare per chi è’ lontano e non sa cosa è’ l’amore per Dio e per gli altri.

Cara Nennolina, tu che hai sofferto così tanto e nel dolore sapevi sorridere, giocare, amare, aiutaci a scoprire questa forza in noi, aiutaci a scoprire la forza che si chiama Gesù, che tu amavi tanto.

Alla preghiera si aggiungono poi i lavori di tanti acierrini della nostra diocesi che, grazie agli educatori hanno scoperto nelle settimane precedenti la storia di questa loro piccola amica e l’avevano riportata in tanti magnifici e colorati cartelloni.

Teniamo a mente questo splendido pomeriggio associativo, per ricordare a noi tutti, quanto possiamo imparare dai nostri acierrini e dalla loro innocenza e quanto tutta la nostra formazione e il nostro cammino verso la santità passi dai grandi che si fanno testimoni per i piccoli e poi ancora dai piccoli che diventano maestri per i grandi (come parafrasato dal copresidente diocesano Gianpaolo Pontone), come un raggio di sole che filtra ovunque senza disturbare lasciando il suo tepore ovunque (come il copresidente diocesano Antonio Accettola ha definito Nennolina).

Ci auguriamo che il tesoro che Nennolina ci ha lasciato con la sua vita e che abbiamo scoperto in questo convegno, diventi presti il tesoro di tutti.

Antonella Proia

Un minicampo per vincere la paura

Un week end per cominciare. Uscire da scuola il sabato e correre ad incontrarsi con gli altri per andare presso la Casa S. Antonio a Montecassino per restarvi quel giorno e il giorno seguente per un minicampo. E’ quello che ha fatto, nei giorni 7 e 8 novembre, il gruppo Giovanissimi di Azione Cattolica della parrocchia di S. Giovanni Battista in S. Angelo in Theodice, guidato dagli educatori Daniela Soave e Fabio Pacitti. Una ventina di ragazzi, tra residenti e ospiti, ha dato così inizio alle attività dell’anno pastorale, vivendo in autogestione un momento di fraternità per riscoprire il senso dello stare insieme per crescere nella propria umanità e spiritualità.

Un minicampo per riflettere… sulla paura! anzi su “Sorella Paura”. Oggi capita spesso che i ragazzi hanno difficoltà anche solo ad immaginare cose grandi per la paura di non farcela. Ecco perché sulla frase evangelica “Non abbiate paura!” (Mt 14, 22-33) ripresa da S. Giovanni Paolo II e diventata il suo slogan, i ragazzi sono stati invitati a confrontarsi con le paure che bloccano l’animo e non consentono di compiere le scelte secondo giustizia e libertà. La paura, in fondo, è un’anticipazione su un evento futuro che si immagina nefasto, ma che il più delle volte è il meno probabile. Allora bisogna guardare e isolare le proprie paure per far sì che non blocchino le iniziative e non tarpino le ali dei ragazzi, anzi bisogna accogliere la paura come amica che segnala situazioni in cui occorre stare più attenti del solito.

Così i ragazzi possono cominciare ad avere il coraggio di sognare e di impegnarsi per i propri sogni. “Vola solo chi osa farlo”: questa frase, del romanzo di Luis Sepúlveda Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, è diventata la chiave di volta per superare le paure e liberamente sognare in grande.

I ragazzi hanno accolto con grande entusiasmo il minicampo e tutte le iniziative connesse, in un’atmosfera gioiosa ed effervescente di fraternità che certamente non dimenticheranno. Come non dimenticheranno che la paura è una “sorella”!

Tutti in viaggio con gli amici dell’ Action Catolique des Enfants!

12242246_1003938872997966_265895420_nUn gemellaggio speciale quello avutosi mercoledì 28 ottobre nella  sede nazionale dell’Azione Cattolica di Roma tra un gruppo ACR della nostra diocesi in rappresentanza di tutti gli accierrini d’Italia, e i ragazzi dell’ACE (Action Catolique des Enfants) giunti, assieme ai loro responsabili, dalla Francia. Dopo un lungo viaggio a bordo del treno, la giornata è iniziata con la partecipazione all’udienza generale, tenuta  da Papa Francesco in Piazza S. Pietro, relativa ai rapporti della Chiesa con le altre religioni non cristiane, argomento già trattato anche da Papa Paolo VI con la Dichiarazione del Concilio Vaticano II Nostra aetate.

Al termine dell’udienza, i ragazzi dell’ACR e dell’ACE sono stati accolti nella sede storica dell’Azione Cattolica Italiana dalla nostra responsabile nazionale dell’ACR Teresa Borrelli la quale insieme a don Marco Ghiazza, assistente nazionale di ACR, ha salutato affettuosamente tutti i ragazzi.

I ragazzi si sono confrontati sulla bella esperienza di fede che vivono nei loro Paesi. In particolare, i ragazzi dell’ACR hanno raccontato la loro esperienza di AC, illustrando il tema dell’anno con simpatiche attività e divertenti giochi. Anche i ragazzi dell’ACE ci hanno rappresentato il loro progetto dell’anno dal titolo “Pour 1 meilleur à-venir” (Per un avvenire migliore) che consiste nell’ideare la città del futuro, una città in cui crescere nel rispetto del prossimo e della natura che è stata donata da Dio.

E’ stato bello vedere i nostri ragazzi entrare in sintonia con i loro coetanei di un’altra nazionalità, nonostante la difficoltà linguistica, e vedere la gioia nel voler condividere i propri progetti, come se viaggiassimo tutti su uno stesso binario e nella stessa direzione. Pur essendo a chilometri di distanza e senza neanche conoscerci, tutti noi camminiamo insieme, uniti, verso un’unica meta che è Dio.

Questo incontro non poteva non celebrarsi in un momento in cui Papa Francesco ci ha detto ” Il dialogo basato sul fiducioso rispetto può portare semi di bene che a loro volta diventano germogli di amicizia e di collaborazione in tanti campi, e soprattutto nel servizio ai poveri, ai piccoli, agli anziani, nell’accoglienza dei migranti, nell’attenzione a chi è escluso. Possiamo camminare insieme prendendoci cura gli uni degli altri e del creato. Tutti i credenti di ogni religione. Insieme possiamo lodare il Creatore per averci donato il giardino del mondo da coltivare e custodire come un bene comune, e possiamo realizzare progetti condivisi per combattere la povertà e assicurare ad ogni uomo e donna condizioni di vita dignitose.”

E’ stata una giornata sì diversa perché si è saltati un giorno di scuola, ma speciale perché abbiamo capito che non siamo soli in questo viaggio, ma sul nostro treno ci sono persone e coetanei che stanno viaggiando con noi, e non importa la cultura e la lingua differente, ciò che veramente conta è la destinazione finale di questo incredibile viaggio…DIO.

Roberta Fionda

Viaggiando verso … Te! La Festa del Ciao raccontata dai protagonisti.

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Una biglietteria, accanto ad essa un punto ristoro, in lontananza binari e treni, una voce fuoricampo che annuncia le partenze. Dove ci troviamo? Non c’è dubbio…in una stazione! Ma si tratta di una stazione molto particolare, dalla quale non partono treni uguali agli altri ma un unico, lungo, coloratissimo treno: quello dell’ACR! La stazione di partenza? Broccostella e la sua calorosissima parrocchia. Il binario? Il 25 ottobre 2015. La destinazione? Viaggiare verso…Lui! Proprio così perché anche quest’anno l’ACR ha iniziato il suo cammino con la festa del ciao, festa di apertura delle attività e, soprattutto, festa di ritrovi e di nuovi incontri, la prima festa del ciao della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo! Un treno carico di sorrisi, volti festosi e abbracci spontanei dei tanti ragazzi accorsi dalle loro parrocchie, che insieme a nuovi e vecchi amici hanno scelto di mettersi in cammino per viaggiare alla scoperta di Gesù.

L’obiettivo di questa festa è stato quello di far incontrare i ragazzi dell’ACR di tutta la diocesi per farli conoscere, per augurargli un buon cammino ma soprattutto per raccontare loro il fantastico scenario che ci accompagnerà in questo nuovo anno associativo. E’ il treno, il più affascinante mezzo di trasporto, con tutti gli incontri che in esso si possono fare, con le mille storie di chi viaggia accanto a noi e che, se anche ci può sembrare molto diverso, magari ci è più simile di quel che avremmo immaginato!

Tutti insieme, famiglie, educatori e ragazzi, abbiamo fatto il biglietto per salire a bordo del nostro treno guidati dalla voce di un capostazione d’eccezione, Gesù, che è quella presenza che spesso non vedi con gli occhi ma non puoi non sentire, che non puoi ignorare perché sarà sempre e solo quella che saprà indicarti la strada giusta da prendere!

I protagonisti della festa sono stati indubbiamente i ragazzi con i loro genitori, che hanno colorato di sorrisi ed entusiasmo l’intera giornata ed è proprio attraverso le loro parole che vogliamo raccontarvela!

La festa del Ciao è stata un’ottima occasione di rivedere tutti i nostri amici delle altre parrocchie della nostra grande Diocesi. Mi sono divertito tantissimo tra varie attività, giochi a squadre, canti e balli senza mai perdere di vista il grande protagonista del nostro incontro: Gesù. Come ha detto anche il nostro Vescovo “Gesù è la via per arrivare al Padre”, per questo durante il viaggio che quest’anno intraprendiamo dobbiamo diventare suoi discepoli seguendo i suoi passi.

(Tiziano, 11 anni)

Questa è la seconda volta che partecipo alla festa del Ciao e mi sono divertita un sacco. E’ stata una giornata esplosiva, piena di emozioni e di divertimento, un alternarsi di giochi e momenti di riflessione. Un grazie gigantesco a tutti i nostri educatori che sempre ci guidano in questo cammino di AC!

(Elisa, 11 anni)

Una festa ricca di emozioni, giochi e divertimento a non finire! Noi tutti, ragazzi di ACR, ci siamo dati appuntamento nella piazza antistante alla chiesa di Santa Maria della stella. Una volta timbrato il biglietto del treno abbiamo confermato la nostra voglia di esserci e di viaggiare tutti insieme verso Gesù. Dopo aver ascoltato la messa celebrata da Don Ercole, tutti noi siamo diventati un grosso treno che viaggiava verso il Palasport di Broccostella dove abbiamo pranzato insieme, siamo stati protagonisti di molti giochi a tema divisi in varie squadre di diversi colori. Dopo tutte le attività del pomeriggio, abbiamo terminato la meravigliosa giornata  insieme al nostro Vescovo, il quale, nel momento di preghiera finale, ci ha ricordato che noi siamo un lunghissimo treno che non deve mai deragliare, perché questo treno deve arrivare a Gesù.”

(Nicholas, 12 anni)

Mi sono divertita un mondo! Quando ho saputo dalla mia educatrice Annarita della festa del Ciao, sono stata entusiasta, mi piaceva l’idea di passare tutti insieme un’altra fantastica giornata. Abbiamo sperimentato la bellezza dello stare insieme, ridere e giocare con amici nuovi.

(Silvia, 13 anni)

La festa del Ciao è stata una giornata coinvolgente che ha riunito i tanti ragazzi ed educatori della nostra diocesi. Un momento di vera festa, di condivisione e di preghiera. Non vedo l’ora di partecipare alla prossima!

(Simone, 10 anni)

Per me è stata una giornata fantastica, ricca di opportunità: l’opportunità di ritrovarci con i ragazzi di altre parrocchie della diocesi, di fare attività diverse dal solito, di cantare e ballare ma anche l’opportunità di pregare con il Vescovo. Una giornata speciale che ci ha indicato il cammino associativo che intraprenderemo quest’anno assieme ai nostri educatori.

(Danilo, 13 anni)

La mia prima festa del Ciao e sono contenta di aver partecipato. E’ stata una giornata intensa, in cui ho conosciuto tanti nuovi amici che come me fanno ACR. E’ bello vedere che siamo proprio tanti e non siamo soli in questo cammino! Abbiamo fatto tanti giochi che ci hanno fatto capire l’importanza della condivisione e dello stare insieme ed è stato bello pregare ringraziando Gesù per questa magnifica esperienza.

(Alice, 10 anni)

Una festa davvero bella e gioiosa, dove ho conosciuto tanti nuovi amici. Quando sono arrivato sono stato accolto dai tanti ragazzi ed educatori con un grande CIAO! Dopo aver fatto il biglietto siamo saliti a bordo del nostro treno che quest’anno, insieme ai nostri educatori, ci porterà verso Gesù! Mi è piaciuto tutto di questa festa soprattutto la benedizione del nostro Vescovo don Gerardo insieme ai nostri genitori durante il momento di preghiera finale.

(Filippo, 9 anni)

Mi è piaciuto tutto della festa, era organizzata alla perfezione. Mi sono divertita perché ho rincontrato i miei amici e i miei educatori e ho creato nuovi legami di amicizia. Se mi chiedessero se volessi ripetere questa giornata,  non ci penserei due volte, la mia risposta sarebbe si, si e ancora si; non cambierei quel giorno nemmeno con tutto l’oro del mondo.

(Federica, 12 anni)

Bellissima questa mia prima festa del CIAO… a quando un’altra?!?

(Errico, 10 anni)

L’ incontro che abbiamo avuto noi adulti alla festa del ciao è stato alquanto interessante e scambievolmente gradito, in momenti per alcuni di noi particolarmente complicati come genitori, non sono mancati i momenti scherzosi che hanno reso il tutto più (voglio usare un termine adatto ai nostri figli) scialla !!!!!”

(Paola)

Per quanto mi riguarda sono stata presente al momento di condivisione tra genitori solo durante la mattinata, ma come al solito quello che porto dentro di me è sempre il sommo piacere di condividere dubbi, perplessità ed incertezze della vita quotidiana con altre mamme e papà di ragazzi in crescita. “Per fortuna che c’è l’AC!” ci siamo detti in tanti quel giorno, che ci offre un valido aiuto per indirizzare lungo percorsi altamente educativi secondo l’esempio di Cristo i nostri ragazzi. Ma anche noi genitori ci siamo riscoperti alla ricerca di rassicurazioni perchè la frenesia della vita quotidiana spesso ci travolge e magari spendiamo fuori casa, sul lavoro ad esempio, gran parte delle energie che invece dovremmo riversare sulla famiglia. Allora ci siamo un pò interrogati proprio sulla fretta, ispirandoci alla figura di Maria, il cui affrettarsi però ci ha rivelato l’accezione positiva del termine legata all’entusiasmo ed alla determinazione. Sono questi due ultimi aspetti che mi son portata dentro dopo l’incontro illuminante di domenica. Grazie e a presto!!

(Cinzia)

L’esperienza dei genitori in coppia nella giornata diocesana adulti è stata splendida perché  abbiamo ascoltato la  parola di Dio con l’entusiasmo del confronto  con altre coppie di genitori alla presenza della Madonna e della Santissima Trinità,  gli educatori ci hanno aiutato ad esprimerci come mai  possibile nella vita frenetica di tutti i giorni che inizia e finisce correndo dietro alle esigenze dei nostri figli.E’ stato meraviglioso  poter capire quanto sia importante  pregare e confrontarti con l’amore  di altri adulti , e altri genitori come noi,  un ringraziamento particolare va gli educatori , bello sapere che  per noi ed i nostri figli c’è  una vera famiglia  come l’azione cattolica per condividere gioie e tristezze della vita con altri genitori.
 è necessario per una coppia un progetto comune  nell’amore di Dio, è questo e solo un punto di partenza per una famiglia dove svilupparsi e crescere, secondo le regole cristiane.
(Marco e Corinne)

Venerabile Antonietta Meo (Nennolina)

In preparazione al convegno del 15 novembre vi proponiamo la storia della piccola Nennolina.

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Antonietta Meo viene alla luce a Roma il 15 dicembre 1930, in una famiglia di solidi principi morali e religiosi.  Prima ancora di apprendere a leggere e scrivere, Antonietta Meo impara dalla madre a scrivere, in stampatello, i nomi di Gesù e Maria. Ad appena quattro anni viene iscritta alla sezione “Piccolissime” di Azione Cattolica. Era il 1934: due anni dopo, a soli sei anni, è ammessa a ricevere la Prima Comunio­ne ed è annoverata tra le “Beniamine” di AC.

Per il resto è una bambina come tutte le altre: vivace ed allegra, con una gran voglia di giocare. Un giorno si fa male sbattendo il ginocchio su un sasso, nel giardino dell’asilo. Il dolore non passa, i medici diranno: “osteosarcoma”. Si dovrà amputare la gamba. Nennolina, dopo l’intervento, mette una pesante protesi ortopedica e continua la sua solita vita di bimba.

A sei anni domanda di poter ricevere la prima Comunione. Il male intanto si fa sempre più violento, ma lei non si lamenta mai. Nennolina era pienamente consapevole di ciò che stava passando: in una sua letterina ai genitori promette di mandare tanti gigli dal Paradiso ossia tante grazie. Un’altra espressione che va ricordata è il suo desiderio di essere “la lampada che arde davanti al Tabernacolo giorno e notte”.

Ogni sera prende l’abitudine di scrivere una lettera che poi ripone sotto il crocefisso con ai piedi Gesù Bambino. “Cara Madonnina, tu sei tanto buona, prendi il mio cuore e portalo a Gesù”. Le sue letterine a Maria traboccano di emozione e di affetto. La Madonna è per lei la mammina di Gesù, a cui egli da piccolo obbediva ed anche lei vuole imitarlo. Pur con i suoi pochi anni, comprende che Ella ha sofferto con Gesù e per Gesù e scrive: “Caro Gesù…Tu che hai sofferto tanto sulla croce, io voglio fare tanti fioretti e voglio restare sempre sul Calvario vicino vicino a Te e alla Tua Mammina”(28 gennaio 1937).

Dopo lunghe ed atroci sofferenze, Antonietta Meo si spegne a sette anni non ancora compiuti il 3 luglio 1937. Nennolina ha lasciato un diario e più di cento letterine rivolte a Gesù, Maria e Dio Padre che rivelano una vita di unione mistica davvero straordinaria. Ora si attende che la Santa Sede si pronunci favorevolmente sulla santità di questa giovanissima serva di Dio elevandola alla gloria degli altari. Nennolina diventerebbe in questo modo la più giovane santa, non martire, della storia della Chiesa. E’ stata dichiarata “Venerabile” da Papa Benedetto XVI in data 17 dicembre 2007.

Papa Benedetto XVI ai ragazzi/e dell’Azione Cattolica di Roma – 20-12-2007

“Nennolina, bambina romana, nella sua brevissima vi­ta – solo sei anni e mezzo – ha dimostrato una fede, una speranza, una carità speciali, e così anche le altre virtù cri­stiane. Pur essendo una fragile fanciulla, è riuscita a dare una testimonianza forte e robusta al Vangelo e ha lascia­to un segno profondo nella Comunità diocesana di Roma. Nennolina apparteneva all’Azione Cattolica: oggi sicura­mente sarebbe iscritta all’A.C.R.! Perciò potete conside­rarla come una vostra amica, un modello a cui ispirarvi.

La sua esistenza, così semplice e al tempo stesso così importante, dimostra che la santità è per tutte le età: per i bambini e per i giovani, per gli adulti e per gli anziani. Ogni stagione della nostra esistenza può essere buona per decidersi ad amare sul serio Gesù e per seguirlo fedel­mente. In pochi anni, Nennolina ha raggiunto la vetta della perfezione cristiana che tutti siamo chiamati a sca­lare, ha percorso velocemente la “superstrada” che con­duce a Gesù. Anzi, come avete ricordato voi stessi, è Ge­sù la vera “strada” che ci porta al Padre e alla sua e no­stra casa definitiva che è il Paradiso.

Voi sapete che Antonia ora vive in Dio, e dal Cielo vi sta vicino: sentitela presente con voi, nei vostri gruppi. Imparate a conoscerla e a seguire i suoi esempi. Penso che anche lei sarà contenta di questo: di essere ancora “coin­volta” nell’Azione Cattolica!”

Alcune Letterine di Nennolina

Roma 18 settembre 1936

Gesù amoroso ti dono il cuore mio

Gesù dammi delle anime!… Gesù Tu sei buono…

Gesù accogli la tua bambina

Baciala Gesù amoroso.

Roma 18 settembre 1936

Madonnina Tu sei buona Scendi sopra di noi e benediteci Prendi il mio cuore e portalo a Gesù Oh Madonnina Tu sei la stella del nostro cuore.

Antonietta

22 gennaio 1937

Caro Gesù Bambino, oggi sono stata sotto la croce e ho fatto un bel pensierino che ora Ti dirò.

Gesù Tu che hai sofferto tanto per noi per riacquistarci il Paradiso io Ti voglio ricompensare col fare tanti sacrifici.

Madonnina cara Tu che hai visto soffrire tanto il Tuo Figliuolo Gesù io Ti voglio un po’ consolare e fare tanti piccoli sacrifici

Tanti baci e saluti

Antonietta