La Venerabile Nennolina – Una piccolissima di AC che ha percorso la “superstrada” che conduce a Gesù

Cara Antonietta di Gesù,

oggi, per noi, sei stata come un raggio di sole dopo la tempesta. Uno spiraglio di luce viva in questo periodo così buio e difficile. Siamo arrivati con il cuore appesantito dalle brutture del nostro tempo e tu ci hai risollevato.

Sappiamo che tu la vita è stata breve, ma sicuramente il tuo cammino è stato come una superstrada, veloce, diretto, sicuro verso Gesù. Un piccolo paragone che ci rimanda ai nostri ragazzi dell’ACR e allo slogan di qualche anno fa: “Superstrada con te” cantato tante volte dai nostri ragazzi ma, sotto sotto anche dai giovani e perfino dagli adulti di AC.

Seguendo le orme di Armida Barelli che già nel 1941 la desiderava santa, il Settore Adulti dell’Azione Cattolica diocesana ha proposto, nel pomeriggio di domenica 15 novembre presso la sala degli Abati a Cassino, un convegno pubblico sulla figura di una piccola grande testimone di fede: Antonietta Meo.

Nata a Roma il 15 dicembre del 1930 e morta a soli 6 anni e mezzo per una grave malattia. Piccolissima di AC, bambina di una fede limpida, coinvolgente e totalizzante. Amava scrivere lettere a Gesù per manifestare a Lui tutto il suo amore, ne ha dettate e scritte più di cento.

A parlarci di lei sono intervenuti al convegno il nostro Vescovo S. E. Gerardo Antonazzo; Fratel Dino De Carolis, Biografo di Nennolina; Anna Teresa Borrelli, responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi e Postulatrice della causa di beatificazione di Antonietta Meo; e per ultimo, ma non ultimo Andrea Somma, socio di AC e devoto di Nennolina.

“Questo incontro e’ una ricchezza – ci incoraggia il nostro Vescovo – e’ importante far conoscere agli altri queste storie di Vangelo incarnate perché compongono un cofanetto prezioso per le generazioni, si rincorrono tanti idoli e non si conoscono i testimoni veri della fede”.

Ci ha fatto poi riflettere l’analisi di Fratel Dino, individuando nella famiglia, nella scuola, nella parrocchia i luoghi dove Antonietta pur nella sua brevissima vita ha avuto la sua formazione. Senza la fede forte e gli insegnamenti della mamma, il lavoro sinergico della scuola cattolica e l’ambiente accogliente della parrocchia, la fede di Antonietta non sarebbe cresciuta enormemente come invece è avvenuto, trovando poi nella cappella dell’ospedale, che l’ha vista tanto soffrire, il luogo dove la sua fede ha trovato il sigillo nella croce. “Antonietta Meo e’ stata un vero esempio di eroismo gioioso – sottolinea Anna Teresa Borrelli – viveva gioiosamente la sua vita ed evangelizzava nella sofferenza. Una vera apostola di Gesù che soffriva per chi è lontano da Dio e lei stessa pregava per lui. Antonietta era capace di contemplazione, desiderava stare con Gesù, lo aspettava e si rallegrava di averlo nel cuore con la comunione.”.

L’Azione cattolica rinnova il suo impegno per elevare agli onori dell’altare Antonietta Meo, dichiarata venerabile dal 2007 da Benedetto XVI che disse, in un discorso ai ragazzi dell’ACR, che Nennolina aveva raggiunto la vetta più alta della fede percorrendo una superstrada!

Commovente la testimonianza diretta di Bruno Valente, ospite inatteso e graditissimo, parente stretto di Nennolina, che ci ha emozionato raccontandoci dei particolari più intimi della sua storia.

Andrea Somma, ideatore e sostenitore del convegno (a cui va il nostro più sentito ringraziamento) ha voluto portare a nostra conoscenza alcune vicende legate ad una famiglia di Rocca D’Evandro, delle storie che aumentano ancora di più il legame della nostra diocesi con questa “piccola gigante” della santità.

Sono state lette durante il convegno alcune letterine di Antonietta Meo e chi vi scrive non nasconde la commozione e i brividi che si provano leggendo o ascoltando quelle righe. E spontaneamente sgorga dal cuore una preghiera rivolta a questa bimba vivace e gioiosa che ha saputo superare un paradosso trasformando il dolore e la morte in santità.

Cara Antonietta di Gesù,

tu che hai compreso fino in fondo cosa vuol dire stare con Gesù e vivere per e con Lui, aiutaci a capire il senso di questo mondo. Aiutaci con il tuo esempio puro e forte a non farci affliggere dall’odio del nostro tempo, a non farci togliere la gioia di vivere, aiutaci ad avere la forza di pregare per chi è’ lontano e non sa cosa è’ l’amore per Dio e per gli altri.

Cara Nennolina, tu che hai sofferto così tanto e nel dolore sapevi sorridere, giocare, amare, aiutaci a scoprire questa forza in noi, aiutaci a scoprire la forza che si chiama Gesù, che tu amavi tanto.

Alla preghiera si aggiungono poi i lavori di tanti acierrini della nostra diocesi che, grazie agli educatori hanno scoperto nelle settimane precedenti la storia di questa loro piccola amica e l’avevano riportata in tanti magnifici e colorati cartelloni.

Teniamo a mente questo splendido pomeriggio associativo, per ricordare a noi tutti, quanto possiamo imparare dai nostri acierrini e dalla loro innocenza e quanto tutta la nostra formazione e il nostro cammino verso la santità passi dai grandi che si fanno testimoni per i piccoli e poi ancora dai piccoli che diventano maestri per i grandi (come parafrasato dal copresidente diocesano Gianpaolo Pontone), come un raggio di sole che filtra ovunque senza disturbare lasciando il suo tepore ovunque (come il copresidente diocesano Antonio Accettola ha definito Nennolina).

Ci auguriamo che il tesoro che Nennolina ci ha lasciato con la sua vita e che abbiamo scoperto in questo convegno, diventi presti il tesoro di tutti.

Antonella Proia