Beato Piergiorgio Frassati, il testimonial di una Chiesa “in uscita”

piergiorgiofrassati3Piergiorgio nasce in una ricca famiglia borghese. Trascorre una giovinezza serena, ma studia poco volentieri, perciò è affidato al salesiano don Corazzi, che lo seguirà fino all’esame di maturità. Qui comincia la sua pratica della Messa e Comunione quotidiana. I suoi genitori non ne sono contenti, temono che potrebbe un giorno farsi prete. Arrivando a scuola non si ferma a chiacchierare con i compagni, ma va diritto in cappella a pregare e a partecipare alla Messa. Spesso ripeterà “Cristo viene giornalmente a vistarmi nella S. Eucaristia, io ricambio la visita andando a trovarlo nei poveri.”

Sente parlare della Congregazione Mariana: vi partecipa, si consacra alla Madonna, s’impegna ad amarla, farla amare. Per mezzo di lei offre al Cuore di Gesù tutta la sua giornata ed affida a Lei la sua purezza.

 

Alla scuola dei Gesuiti conosce la S. Vincenzo, vi si iscrive e sarà fedele fin sul letto di morte. Alla S. Vincenzo non porta solo il suo aiuto economico, porta tutta la sua persona per visitare i poveri, specialmente malati, trasportare sul carretto legna o materassi, comprare medicine, rivolgersi ad altri per sollecitare aiuti e il tutto con tanta naturalezza, segretezza da far meraviglia. Alla sua morte, quello che colpisce i genitori e la sorella, è la partecipazione così numerosa e sentita di migliaia di poveri

 

Nel 1918 si iscrive al Politecnico di Torino. Le manifestazioni religiose come Congressi Eucaristici e processioni erano le occasioni in cui borghesia e comunisti si alleavano contro i cattolici; tra questi si affermarono due Movimenti: A.C.I. e F.U.C.I. per il settore universitario.

Al Politecnico tra la marea di avvisi osa mettere in bacheca quello dell’adorazione notturna e siccome altri lo strappano lo riscrive fino a 60 volte e rimane per ore a fare la sentinella.

La recita del S. Rosario è un impegno quotidiano; anche stanco al ritorno da gite, in treno, davanti a spettatori meravigliati nel vedere un giovane brillante di 20-24 anni sgranare la corona.

 

Il 14 maggio 1922 Pier Giorgio si iscrive al circolo “Milites Mariae” della Società della Gioventù Cattolica (ramo maschile dell’Azione Cattolica) presso la sua parrocchia. Motto della Gioventù Cattolica è: Preghiera, Azione, Sacrificio. Tre parole che riassumono l’impegno quotidiano dei suoi aderenti. Pier Giorgio trova in esse lo specchio del suo modo di essere. E’ convinto che solo il Cristianesimo con la sua dottrina sociale e con le idee di fraternità, giustizia e carità può portare a tutti i popoli pace e benessere;

 

La sua profonda vita interiore è nutrita dall’Eucaristia e dall’unione continua con Dio, che lo accompagnerà anche nella breve malattia: paralisi fulminante. All’inizio, vive da solo la sua sofferenza. Quando la famiglia ne viene a conoscenza, è troppo tardi: ogni cura risulta inefficace. Pier Giorgio muore all’età di 24 anni.

Quasi come profezia, dopo la Marcia su Roma del 1922, aveva scritto: «I cattolici e, specialmente, noi studenti, abbiamo un grande dovere da compiere… noi, che per grazia di Dio siamo cattolici, non dobbiamo sciupare i migliori anni della nostra vita…».

 

Le sue frasi – da «…Noi non dobbiamo vivacchiare, ma vivere» a «Verso l’alto», a «La tristezza dev’essere bandita dagli animi cattolici» a “Aspirate a cose grandi! Allargate i vostri cuori!”– sono prese come programma da ragazzi e ragazze di ogni parte della terra. Nel giorno della Beatificazione di Piergiorgio Frassati, il 20 maggio 1990, Giovanni Paolo II lo chiamò «uomo delle Beatitudini».

 

Il Beato Pier Giorgio Frassati è – con le parole di Papa Francesco – «un modello di fiducia e di audacia evangelica per le giovani generazioni d’Italia e del mondo», un esempio di che cosa significa “vivere e non vivacchiare“, il testimonial perfetto della Chiesa che il Papa esorta a realizzare: una Chiesa che cammina nelle periferie esistenziali dell’umanità contemporanea, che guarda senza remore le donne e gli uomini che cercano la vita vera e attendono qualcuno che indichi la strada, attraverso la condivisione, la fraternità, la carità materiale e spirituale.

 

Era infatti un giovane del tutto normale, che doveva impegnarsi con sforzo per portare avanti gli studi; un appassionato della montagna e dello sport; un ammiratore della natura e dell’arte; un giovane da cui sprizzava la gioia, che amava lo scherzo, che aveva rapporti sinceri di amicizia; un uomo impegnato nella vita sociale e politica del suo tempo, piena di contrasti e tensioni; un giovane coraggioso e leale, fedele fino in fondo ai suoi principi, alle persone, ai suoi familiari, ai suoi amici.

Tuttavia, era un giovane in cui c’era qualche cosa di più: in Pier Giorgio brillava una luce radiosa ed

ardeva una fiamma viva. Erano la fede sincera e la carità operosa, che fecero di lui un autentico uomo, un vero cristiano.

Anche l’Azione cattolica allora può intensificare la preghiera affinché Dio conceda il miracolo richiesto perché la Chiesa possa procedere alla canonizzazione di questo suo socio tanto amato.

Preghiera al Beato Giorgio Frassati

Beato Pier Giorgio,
guidami nel pretendere la legittima eredità di figlio di Dio
ed erede del Suo regno.
Mostrami, con il tuo esempio,
come essere lento all’ira
e delicato nei miei rapporti con gli altri.
Aiutami a comunicare la pace di Cristo,
pronunciando parole di pace
e vivendo la vita nella pace.
Beato Pier Giorgio
chiedo la tua intercessione
per ottenere da Dio,
che è mite ed umile di cuore,
tutte le grazie necessarie al mio bene spirituale e temporale.
Con fiducia ti chiedo aiuto …(si formula la richiesta di grazia)