Insieme in un momento di profondo raccoglimento spirituale: l’anno della misericordia, un nuovo cammino per i giovanissimi dell’AC

Il 2015 sta giungendo al termine e noi giovanissimi dell’AC della Chiesa Madre, di S.Giovanni Battista in Cassino, S.Antonio e S.Giuseppe di Casamarina di Rocca D’Evandro, abbiamo deciso di concluderlo insieme, uniti in un momento di preghiera. La serata è stata guidata non solo dagli educatori ma anche da don Fabrizio, assistente del settore giovani di AC della diocesi di Sora, Cassino, Aquino e Pontecorvo. Ci siamo ritrovati tutti fuori la Chiesa Madre e ci siamo fermati un momento per aprire la serata davanti la Porta Santa, per capire la sua importanza, in quanto non è solo una porta, ma un “luogo di transito” verso il bene.

La Porta Santa è aperta nel periodo del Giubileo, il cui tema principale è la misericordia. Mentre camminavamo per raggiungere la cappella ci domandavamo tutti a cosa servissero gli strani elementi che incontravamo, per esempio una tenda. Una volta seduti e aperto il momento con un canto si sentiva già un’atmosfera di unione. Dopo aver letto il prologo del Vangelo di Giovanni, la riflessione di Don Fabrizio è stata quasi commovente. “E il Verbo si fece carne…”: la Parola di Dio, quando si pronuncia, se ci crediamo veramente diventa viva e reale nel nostro cuore. “… e venne ad abitare in mezzo a noi”: la nostra vita è una tenda, l’uomo è sempre nomade, sempre senza fissa dimora; perchè la vita è vuota senza la presenza di Dio. Questa che noi chiamiamo vita non è altro che un passaggio per la vera vita, quella accanto a Dio, dove quest’ultimo diventa una vera e propria realtà. Abbiamo pregato per tutto il mondo, citando tutti e 5 i continenti e accendendo una candela per ognuno di essi. Infine ci hanno lasciato qualche minuto per pensare; ognuno di noi ha scritto su un bigliettino dove sentiamo necessaria la presenza di Dio, sempre viva in mezzo a noi.

L’atmosfera era suggestiva e anche emozionante: nelle nostre menti sono affiorate diverse sensazioni, per alcuni è stato difficile ricordare; ma in ognuno di quei bigliettini abbiamo racchiuso tutta la speranza, tutta la fiducia che noi abbiamo in Dio, perchè possa davvero andare ad abitare nei luoghi e nelle situazioni che abbiamo scritto. Anche se non è stato possibile per problemi logistici (:-D) l’intento degli educatori era quello di mettere la tenda sul planisfero, a simboleggiare il fatto che Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi, ovunque noi lo cerchiamo, in qualsiasi parte del mondo. A questo punto Don Fabrizio ci ha salutati e noi, dopo il consueto ‘selfie’, abbiamo concluso la serata a tavola: il modo più bello di condividere.

Alessandra Vita

Martina Francescone