Illuminare ogni giorno come fosse Natale!

Lo scorso 19 Dicembre i nostri accierrini insieme ai loro educatori ed alle loro famiglie si sono ritrovati per un momento di preghiera in preparazione del Natale. La celebrazione, svoltasi in contemporanea nella Cattedrale Santa Maria Assunta in Sora per la zona nord, presieduta da Don Ercole (assistente diocesano ACR), e nella Chiesa Madre in Cassino per la zona sud, presieduta da don Nello (assistente diocesano unitario per la formazione), è stato un momento speciale da condividere non solo per andare con il giusto spirito incontro al Natale ma soprattutto per riflettere sul significato profondo della nascita di Cristo!

Diceva Benedetto XVI nel messaggio Urbi et Orbi del Natale 2007 “Questo è il Natale! Evento storico e mistero di amore, che da oltre duemila anni interpella gli uomini e le donne di ogni epoca e di ogni luogo. E’ il giorno santo in cui rifulge la “grande luce” di Cristo portatrice di pace! Certo, per riconoscerla, per accoglierla ci vuole fede, ci vuole umiltà. L’umiltà di Maria, che ha creduto alla parola del Signore, e ha adorato per prima, china sulla mangiatoia, il Frutto del suo grembo; l’umiltà di Giuseppe, uomo giusto, che ebbe il coraggio della fede e preferì obbedire a Dio piuttosto che tutelare la propria reputazione; l’umiltà dei pastori, dei poveri ed anonimi pastori, che accolsero l’annuncio del messaggero celeste e in fretta raggiunsero la grotta dove trovarono il bambino appena nato e, pieni di stupore, lo adorarono lodando Dio (cfr Lc 2,15-20). I piccoli, i poveri in spirito: ecco i protagonisti del Natale, ieri come oggi; i protagonisti di sempre della storia di Dio, i costruttori infaticabili del suo Regno di giustizia, di amore e di pace.”

E proprio i piccoli e la luce sono stati protagonisti di questo momento di preghiera che partendo dall’ascolto della parola del profeta Isaia (Is 7,10-17) ha proposto ai ragazzi ed alle loro famiglie un gesto molto significativo: a ciascuno è stato consegnato un cartoncino sul quale era riportata l’immagine di una candela accesa; gli è stato chiesto di pensare allo stelo della candela come  alle persone semplici e umili che gli sono accanto nella vita di tutti i giorni, che a volte si danno per scontate ma che invece spesso fanno la differenza, e d’individuare tra loro quelle che hanno rappresentato in qualche momento difficile, di dubbio o di stanchezza dei profeti, punti di riferimento attraverso i quali sperimentare la presenza e la salvezza di Dio nella propria quotidianità;  i gesti concreti fatti da quei profeti nella loro vita ,invece, erano rappresentati dalla fiammella, gesti che si sono fatti e che si fanno luce nelle loro esistenze. Dopo aver individuato questi profeti ed il loro concreto aiuto ciascuno ha portato con sé la propria fiammella per deporla davanti alla culla di Gesù bambino, luce inesauribile di amore e pace. Questa riflessione sull’amore grande di Dio che nel mistero del Natale si fa uomo e viene ad abitare in mezzo a noi, che si fa persona concreta che possiamo incontrare e con cui possiamo interagire, mistero che si rinnova ogni singolo anno, ha di certo accompagnato i ragazzi e le loro famiglie nella preparazione al Natale e nel vivere tutte le festività natalizie con uno sguardo diverso, più attento alla tangibilità di questo amore che non esiste solo a parole ma si fa davvero carne ed ossa nelle persone che gli sono accanto ogni giorno.

E adesso che il tempo di Natale è finito? Adesso che le feste sono concluse, che gli addobbi hanno ripreso il loro posto negli scatoloni stipati in cantine e soffitte? Adesso che si torna a fare i conti con la scuola ed il lavoro, con la quotidianità e la routine? C’è una enorme differenza tra l’essere e l’esserci: si è quello che si è, madri, padri, figli, amici, fratelli, educatori, si è il prossimo di qualcuno in ogni caso…spesso questo nostro essere è imprescindibile. Ma esserci…questa è una scelta…sempre! E questo è il momento di esserci, di esserci come porta spalancata alla luce di chi incontriamo, di esserci come luce che scaldi il cuore di chi c’incontra, di chi si fida, di chi si affida ma anche di chi ci guarda con diffidenza. Ed è il momento di riconoscere la grande luce di Cristo che non si spegne come le luminarie natalizie, no…quella è una luce che è sempre lì, fissa sulle nostre vite se siamo pronti a riconoscerla e ad accettarla, una luce che non ci fa mai sentire soli perché Lui ha scelto di esserci per noi, con noi. Se riusciamo a vedere nel prossimo una fiammella, piccola porzione di quella grande luce che è l’amore di Cristo per ciascuno, non ci sembrerà più tanto difficile sentire concretamente la Sua vicinanza, il Suo intervento e la Sua opera anche nelle più piccole cose; l’augurio per chi è già tornato e per chi sta tornando in questi giorni alla quotidianità è proprio questo: che ogni incontro sia un rischio corso per una luminosa ricompensa, che ogni persona della nostra vita sia una piccola luce disseminata sul cammino, che sappiamo aprirci al prossimo ed essere per lui luce vera sull’esempio di Cristo perché non un giorno l’anno ma ogni giorno dell’anno sia Natale!
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