Santa Gianna Beretta Molla

giannaberettamollaGianna Beretta nacque a Magenta, Milano il 4 ottobre 1922. Già dalla fanciullezza accoglie con piena adesione il dono della fede e l’educazione limpidamente cristiana. La Prima Comunione, all’età di cinque anni e mezzo, segna in Gianna un momento importante, dando inizio ad un’assidua frequenza all’Eucaristia.

La sua fanciullezza è piena di tante difficoltà e sofferenze: cambiamento di scuole, salute cagionevole, trasferimenti della famiglia, malattia e morte dei genitori. Tutto questo però non produce traumi o squilibri in Gianna, data la ricchezza e profondità della sua vita spirituale.

 Durante un corso di S. Esercizi Spirituali, nel marzo 1938, Gianna, a soli quindici anni e mezzo, fece l’esperienza fondamentale e decisiva della sua vita. Di questi Esercizi è rimasto il quadernetto di Ricordi e Preghiere di Gianna, tra i cui propositi si legge: “Voglio temere il peccato mortale come se fosse un serpente; e ripeto di nuovo: mille volte morire piuttosto che offendere il Signore”.

 Negli anni del liceo e dell’università traduce la sua fede in un impegno generoso tra le giovani di Azione Cattolica e di carità verso gli anziani e i bisognosi. Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1949 all’Università di Pavia, apre nel 1950 un ambulatorio medico; si specializza in Pediatria nell’Università di Milano nel 1952 e predilige, tra i suoi assistiti, mamme, bambini, anziani e poveri. Ama dire: «Chi tocca il corpo di un paziente, tocca il corpo di Cristo»;

Mentre compie la sua opera di medico, che sente e pratica come una «missione», accresce il suo impegno generoso nell’Azione Cattolica, prodigandosi per le «giovanissime» e, al tempo stesso, esprime con gli sci e l’alpinismo la sua grande gioia di vivere. Si interroga, pregando e facendo pregare, sulla sua vocazione che considera anch’essa un dono di Dio.

Per un breve periodo, le balena l’idea di diventare missionaria laica come medico; ma il Signore le ha preparato un’altra strada e le fa incontrare l’8 dicembre 1954, l’ingegnere Pietro Molla. Come animatrice del circolo di Azione Cattolica, dedica all’Associazione molto del suo tempo libero, preparando per le socie incontri, feste e ritiri per la loro formazione spirituale.Gianna e Pietro vissero il loro amore alla luce della fede. “Carissimo Pietro…”, gli scrisse Gianna nella sua prima lettera, il 21 febbraio 1955, “ora ci sei tu, a cui già voglio bene ed intendo donarmi per formare una famiglia veramente cristiana.”Gianna godette il periodo del fidanzamento, radiosa nella gioia e nel sorriso. Ringraziava e pregava il Signore. Si preparò spiritualmente a ricevere il “Sacramento dell’Amore” con un triduo, S. Messa e S. Comunione, che propose anche al futuro marito: Pietro nella Chiesetta della Madonna del Buon Consiglio a Ponte Nuovo, lei nel Santuario dell’Assunta a Magenta.

Pietro e Gianna si sposano il 24 settembre 1955 nella basilica di San Martino in Magenta. Fu moglie felice, e il Signore presto esaudì il suo grande desiderio di diventare mamma più che felice di tanti bambini: il 19 novembre 1956 nacque Pierluigi, l’11 dicembre 1957 Maria Zita (Mariolina) e il 15 luglio 1959 Laura.

Nel settembre 1961, verso il termine del secondo mese di gravidanza, è raggiunta dalla sofferenza e dal mistero del dolore; insorge un fibroma all’utero. Prima del necessario intervento operatorio, pur sapendo il rischio che avrebbe comportato il continuare la gravidanza, supplica il chirurgo di salvare la vita che porta in grembo e si affida alla preghiera e alla Provvidenza. La vita è salva, ringrazia il Signore e trascorre i sette mesi che la separano dal parto con impareggiabile forza d’animo. Trepida, teme che la creatura in seno possa nascere sofferente e chiede a Dio che ciò non avvenga.

 Nel pomeriggio del 20 aprile 1962, Venerdì Santo, Gianna fu nuovamente ricoverata nell’Ospedale S. Gerardo di Monza, Il mattino del 21 aprile, Sabato Santo, diede alla luce Gianna Emanuela, e per Gianna iniziò il calvario della sua passione, che si accompagnò a quella del suo Gesù sul Monte Calvario. Già dopo qualche ora dal parto le condizioni generali di Gianna si aggravarono: Ha rifiutato ogni calmante per essere sempre consapevole di quanto avveniva e presente a se stessa. Non solo, ma per essere lucida nel suo rapporto con il suo Gesù, che costantemente invocava”. “Sapessi quale conforto ho ricevuto baciando il tuo Crocifisso!”, le disse Gianna, “Oh, se non ci fosse Gesù che ci consola in certi momenti!…”.

 Alcuni giorni prima del parto, pur confidando sempre nella Provvidenza, è pronta a donare la sua vita per salvare quella della sua creatura: «Se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete – e lo esigo – il bimbo. Salvate lui». Il mattino del 21 aprile 1962, dà alla luce Gianna Emanuela e il mattino del 28 aprile, nonostante tutti gli sforzi e le cure per salvare entrambe le vite, tra indicibili dolori, dopo aver ripetuto la preghiera «Gesù ti amo, Gesù ti amo», muore santamente. All’alba del 28 aprile, Sabato in Albis, venne riportata nella sua casa di Ponte Nuovo, dove morì alle ore 8 del mattino. Aveva solo 39 anni.

Dopo essere sepolta nel Cimitero di Mesero si diffuse rapidamente la fama di santità per la sua vita e per il gesto di amore grande, incommensurabile, che l’aveva coronata.

Gianna è inserita nel Martirologio romano perché, in un atto d’amore, scelse la morte per far nascere un’altra vita. Fu beatificata da Giovanni Paolo II il 24 aprile 1994, nell’Anno Internazionale della Famiglia e canonizzata da Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004.

«Dell’amore divino Gianna Beretta Molla fu semplice, ma quanto mai significativa messaggera. Sull’esempio di Cristo, che “avendo amato i suoi… li amò sino alla fine” (Gv 13,1), questa santa madre di famiglia si mantenne eroicamente fedele all’impegno assunto il giorno del matrimonio. Il sacrificio estremo che suggellò la sua vita testimonia come solo chi ha il coraggio di donarsi totalmente a Dio e ai fratelli realizzi se stesso. Possa la nostra epoca riscoprire, attraverso l’esempio di Gianna Beretta Molla, la bellezza pura, casta e feconda dell’amore coniugale, vissuto come risposta alla chiamata divina!».

dall’omelia di Giovanni Paolo II per la canonizzazione, 16 maggio 2004

Frasi di Santa Gianna

La devozione alla Mamma Celeste fu in Gianna intensa e determinante:

Amare la Madonna = confidenza tenera nelle nostre difficoltà. La Madonna è la Mamma non può lasciar cadere la nostra domanda.”    (anni 1947 – 1948)

Alle nuove Delegate delle Giovanissime di Azione Cattolica: “Amate le vostre bambine, vedete in loro Gesù fanciullo e pregate tanto per loro,   tutti i giorni mettetele sotto la protezione di Maria Santissima.”   (anno 1948)

L‘ apostolato

 Noi dell’Azione Cattolica dobbiamo dare del divino alle anime, non dell’umano. Ma capite bene che per poter dare dobbiamo avere, cioè dobbiamo possedere Dio.

Più si sente il desiderio di dare molto, e più sovente bisogna ricorrere alla sorgente che è Dio.”                                              

                  (lunedì 11.11.1946)

 “Pretendere di essere apostoli, di far parte dell’Azione Cattolica e non partecipare  poi al sacrificio del Salvatore del mondo è pura immaginazione e illusione! Azione Cattolica è Sacrificio, non dimentichiamolo. Dobbiamo sempre accettare i sacrifici che ci vengono chiesti. Non ritirarsi quando ciò che vi si chiede di fare costa tempo, costa fatica, costa sacrificio. Le persone tiepide il Signore le detesta. La semigenerosità Gesù non l’amava.”

           (lunedì 30.12.1946)

La gioia

Noi, compreso che la gioia viene da Gesù, con  Gesù nel cuore portiamo gioia. Egli sarà la forza che ci aiuta.”                     (Quaderno dei ricordi  durante i SS. Esercizi, ? 1944 -1948)

 PREGHIERA

Dio, che ci sei Padre,
ti diamo lode e ti benediciamo
perché in Santa Gianna Beretta Molla
ci hai donato e fatto conoscere
una donna testimone del Vangelo
come giovane, sposa, madre e medico.
Ti ringraziamo perché,
anche attraverso il dono della sua vita,
ci fai imparare ad accogliere ed onorare
ogni creatura umana.

Tu, Signore Gesù,

sei stato per lei riferimento privilegiato.

Ti ha saputo riconoscere

nella bellezza della natura.

Mentre si interrogava sulla sua scelta di vita,

andava alla ricerca di te e del modo migliore per servirti.

Attraverso l’amore coniugale si è fatta segno

del tuo amore per la Chiesa e per l’umanità.

Come te, buon samaritano, si è fermata

accanto ad ogni persona malata, piccola e debole.

Sul tuo esempio e per amore,

ha donato tutta se stessa, generando nuova vita.

 

Spirito santo, fonte di ogni perfezione,

dona anche a noi sapienza, intelligenza e coraggio perché,

sull’esempio di Santa Gianna e per sua intercessione,

nella vita personale, familiare, professionale,

sappiamo metterci al servizio di ogni uomo e donna

e crescere così nell’amore e nella santità.

Amen.

Tratto da Scuola di Santità, AVE, 2008