Campo scuola ACR. Per un viaggio “Andata e Ritorno”!

La meraviglia del viaggio intrapreso durante l’anno associativo non si ferma. Il treno del’ACR prosegue il suo percorso per giungere alla prossima fermata alla volta del tempo d’estate eccezionale con i campi scuola ACR diocesani.

Il campo scuola costituisce una speciale occasione per i ragazzi per fare esperienza di Chiesa e per continuare a vivere la pienezza dell’incontro con il Signore assieme ai loro compagni di sempre e ai tanti nuovi amici che incontreranno. Due le date scelte: dal 1 al 4 agosto per la fascia di età dai 6 agli 11 anni e dal 4 al 9 agosto per la fascia di età dai 12 ai 14 presso la casa per ferie di Castelpetroso, in provincia di Isernia.

Come ogni anno, i ragazzi in questa avventura saranno accompagnati da un giovane ragazzo di nome Giuseppe che, senza scegliere di partire, si ritrova a viaggiare compiendo con tenacia il suo percorso tra le tante difficoltà e sofferenze. Egli non conosce la meta del suo viaggiare ma nella prova più estrema scopre i suoi talenti e li mette a frutto compiendo il bene per se steso e per un’intero popolo.

Ma chi è Giuseppe? Qual è la sua missione e dove lo condurrà questo viaggio? Beh, la risposta è semplice: vi aspettiamo numerosi al campo scuola naturalmente muniti di biglietto ANDATA e RITORNO!


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(Per maggiori informazioni rivolgersi agli educatori della propria parrocchia)

Beato Alberto Marvelli

Alberto-MarvelliAlberto Marvelli, giovane forte e libero, generoso figlio della Chiesa di Rimini e dell’Azione Cattolica, ha concepito tutta la sua breve vita di appena 28 anni come un dono d’amore a Gesù per il bene dei fratelli. “Gesù mi ha avvolto con la sua grazia”, scriveva nel suo diario; “non vedo più che Lui, non penso che a Lui”. Nel difficile periodo della Seconda guerra mondiale, che seminava morte e moltiplicava violenze e sofferenze atroci, il beato Alberto alimentava una intensa vita spirituale, da cui scaturiva quell’amore per Gesù che lo portava a dimenticare costantemente se stesso per caricarsi della croce dei poveri».
Dall’omelia della beatificazione di Giovanni Paolo II

 Secondogenito di sette figli, Alberto Marvelli aderisce all’Azione Cattolica nel 1930, entrando a far parte del gruppo fanciulli cattolici. Qui matura la sua fede con una scelta decisiva: “il mio programma si compendia in una parola: santo”.

Prega con raccoglimento, fa catechismo con convinzione, manifesta zelo, carità, serenità. E’ forte di carattere, fermo, deciso, generoso; ha un forte senso della giustizia. E’ un giovane sportivo e dinamico: ama tutti gli sport: il tennis, la pallavolo, l’atletica, il calcio, il nuoto, le escursioni in montagna. Ma la sua più grande passione sarà la bicicletta, anche come mezzo privilegiato del suo apostolato e della sua azione caritativa

Laureatosi in ingegneria, lavora presso la Fiat. Dopo i tragici eventi del 25 luglio, caduta del fascismo, e l’8 settembre 1943, occupazione tedesca del suolo italiano, Alberto torna a casa a Rimini. Sa qual è il suo compito: diventa l’operaio della carità. Dopo ogni bombardamento è il primo a correre in soccorso ai feriti, a incoraggiare i superstiti, ad assistere i moribondi, a sottrarre alle macerie i sepolti vivi. Non solo macerie, ma anche fame. Alberto distribuiva ai poveri tutto quello che riusciva a raccogliere, materassi, coperte, pentole. Si recava dai contadini e negozianti, comperava ogni genere di viveri. Poi in bicicletta, carica di sporte, andava dove sapeva che c’era fame e malattia. A volte tornava a casa senza scarpe o senza bicicletta: aveva donato a chi ne aveva più bisogno.

Nel periodo dell’occupazione tedesca, Alberto riuscì a salvare molti giovani dalle deportazioni tedesche e a liberare uomini e donne destinati ai campi di concentramento.

Nel 1945 entra a far parte della “Società Operai di Cristo”. Da allora ha numerosi incarichi, fra cui Presidente dei Laureati Cattolici e vice presidente diocesano dei Giovani di Azione Cattolica.

“Non bisogna portare la cultura solo agli intellettuali, ma a tutto il popolo”: Così dà vita ad una università popolare. Apre una mensa per i poveri. Li invita a messa, prega con loro; poi al ristorante scodella le minestre e ascolta le loro necessità. La sua attività a favore di tutti è instancabile: è tra i fondatori delle ACLI, costituisce una cooperativa di lavoratori edili, la prima cooperativa “bianca” nella “rossa” Romagna.

L’intimità con Gesù Eucaristico, non diventa mai ripiegamento su se stesso, alienazione dai suoi impegni e dalla storia. Anzi, quando avverte che il mondo attorno a lui è sotto il segno dell’ingiustizia e del peccato, l’Eucaristia diventa per lui forza per intraprendere un lavoro di redenzione, di liberazione, capace di umanizzare la faccia della terra.

Il prezioso Diario, da lui scritto, è per noi una limpida testimonianza della sua vita interiore, del suo profon­do rapporto con Dio, del suo cammino di santità. L’uomo d’oggi può trovare nella vita di Alberto Marvelli una indicazione significativa per vivere la propria voca­zione alla spiritualità laicale: spiritualità dell’incarna­zione, della condivisione, della testimonianza di un amore che Dio ci ha donato e che vuole rinnovare la mente e il cuore delle persone, che vuole rinnovare la storia. Giovanni Paolo II, in occasione della visita pastorale a Rimini nel 1982, aveva affermato di lui: “Ha mostra­to come, nel mutare dei tempi e delle situazioni, i laici cristiani sappiano dedicarsi senza riserve alla costru­zione del Regno di Dio nella famiglia, nel lavoro, nella cultura, nella politica, portando il Vangelo nel cuore della società.”

La sera del 5 ottobre 1946 si reca in bicicletta a tenere un comizio elettorale; anche lui è candidato per l’elezione della prima amministrazione comunale. Alle 20,30 un camion militare lo investe. Morirà, a soli 28 anni, poche ore dopo senza aver ripreso conoscenza; la madre Maria, forte nel dolore, gli è accanto. La sua tomba, nella chiesa di S. Agostino a Rimini, è meta di continui pellegrinaggi.

È stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 5 settembre 2004, a Loreto.

da Scuola di santità, AVE, 2008

Pensieri:

  “Gesù è il primo ed il vero amico, il modello dell’ amicizia perfetta: Gesù non è solo morto per i suoi amici, ma è anche vissuto per essi”.

  “La vita è azione, è movimento, ed anche la mia vita deve essere azione, movimento continuo,  senza pause. Movimento ed azione tendenti all’unico fine dell’uomo: salvarsi e salvare.

  “Gesù mi ha avvolto con la Sua luce, mi ha circondato, non vedo più che Lui, non penso che a Lui, tutto il mondo attorno sparisce, si resta soli con Lui, Lo si prega che sempre prolunghi quegli attimi, che mai sparisca dal nostro sguardo, che sempre ci sia presente a ricordarci il nostro dovere. …infine mi inoltro nel pensiero infinito di Dio, come un povero cieco desideroso di luce”.

 “Quando facciamo qualcosa non dobbiamo chiederci che si dirà di noi, ma piuttosto che avverrà degli altri”.

“È immensamente triste una giovinezza, senza la passione delle altezze”.

 “Vivere come se questo giorno fosse l’ultimo. Lavorare come se non dovessimo mai morire”.

 “Mentre giudichi l’altro, te stesso giudichi. Le stesse cose commetti tu che giudichi”.

 “Non credere di perdere tempo trascorrendo anche delle ore con i bimbi, cercando di divertirli e di renderli più buoni. Gesù stesso li prediligeva e li teneva vicino a sé. E le parole buone dette a loro  non saranno mai troppe.”

Preghiera per chiedere l’intercessione del Beato Alberto Marvelli

O Dio, Padre onnipotente, ricco di misericordia, Ti ringraziamo per averci donato in Alberto Marvelli un segno del tuo amore per noi. Noi contempliamo le meraviglie che hai operato nella sua vita: la solida vita di preghiera, il generoso impegno sociale e politico, l’amore ardente per i poveri. In ogni ambito della sua vita ha praticato eroicamente la fede, la speranza e la carità. Ti chiediamo, Padre, per intercessione di Alberto, concedici di imitarne le virtù e diventare come lui testimoni del Tuo amore nel mondo. Ti chiediamo anche ogni grazia spirituale e materiale. Ti chiediamo pace e salvezza per la Tua Chiesa, che Alberto ha amato e servito. Fa’ che Alberto sia conosciuto in tutta la Chiesa a gloria e onore del Tuo nome. Amen

 

Dalle parrocchie alla Diocesi: una festa degli incontri per dare agli accierrini la parola!

13394124_1790279197870049_1432240475246914028_nIl treno dell’ACR quest’anno davvero non conosce stazione d’arrivo ma continua imperterrito il suo viaggio diretto verso un appuntamento speciale ed imperdibile!

L’Azione Cattolica, infatti, ha accolto con entusiasmo l’invito che Papa Francesco ha rivolto alla Chiesa Italiana durante il convegno di Firenze di approfondire l’Evangelii Gaudium e di fare proprie ed applicare praticamente le sue disposizioni. Tuttavia la nostra associazione non ha delegato questo compito solo a giovani ed adulti ma ha pensato di dare la possibilità anche ai più piccoli di lasciarsi interpellare “a loro misura” dalle esortazioni e dalle riflessioni del Santo Padre creando un’occasione d’incontro e confronto, il Festival dei Ragazzi, che si svolgerà nel mese di settembre a Roma, prezioso momento per dare voce a bambini e ragazzi su ambiti della Dottrina Sociale della Chiesa che interessano e attraversano anche le loro vite: Creato, Famiglia e Partecipazione.

Come ha detto Papa Francesco infatti: “La Chiesa in uscita è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano”. Queste parole hanno orientato un itinerario fatto di tre tappe, tre attività nelle quali i nostri ragazzi, ciascuno nella propria parrocchia e nella propria fascia d’età, hanno potuto mettersi in gioco con problematiche ambientali, cercare e formulare proposte per migliorare i posti in cui vivono e riflettere sull’importanza e sulla centralità della famiglia nella loro crescita umana e spirituale. Tutti i frutti di queste attività sono stati riportati da ogni parrocchia su tre vagoni, rappresentanti ognuno un ambito (verde per il Creato, rosso per la Famiglia e blu per la Partecipazione), che sono stati uniti tra loro a formare tanti piccoli treni colorati e pieni di spunti e idee, anche pratiche, davvero sorprendenti, dimostrazione che dai bambini e dal loro sguardo innocente e disincantato si può imparare molto ma anche che i nostri ragazzi non vivono in un mondo fiabesco e lontano dalla realtà; al contrario, i ragazzi si guardano intorno, s’interrogano e sono in grado di essere protagonisti di ciò che vivono, di raccontare i loro sogni, di condividere progetti che vogliono mettere in campo per costruire una comunità migliore in cui vivere.

Questo cammino di preparazione al festival però non poteva terminare nelle singole parrocchie! Proprio per questo tutti i ragazzi della nostra ACR diocesana si sono ritrovati lo scorso 5 Giugno ad Aquino per una “Festa degli Incontri” tutta speciale: speciale perché questa volta i ragazzi non si sono solo incontrati per condividere il loro tempo ma si sono scambiati le loro idee, le loro proposte sperimentando già a livello diocesano quello che una delegazione composta da alcuni di loro potrà fare a livello nazionale nel festival di Settembre. Dopo una mattinata di saluti e festa, rallegrata ulteriormente dalla presenza del Vescovo Gerardo che non ci fa mai mancare il suo affetto e la sua vicinanza, e la messa, condivisa con l’accogliente comunità di Aquino, i nostri accierrini si sono raccontati a vicenda le attività che hanno svolto e dopo questo primo momento di condivisione, divisi per fasce, hanno avuto modo di riflettere e condividere ancora. I più piccoli, i ragazzi dai 6 agli 8 anni, hanno trovato delle lettere sparse…il loro compito? Combinarle tra loro in modo da creare una parola, ovvero ABITARE. I ragazzi dai 9 agli 11 anni, invece, si sono sfidati a suon di disegni attraverso i quali dovevano indovinare delle parole: EDUCARE e ANNUNCIARE. Anche i ragazzi dai 12 ai 14 anni si sono cimentati con i disegni ma le parole da indovinare erano ABITARE, USCIRE e TRASFIGURARE. Dunque i cinque verbi che Papa Francesco, proprio nell’Evangelii Gaudium, ha indicato come linee guida per declinare nella quotidianità lo stile del cristiano! Ogni ragazzo di ogni gruppo, una volta scoperto il verbo o i verbi assegnatigli, ha ricevuto tre cartoncini relativi agli ambiti del Creato, della Famiglia e della Partecipazione e su ciascuno di essi ha scritto in che modo un ragazzo dell’ACR può vivere quel verbo, quell’azione nella quotidianità, in famiglia, negli ambienti in cui vive. Durante la preghiera conclusiva, guidata dall’assistente diocesano dell’ACR, Don Ercole, i cartoncini colorati compilati dai ragazzi sono stati mescolati e uniti tra loro per comporre un binario che rappresentasse come i cinque verbi indicati dal Santo Padre non si accostano semplicemente l’uno all’altro ma si intrecciano e attraversano tutti gli ambienti che quotidianamente ciascuno di noi abita!

Sarà proprio quel binario, frutto dell’incontro, della riflessione e del confronto ad essere portato come contributo e segno dalla delegazione diocesana al Festival del Ragazzi!

Con la Festa degli incontri il viaggio dell’ACR in parrocchia finisce, ma anche in questo caso non è la fine del cammino…è solo una fermata! Da qui si parte verso il tempo d’estate eccezionale, naturalmente muniti di biglietto ANDATA e RITORNO….perchè il viaggio perfetto è circolare: la gioia della partenza, la gioia del ritorno!

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