Beato Alberto Marvelli

Alberto-MarvelliAlberto Marvelli, giovane forte e libero, generoso figlio della Chiesa di Rimini e dell’Azione Cattolica, ha concepito tutta la sua breve vita di appena 28 anni come un dono d’amore a Gesù per il bene dei fratelli. “Gesù mi ha avvolto con la sua grazia”, scriveva nel suo diario; “non vedo più che Lui, non penso che a Lui”. Nel difficile periodo della Seconda guerra mondiale, che seminava morte e moltiplicava violenze e sofferenze atroci, il beato Alberto alimentava una intensa vita spirituale, da cui scaturiva quell’amore per Gesù che lo portava a dimenticare costantemente se stesso per caricarsi della croce dei poveri».
Dall’omelia della beatificazione di Giovanni Paolo II

 Secondogenito di sette figli, Alberto Marvelli aderisce all’Azione Cattolica nel 1930, entrando a far parte del gruppo fanciulli cattolici. Qui matura la sua fede con una scelta decisiva: “il mio programma si compendia in una parola: santo”.

Prega con raccoglimento, fa catechismo con convinzione, manifesta zelo, carità, serenità. E’ forte di carattere, fermo, deciso, generoso; ha un forte senso della giustizia. E’ un giovane sportivo e dinamico: ama tutti gli sport: il tennis, la pallavolo, l’atletica, il calcio, il nuoto, le escursioni in montagna. Ma la sua più grande passione sarà la bicicletta, anche come mezzo privilegiato del suo apostolato e della sua azione caritativa

Laureatosi in ingegneria, lavora presso la Fiat. Dopo i tragici eventi del 25 luglio, caduta del fascismo, e l’8 settembre 1943, occupazione tedesca del suolo italiano, Alberto torna a casa a Rimini. Sa qual è il suo compito: diventa l’operaio della carità. Dopo ogni bombardamento è il primo a correre in soccorso ai feriti, a incoraggiare i superstiti, ad assistere i moribondi, a sottrarre alle macerie i sepolti vivi. Non solo macerie, ma anche fame. Alberto distribuiva ai poveri tutto quello che riusciva a raccogliere, materassi, coperte, pentole. Si recava dai contadini e negozianti, comperava ogni genere di viveri. Poi in bicicletta, carica di sporte, andava dove sapeva che c’era fame e malattia. A volte tornava a casa senza scarpe o senza bicicletta: aveva donato a chi ne aveva più bisogno.

Nel periodo dell’occupazione tedesca, Alberto riuscì a salvare molti giovani dalle deportazioni tedesche e a liberare uomini e donne destinati ai campi di concentramento.

Nel 1945 entra a far parte della “Società Operai di Cristo”. Da allora ha numerosi incarichi, fra cui Presidente dei Laureati Cattolici e vice presidente diocesano dei Giovani di Azione Cattolica.

“Non bisogna portare la cultura solo agli intellettuali, ma a tutto il popolo”: Così dà vita ad una università popolare. Apre una mensa per i poveri. Li invita a messa, prega con loro; poi al ristorante scodella le minestre e ascolta le loro necessità. La sua attività a favore di tutti è instancabile: è tra i fondatori delle ACLI, costituisce una cooperativa di lavoratori edili, la prima cooperativa “bianca” nella “rossa” Romagna.

L’intimità con Gesù Eucaristico, non diventa mai ripiegamento su se stesso, alienazione dai suoi impegni e dalla storia. Anzi, quando avverte che il mondo attorno a lui è sotto il segno dell’ingiustizia e del peccato, l’Eucaristia diventa per lui forza per intraprendere un lavoro di redenzione, di liberazione, capace di umanizzare la faccia della terra.

Il prezioso Diario, da lui scritto, è per noi una limpida testimonianza della sua vita interiore, del suo profon­do rapporto con Dio, del suo cammino di santità. L’uomo d’oggi può trovare nella vita di Alberto Marvelli una indicazione significativa per vivere la propria voca­zione alla spiritualità laicale: spiritualità dell’incarna­zione, della condivisione, della testimonianza di un amore che Dio ci ha donato e che vuole rinnovare la mente e il cuore delle persone, che vuole rinnovare la storia. Giovanni Paolo II, in occasione della visita pastorale a Rimini nel 1982, aveva affermato di lui: “Ha mostra­to come, nel mutare dei tempi e delle situazioni, i laici cristiani sappiano dedicarsi senza riserve alla costru­zione del Regno di Dio nella famiglia, nel lavoro, nella cultura, nella politica, portando il Vangelo nel cuore della società.”

La sera del 5 ottobre 1946 si reca in bicicletta a tenere un comizio elettorale; anche lui è candidato per l’elezione della prima amministrazione comunale. Alle 20,30 un camion militare lo investe. Morirà, a soli 28 anni, poche ore dopo senza aver ripreso conoscenza; la madre Maria, forte nel dolore, gli è accanto. La sua tomba, nella chiesa di S. Agostino a Rimini, è meta di continui pellegrinaggi.

È stato beatificato da Giovanni Paolo II, il 5 settembre 2004, a Loreto.

da Scuola di santità, AVE, 2008

Pensieri:

  “Gesù è il primo ed il vero amico, il modello dell’ amicizia perfetta: Gesù non è solo morto per i suoi amici, ma è anche vissuto per essi”.

  “La vita è azione, è movimento, ed anche la mia vita deve essere azione, movimento continuo,  senza pause. Movimento ed azione tendenti all’unico fine dell’uomo: salvarsi e salvare.

  “Gesù mi ha avvolto con la Sua luce, mi ha circondato, non vedo più che Lui, non penso che a Lui, tutto il mondo attorno sparisce, si resta soli con Lui, Lo si prega che sempre prolunghi quegli attimi, che mai sparisca dal nostro sguardo, che sempre ci sia presente a ricordarci il nostro dovere. …infine mi inoltro nel pensiero infinito di Dio, come un povero cieco desideroso di luce”.

 “Quando facciamo qualcosa non dobbiamo chiederci che si dirà di noi, ma piuttosto che avverrà degli altri”.

“È immensamente triste una giovinezza, senza la passione delle altezze”.

 “Vivere come se questo giorno fosse l’ultimo. Lavorare come se non dovessimo mai morire”.

 “Mentre giudichi l’altro, te stesso giudichi. Le stesse cose commetti tu che giudichi”.

 “Non credere di perdere tempo trascorrendo anche delle ore con i bimbi, cercando di divertirli e di renderli più buoni. Gesù stesso li prediligeva e li teneva vicino a sé. E le parole buone dette a loro  non saranno mai troppe.”

Preghiera per chiedere l’intercessione del Beato Alberto Marvelli

O Dio, Padre onnipotente, ricco di misericordia, Ti ringraziamo per averci donato in Alberto Marvelli un segno del tuo amore per noi. Noi contempliamo le meraviglie che hai operato nella sua vita: la solida vita di preghiera, il generoso impegno sociale e politico, l’amore ardente per i poveri. In ogni ambito della sua vita ha praticato eroicamente la fede, la speranza e la carità. Ti chiediamo, Padre, per intercessione di Alberto, concedici di imitarne le virtù e diventare come lui testimoni del Tuo amore nel mondo. Ti chiediamo anche ogni grazia spirituale e materiale. Ti chiediamo pace e salvezza per la Tua Chiesa, che Alberto ha amato e servito. Fa’ che Alberto sia conosciuto in tutta la Chiesa a gloria e onore del Tuo nome. Amen