Insieme ai sacerdoti: raccontiamo il nostro don Ercole

Insieme ai sacerdoti: racconta il tuo “don”. Questo il bando nazionale realizzato in collaborazione tra l’Azione Cattolica Italiana e il Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa della CEI (Spse) a cui la responsabile ACR Daniela Lecce decide di partecipare raccontando la figura del nostro assistente diocesano di ACR, don Ercole Di Zazzo.
In un momento storico particolarmente difficile della nostra diocesi (l’allora diocesi Sora-Aquino-Pontecorvo), la sua nomina ad assistente diocesano ha riportato entusiasmo e speranza, facendosi compagno di viaggio di tutti noi educatori nella difficoltà e nella gioia, prezioso esempio nel servizio ai più piccoli.
Le parole di Daniela sono le parole di tutti gli educatori che lo hanno conosciuto, che hanno incrociato la sua strada, anche per brevi tratti, che hanno toccato con mano la sua voglia di spendersi gratuitamente verso tutti, sporcandosi le mani e indossando il grembiule del servizio, facendosi piccolo in mezzo ai piccoli. Sono le parole di quegli educatori che hanno avuto in lui una guida spirituale assaporando con lui la parola buona del Vangelo e sperimentando la bellezza di mettersi alla sequela di Gesù.
Non abbiamo vinto il premio atteso ma rimane il fatto che il nostro assistente è una testimonianza autentica di vita associativa che vogliamo condividere con tutti.

“Caro il mio don… no, non ci siamo.
Caro prete mio… togliamo il “caro” che non ci appartiene e finalmente ci siamo, restano le due parole che più di tutte raccontano chi sei e come, diventando assistente diocesano ACR, hai segnato la vita associativa di tutti noi educatori e dei nostri ragazzi. Due parole che però, trattandosi di te, assumono un significato e un valore non comuni.
Prete, perché compagno di viaggio senza età. Non ti ho mai visto né davanti né dietro di me, ma sempre al mio fianco, presenza discreta e determinante al tempo stesso. Le tue parole sono sempre state poche ma essenziali e soprattutto giuste in ogni occasione. Quelli con cui non ti sei mai risparmiato sono invece i bambini e i ragazzi con i quali spesso ti sei mescolato, tuffandoti nei loro giochi e i loro balli, tanto da essere il primo che dovevo richiamare per riportare l’ordine ai campi scuola!
Prete, perché pastore … e ariete! Sei stato testimonianza autentica dell’amore del Signore per i piccoli con le parole e i gesti che spesso improvvisavi, cogliendo di sorpresa anche me, superando le formalità e il perfezionismo per arrivare diritto al loro cuore. Ma sei stato spesso anche ariete, non solo perché sei nato il 31 di marzo, ma perché farti cambiare idea è sempre stato quasi impossibile e quale conquista sentirti dire “sì, avevi ragione tu!”
Mio, perché mio ansiolitico naturale fin dal primo giorno. All’inizio del mio incarico alla mia disperata affermazione “dobbiamo ricominciare tutto da capo e siamo solo io e te” tu mi hai ripreso dicendo “ ti sbagli, siamo almeno quattro o cinque: io, tu, lo Spirito Santo e la Vergine Maria, di cosa hai paura?” Coraggio, tanto coraggio… Mi hai insegnato a fidarmi e ad affidarmi, a credere che c’è molto di più oltre quello che facciamo e che siamo noi e la Bellezza che riempie oggi le nostre vite in AC ne è la prova.
Mio, perché mia croce e delizia. Parlare a telefono con te… impresa titanica! Ho imparato però con il tempo che quando rispondevi ai miei messaggi, con le solite otto-dieci domande, semplicemente “OK” in realtà volevi solo dire “ne parliamo domani, ora sono troppo stanco”, completamente assorbito dai tuoi mille impegni parrocchiali ai quali non ti sei mai sottratto, perché tu non dici di no a nessuno. E pecco di orgoglio ogni volta che qualcuno scopre quale grande dono sei per la vita di chi ti incontra. Indimenticabile il primo campo scuola educatori nazionale che abbiamo fatto insieme; vennero in tanti a dirmi che ero molto fortunata a condividere la mia esperienza associativa con te dopo averti visto scherzare e ballare con i ragazzi tutta la sera e poi restare fino alle due di notte con loro per confessarli tutti.
Senza il “prete mio” mi sarei arresa presto alle mie insicurezze e alle tante difficoltà di questa avventura nonostante tutto magnifica e totalizzante che è il servizio educativo in AC.
A te oggi posso solo dire grazie e come ho fatto più volte in questi anni ripeterti “Prete non cambiare mai!”
La Resp