A noi la parola, un Festival a misura di bambini che sognano in grande!

 

“Voi siete missione”: è con questo mandato che si è concluso il Festival dei Ragazzi svoltosi a Roma dal 9 all´11 settembre 2016. Il Festival, dal titolo “A noi la parola”, nasce come evento conclusivo di un cammino durato un intero anno associativo che ha visto impegnati tutti gli accierrini d´Italia a confrontarsi con temi di Dottrina Sociale, spesso considerati da grandi. Questo progetto fortemente voluto dall´Azione Cattolica Italiana, in particolar modo dalla responsabile nazionale Anna Teresa Borrelli e dall´assistente dell´articolazione Don Marco Ghiazza, ha dimostrato che anche i piccoli possono e devono partecipare e dire la loro sugli importanti temi affrontati, Creato, Famiglia e Partecipazione, i piccoli che non sono semplici “ripetitori” delle idee e delle scelte degli adulti, ma protagonisti capaci di dare il loro contributo originale alla vita della Chiesa e del Paese. Il lavoro iniziato nelle singole parrocchie, riassunto in un evento diocesano alla fine dello scorso anno associativo si è concluso con la scelta di 12 piccoli delegati provenienti da diverse parrocchie della nostra diocesi che insieme ad altri 1000 bambini italiani e ad una piccola rappresentanza delle AC del mondo (Romania, Albania, Spagna, Argentina, Malta e Terra Santa) si sono riuniti a Roma per partecipare al Festival. Giochi, attività e musica hanno scandito le giornate di Roma che hanno avuto come momento cardine la giornata di sabato durante la quale i bambini hanno partecipato all’udienza di Papa Francesco in Piazza San Pietro al mattino e al confronto con le autorità nell’aula Paolo VI durante il pomeriggio. Ad ascoltare quanto i ragazzi avevano da dire erano presenti in sala Mons. Nunzio Galantino, presidente della CEI, Laura Baldassarre, assessore alla persona, alla scuola e alla comunitá solidale del comune di Roma, Filomena Albano, garante per l´infanzia e l´adolescenza e Matteo Truffelli, presidente nazionale dell´Azione Cattolica Italiana. I quattro ospiti hanno ascoltato e hanno preso impegni nei confronti dei piccolissimi e dei ragazzi della nostra associazione, gettando le basi di un cammino condiviso e possibile nel quale i piccoli siano veri protagonisti della loro e della nostra storia.

Non potevo che concludere dando la parola ai ragazzi per avere un loro messaggio sull´esperienza vissuta:

“Il 9, 10 e 11 Settembre sono stata a Roma con l´ACR per partecipare al Festival dei Ragazzi. Ho trascorso tre giorni stupendi nei quali abbiamo svolto molte attività, ho imparato molte cose nuove e fatto amicizia con tanti bambini sia italiani che stranieri. Sabato mattina ci siamo alzati presto per assistere all´udienza con Papa Francesco in piazza San Pietro. L’incontro con il Papa è stato un momento meraviglioso che ricorderò per tutta la vita”

Michela (6-8, S.Costanzo V. e S. Tommaso D’Aquino in Aquino)

 

“Del Festival dei Ragazzi mi ha colpita la tranquillità del Papa mentre parlava davanti a moltissima gente”

Arianna (9-11, Chiesa Madre in Cassino)

 

“ I giorni 9, 10 e 11 settembre si è svolto a Roma il Festival dei ragazzi di Azione Cattolica. In rappresentanza della diocesi SCAP per la parrocchia di San Giovanni, abbiamo partecipato Serena ed io. Il 9 mattina, presso la stazione ferroviaria di Cassino ci siamo ritrovati con gli altri rappresentanti diocesani ed è iniziato cosí il nostro cammino. Giunti a Roma abbiamo incontrato i ragazzi dell´ACR di tutta Italia. In questi giorni abbiamo spiegato i tre temi Famiglia, Creato e Partecipazione dal nostro punto di vista, mentre la sera abbiamo ballato con le esibizioni dell´ACR Band di Cerreto: sono stati davvero bravi! Il momento piú emozionante e toccante è stato sicuramente l´udienza con il Santo Padre. Ho conosciuto molte persone e ho imparato che noi siamo “Missione”. Ringrazio di cuore le educatrici che mi hanno accompagnato in questo viaggio”

Claudia (12-14, San Giovanni Battista in Cassino)

Tornati a casa da questa magnifica esperienza con le pile ricaricate è tempo di essere CIRCOndati di GIOIA, pronti ad iniziare alla grande il nuovo anno associativo continuando a dare voce e forma ai nostri sogni ricordando che siamo una missione su questa terra!

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Ramona Vecchio

“Il tempo libera lo spazio”. Incontro e confronto verso la XVI Assemblea nazionale.

Realtà, festa, unitarietà, Giubileo, Chiesa, associazione e ricordo. Sono le parole con le quali è possibile riassumere il Convegno per i Presidenti diocesani e gli Assistenti unitari che si è svolto a Roma nella Domus Pacis in contemporanea con il Festival dei Ragazzi dell’ACR.
“Il tempo libera lo spazio” è il tema scelto per questo appuntamento, prendendo spunto da uno dei quattro principi enunciati da papa Francesco nella Evangelii Gaudium per la costruzione del bene comune e della pace sociale nella quarta parte del suo documento: il tempo è superiore allo spazio (EG 223). Dopo i saluti, il Presidente nazionale, Matteo Truffelli, ha tracciato il tema del convegno: il nostro impegno, la nostra vita, il nostro tempo devono essere come un seme gettato per generare dei processi atti a rinnovare la Chiesa dei cui frutti non dobbiamo preoccuparci, ma affidarci semplicemente al Signore. Quindi è stata introdotta la tavola rotonda. Il moderatore, Fabio Zavattaro (vaticanista della Rai), insieme a Giuseppina Paterniti (vice direttore del TGR della RAI e corrispondente a Bruxelles sede delle istituzioni europee) e Gennaro Ferrara (giornalista di TV2000), ci hanno aiutato a confrontarci con il nostro tempo, “guardando fuori l’associazione e facendoci guardare da fuori”. In particolare gli ospiti, ci hanno offerto uno sguardo sulla realtà che rappresenta una delle dimensioni del tempo. La Paterniti, grazie alla sua esperienza delle politiche comunitarie, prendendo spunto dalle parole del papa, ha sottolineato che il cambiamento d’epoca dovuto alla crisi economica e l’abuso della tecnologia ha portato ad una mancanza di percezione dell’altro e ad una crisi sociale, che come conseguenza stanno generando una crisi della democrazia. Crisi che può essere superata solo con l’assunzione della realtà come tempo nel quale siamo chiamati a vivere e assunzione della responsabilità nella ricostruzione del tessuto sociale, partendo dall’attenzione verso i più poveri. Gennaro Ferrara, ha sollecitato i Presidenti ad avere quella inquietudine augurata da papa Francesco nel convegno di Firenze, che ci sprona al discernimento della realtà per il superamento della crisi sociale. In serata abbiamo condiviso con i nostri ragazzi dell’ACR la festa del loro Festival “A noi la parola” fatta di musica, divertimento e testimoni.
Il sabato mattina, in piazza San Pietro abbiamo partecipato all’udienza Giubilare con papa Francesco, che prendendo spunto dal brano tratto dalla prima lettera di Pietro (1 Pt 1, 18-21), ha dato risalto ai termini redenzione e misericordia invitandoci, a termine del suo intervento, a ripetere le parole del salmo 130: “con il Signore è la misericordia e grande con Lui è la redenzione”. È Dio che libera veramente l’uomo illuso dalla propria presunta libertà, mediante la sua misericordia, il suo amore sconfinato. Subito dopo questo momento ci siamo messi in coda con le altre trentamila persone in piazza per il passaggio della Porta Santa.
Lasciati i ragazzi dell’ACR all’incontro con alcuni ospiti nell’aula Paolo VI, il pomeriggio ci ha visti impegnati nei lavori di gruppo sul Documento assembleare o per usare le parole della Presidenza, sullo Strumento di lavoro “Fare nuove tutte le cose”. In particolare, i laboratori trattavano i quattro principi dell’Evangelii Gaudium: “la realtà è più importante dell’idea”, attenti al contesto; “il tempo è superiore allo spazio”, quali processi innescare; “il tutto è superiore alla parte”, quale AC per questi contesti; “l’unità prevale sul conflitto”, quali alleanze costruire. Nella prima parte dei lavori, i Presidenti diocesani sono stati invitati, attraverso una tabella, a riflettere personalmente sulle caratteristiche positive e negative del proprio territorio. La seconda parte, consisteva nel raccontare come le più importanti di queste caratteristiche incidessero sulla vita associativa. La terza fase, ci ha portato ad individuare alcune attenzioni da attuare per il coinvolgimento dei vescovi, delle curie, dei parroci e di altre associazioni e per preparare bene le assemblee. L’obiettivo dell’ultima parte, aveva come scopo principale quello di offrire alla Commissione per il Documento assembleare e al Consiglio nazionale riflessioni e indicazioni per la preparazione della XVI Assemblea Nazionale.
Subito dopo ci siamo ritrovati in plenaria, per il ricordo di mons. Mansueto Bianchi. Il momento di preghiera vissuto con grande raccoglimento e commozione, grazie a passi del Vangelo di Marco, alle riflessioni di mons. Bianchi e al ricordo del Presidente Truffelli, ci hanno aiutato nella riflessione sulle caratteristiche del discepolo chiamato a seguire Gesù attraverso l’asperità della lotta contro il male.
Domenica mattina dopo la Celebrazione Eucaristica, presieduta da don Antonio Mastantuono, neo vice assistente generale, si aperto il dibattito sollecitato dalle riflessioni dei lavori di gruppo e che è stato concluso dalle risposte del Presidente nazionale. Il tempo, dimensione della storia e dell’esistenza umana esige formazione, responsabilità e volontà di starci dentro, perché nel tempo ci sono le persone e c’è il territorio. Questo impegno, che l’AC ha tutte le carte in regola per assumerlo, richiede di costruire alleanze con chi avverte insieme a noi le urgenze ed i bisogni della nostra epoca. E poi, c’è la storia, nella quale l’AC si è sentita sempre immersa, contribuendo a costruire la società civile e la Chiesa (numerosi i riferimenti al 29 Aprile, giorno nel quale tutta l’Associazione, insieme a tutti i suoi amici, festeggerà a Roma il suo 150° anno di vita). E come si possono vivere queste dimensioni? Attraverso la parrocchia, che nonostante i cambiamenti continua ad essere “esperienza decisiva per la vita delle persone”. Infine, Truffelli, ha fatto riferimento al cammino assembleare, che non è una formalità da espletare, ma occasione per generare quei processi che possono cambiare la storia e non è tempo perso ma un tempo vissuto con ricchezza.
Per molti dei partecipanti, questo è stato l’ultimo convegno vissuto come Presidenti diocesani e quindi sono state molte le dimostrazioni di gratitudine alla Presidenza nazionale ma, soprattutto, a tutta l’Associazione per quanto di bello e coinvolgente è stato possibile vivere in questi anni, perché parafrasando quanto detto da mons. Mansueto Bianchi, l’AC è una Chiesa bellissima.
Antonio Accettola e Giampaolo Pontone, presidenti diocesani

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“A NOI LA PAROLA”. Viaggiando verso il FESTIVAL DEI RAGAZZI

3…2…1… in carrozza! Ma dove si va?
Questa mattina una delegazione di bambini e ragazzi dell’Azione cattolica della nostra diocesi è in viaggio verso Roma dove insieme ai loro coetanei provenienti dalle altre diocesi d’Italia parteciperà al tanto atteso Festival dei ragazzi, un incontro nazionale per confrontarsi e portare la voce di tutti i loro coetanei su alcuni ambiti della Dottrina sociale della Chiesa.
Durante gli scorsi mesi, prima nelle singole parrocchie e successivamente in diocesi, partendo dalle loro realtà e dal loro quotidiano, i ragazzi si sono lasciati interrogare ” a loro misura” sui temi della famiglia, luogo di incontro e di comunione, del creato, per scoprirsi custodi della bellezza di ciò che ci circonda, e della partecipazione alla vita democratica, per essere costruttori del bene comune. I ragazzi si sono lasciati coinvolgere nella riflessione sulle tre tematiche declinandole poi con i cinque verbi indicati da Papa Francesco durante i giorni del Convegno Ecclesiale di Firenze, cinque vie per il nuovo umanesimo, imparando ad accogliere la Parola di Dio nella vita di tutti i giorni, nella loro famiglia, nella natura che li circonda e nelle città che abitano perché il vivere nel mondo è il vero stile del cristiano.
Con questa iniziativa, l’Azione Cattolica ha voluto accogliere l’invito di Papa Francesco rivolto alla Chiesa tutta: “In ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii Gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni, specialmente sulle tre o quattro priorità che avrete individuato in questo convegno. Sono sicuro della vostra capacità di mettervi in movimento creativo per concretizzare questo studio. Ne sono sicuro perché siete una Chiesa adulta, antichissima nella fede, solida nelle radici e ampia nei frutti”.
“A noi la parola” è dunque un’occasione preziosa per far arrivare la voce di tutti gli accierrini d’Italia al mondo degli adulti, perché anche i più piccoli sono protagonisti nella costruzione delle nostre Chiese locali e della nostra Associazione.
E allora vogliamo augurare a Simone, Irene, Luigi, Beatrice, Michela, Claudia, Serena, Tiziano Antonio, Arianna, Antonio, Chiara Laura, Giorgia e ai loro accompagnatori un buon viaggio e soprattutto buon Festival!

Per saperne di più leggi anche  http://acsoracassino.org/dalle-parrocchie-alla-diocesi-festa-degli-incontri-dare-agli-accierrini-la-parola/

Per ogni ulteriore informazione sull’iniziativa: http://acr.azionecattolica.it/noi-la-parola

“Andare” con entustiasmo e “ritornare” con gioia: un campo ACR sui passi di Giuseppe!


Come ogni estate, l’ACR diocesana si è data appuntamento per due campi scuola, prima dall’1 al 4 agosto per i bambini dai 6 agli 11 anni che hanno poi “passato il testimone” ai ragazzi dai 12 ai 14 anni per i successivi giorni, dal 4 al 7 agosto, presso la struttura adiacente il Santuario di Maria Santissima Addolorata a Castelpetroso, in provincia di Isernia.
L’estate, infatti, è una stagione eccezionale che riesce ad offrire la possibilità a tutti i ragazzi dell’ACR di continuare a viaggiare verso Gesù.
Proprio in questo contesto, bambini  e ragazzi provenienti dalle parrocchie della nostra diocesi sono stati invitati a vivere questa forte e arricchente esperienza del campo scuola, accompagnati da una figura straordinaria, la cui storia viene raccontata nella Genesi: GIUSEPPE.
La vita di Giuseppe è un vero e proprio viaggio, dapprima di andata lontano da suoi fratelli e poi di ritorno verso loro. Attraverso la sua affascinante storia, Giuseppe ci ha insegnato che nonostante le fatiche, le sofferenze provate, costretto ad essere lontano dall’affetto del padre a causa dell’odio dei suoi fratelli, anche nella prova più difficile il Signore non ci abbandona mai. Giuseppe infatti scopre il suo talento come interprete di sogni, realizza la sua vocazione partecipando la progetto che Dio ha per lui riservato, salvando non solo se stesso ma un popolo intero e perdonando persino i suoi fratelli che lo avevano abbandonato.
In questo viaggio i ragazzi sono stati accompagnati dagli educatori, dal nostro assistente diocesano Don Ercole Di Zazzo e dalla responsabile ACR Daniela Lecce.
Le intense giornate sono trascorse all’insegna delle attività e di momenti di preghiera, come la celebrazione penitenziale, e di alcuni istanti di riflessione personale in cui i ragazzi hanno stilato la propria “regola di vita” per mettere in pratica quanto imparato sull’esempio di Giuseppe ma non sono mancati anche divertenti giochi, balli e canti.
Nel campo ACR dei 12-14 invece, senz’altro emozionante è stato il momento del deserto, una delle attività, in cui ragazzi, percorrendo la Via Lucis, si sono dedicati al proprio discernimento attraverso la lettura dei riferimenti biblici aiutati dalle preziose indicazioni di Don Ercole.

Speciale è stata la serata finale di entrambi i campi in cui i ragazzi, suddivisi per squadra attraverso la lettura e l’interpretazione di un brano biblico sulla storia di Giuseppe, hanno dato vita al musical “Giuseppe e i suoi fratelli”.  L’idea è stata proprio quella di rendere pienamente protagonisti del campo i nostri ragazzi, dando cosi loro la possibilità di creare con la loro fantasia e creatività un qualcosa di speciale utilizzando ciascuno i propri talenti ma soprattutto la voglia di essere gruppo.

Altro momento bellissimo per i nostri ragazzi , è stato quello dedicato ai passaggi dei ragazzi quattordicenni che l’anno prossimo continueranno il loro cammino di fede nei giovanissimi perchè l’Azione Cattolica è un percorso di vita all’interno di una grande famiglia.
Entrambi i campi poi si sono conclusi con la Santa Messa insieme alle famiglie, momento bello di condivisione del lavoro svolto insieme durante i giorni dove i genitori hanno potuto conoscere la splendida esperienza che i loro ragazzi hanno vissuto, ripercorrendone ogni momento con i simboli della storia di Giuseppe.

La regola di vita che i ragazzi hanno meditato nei giorni di campo è stata da loro appuntata su di una veste bianca, ricordo e simbolo della veste battesimale, che alla fine del campo è stata cucita per trasformarsi in un cuscino che ognuno di loro ha portato con sè affinchè gli ricordasse di non smettere mai di fare grandi sogni ma soprattutto di non smettere mai di cercare di comprendere quale grande sogno abbia Dio per la loro vita.

In questo periodo di ritorno alla quotidianità dopo le vacanze, a pochi giorni anche dalla ripresa delle attività dell’ACR in parrocchia l’augurio per tutti i nostri accierrini è di riuscire a dare un nome ai loro sogni e di avere l’entusiasmo e l’energia di trasformarli in realtà sotto lo sguardo amorevole di Dio e con l’aiuto e la vicinanza non solo degli amici di sempre ma anche dei nuovi amici incontrati in quest’estate perchè se l’andata verso l’estate è stata carica dell’entusiasmo delle aspettative il ritorno verso la vita di tutti i giorni sia pieno della gioia delle nuove cose e persone conosciute.

Simona Bianchi

Foto: Cesare Palmigiani e Sara Cipullo

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