“Il tempo libera lo spazio”. Incontro e confronto verso la XVI Assemblea nazionale.

Realtà, festa, unitarietà, Giubileo, Chiesa, associazione e ricordo. Sono le parole con le quali è possibile riassumere il Convegno per i Presidenti diocesani e gli Assistenti unitari che si è svolto a Roma nella Domus Pacis in contemporanea con il Festival dei Ragazzi dell’ACR.
“Il tempo libera lo spazio” è il tema scelto per questo appuntamento, prendendo spunto da uno dei quattro principi enunciati da papa Francesco nella Evangelii Gaudium per la costruzione del bene comune e della pace sociale nella quarta parte del suo documento: il tempo è superiore allo spazio (EG 223). Dopo i saluti, il Presidente nazionale, Matteo Truffelli, ha tracciato il tema del convegno: il nostro impegno, la nostra vita, il nostro tempo devono essere come un seme gettato per generare dei processi atti a rinnovare la Chiesa dei cui frutti non dobbiamo preoccuparci, ma affidarci semplicemente al Signore. Quindi è stata introdotta la tavola rotonda. Il moderatore, Fabio Zavattaro (vaticanista della Rai), insieme a Giuseppina Paterniti (vice direttore del TGR della RAI e corrispondente a Bruxelles sede delle istituzioni europee) e Gennaro Ferrara (giornalista di TV2000), ci hanno aiutato a confrontarci con il nostro tempo, “guardando fuori l’associazione e facendoci guardare da fuori”. In particolare gli ospiti, ci hanno offerto uno sguardo sulla realtà che rappresenta una delle dimensioni del tempo. La Paterniti, grazie alla sua esperienza delle politiche comunitarie, prendendo spunto dalle parole del papa, ha sottolineato che il cambiamento d’epoca dovuto alla crisi economica e l’abuso della tecnologia ha portato ad una mancanza di percezione dell’altro e ad una crisi sociale, che come conseguenza stanno generando una crisi della democrazia. Crisi che può essere superata solo con l’assunzione della realtà come tempo nel quale siamo chiamati a vivere e assunzione della responsabilità nella ricostruzione del tessuto sociale, partendo dall’attenzione verso i più poveri. Gennaro Ferrara, ha sollecitato i Presidenti ad avere quella inquietudine augurata da papa Francesco nel convegno di Firenze, che ci sprona al discernimento della realtà per il superamento della crisi sociale. In serata abbiamo condiviso con i nostri ragazzi dell’ACR la festa del loro Festival “A noi la parola” fatta di musica, divertimento e testimoni.
Il sabato mattina, in piazza San Pietro abbiamo partecipato all’udienza Giubilare con papa Francesco, che prendendo spunto dal brano tratto dalla prima lettera di Pietro (1 Pt 1, 18-21), ha dato risalto ai termini redenzione e misericordia invitandoci, a termine del suo intervento, a ripetere le parole del salmo 130: “con il Signore è la misericordia e grande con Lui è la redenzione”. È Dio che libera veramente l’uomo illuso dalla propria presunta libertà, mediante la sua misericordia, il suo amore sconfinato. Subito dopo questo momento ci siamo messi in coda con le altre trentamila persone in piazza per il passaggio della Porta Santa.
Lasciati i ragazzi dell’ACR all’incontro con alcuni ospiti nell’aula Paolo VI, il pomeriggio ci ha visti impegnati nei lavori di gruppo sul Documento assembleare o per usare le parole della Presidenza, sullo Strumento di lavoro “Fare nuove tutte le cose”. In particolare, i laboratori trattavano i quattro principi dell’Evangelii Gaudium: “la realtà è più importante dell’idea”, attenti al contesto; “il tempo è superiore allo spazio”, quali processi innescare; “il tutto è superiore alla parte”, quale AC per questi contesti; “l’unità prevale sul conflitto”, quali alleanze costruire. Nella prima parte dei lavori, i Presidenti diocesani sono stati invitati, attraverso una tabella, a riflettere personalmente sulle caratteristiche positive e negative del proprio territorio. La seconda parte, consisteva nel raccontare come le più importanti di queste caratteristiche incidessero sulla vita associativa. La terza fase, ci ha portato ad individuare alcune attenzioni da attuare per il coinvolgimento dei vescovi, delle curie, dei parroci e di altre associazioni e per preparare bene le assemblee. L’obiettivo dell’ultima parte, aveva come scopo principale quello di offrire alla Commissione per il Documento assembleare e al Consiglio nazionale riflessioni e indicazioni per la preparazione della XVI Assemblea Nazionale.
Subito dopo ci siamo ritrovati in plenaria, per il ricordo di mons. Mansueto Bianchi. Il momento di preghiera vissuto con grande raccoglimento e commozione, grazie a passi del Vangelo di Marco, alle riflessioni di mons. Bianchi e al ricordo del Presidente Truffelli, ci hanno aiutato nella riflessione sulle caratteristiche del discepolo chiamato a seguire Gesù attraverso l’asperità della lotta contro il male.
Domenica mattina dopo la Celebrazione Eucaristica, presieduta da don Antonio Mastantuono, neo vice assistente generale, si aperto il dibattito sollecitato dalle riflessioni dei lavori di gruppo e che è stato concluso dalle risposte del Presidente nazionale. Il tempo, dimensione della storia e dell’esistenza umana esige formazione, responsabilità e volontà di starci dentro, perché nel tempo ci sono le persone e c’è il territorio. Questo impegno, che l’AC ha tutte le carte in regola per assumerlo, richiede di costruire alleanze con chi avverte insieme a noi le urgenze ed i bisogni della nostra epoca. E poi, c’è la storia, nella quale l’AC si è sentita sempre immersa, contribuendo a costruire la società civile e la Chiesa (numerosi i riferimenti al 29 Aprile, giorno nel quale tutta l’Associazione, insieme a tutti i suoi amici, festeggerà a Roma il suo 150° anno di vita). E come si possono vivere queste dimensioni? Attraverso la parrocchia, che nonostante i cambiamenti continua ad essere “esperienza decisiva per la vita delle persone”. Infine, Truffelli, ha fatto riferimento al cammino assembleare, che non è una formalità da espletare, ma occasione per generare quei processi che possono cambiare la storia e non è tempo perso ma un tempo vissuto con ricchezza.
Per molti dei partecipanti, questo è stato l’ultimo convegno vissuto come Presidenti diocesani e quindi sono state molte le dimostrazioni di gratitudine alla Presidenza nazionale ma, soprattutto, a tutta l’Associazione per quanto di bello e coinvolgente è stato possibile vivere in questi anni, perché parafrasando quanto detto da mons. Mansueto Bianchi, l’AC è una Chiesa bellissima.
Antonio Accettola e Giampaolo Pontone, presidenti diocesani

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