Befana in famiglia: un rito che rende l’ordinario straordinario!

Sono anni ormai che la Caritas Diocesana ci invita a dare il nostro SI per  questa giornata nella Casa Circondariale di Cassino,  un piccolo prolungamento delle feste natalizie che ormai non è un mero appuntamento isolato ma è un vero e proprio rito, come lo intende la volpe ne “Il piccolo Principe” del celebre libro di Antoine de Saint-Exupéry,: “Il rito è quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore…” aggiungiamo noi, che rende straordinario l’ordinario, rito in cui i padri possono riabbracciare i loro figli e vivere così un momento di festa. Quest’anno reso ancora più speciale, non solo dal fatto che quelle poche ore sono state integrate con il pranzo tutti insieme , ma anche dalla presenza delle madri che hanno addolcito una giornata che già di per sè riscalda il cuore. Per noi, chiamati a essere dei piccoli aiutanti della Befana, è stato da subito un rimboccarsi le maniche, cercando di curare nel dettaglio l’animazione. Nei giorni precedenti abbiamo organizzato le attività, come si fa per qualunque altra festa cercando di non tralasciare nulla, dando la dovuta attenzione alla situazione delicata. Arrivato il giorno atteso tutto ciò che avevamo pensato è rimasto quasi sospeso , troppe le emozioni, gli sguardi di trepidazioni e il misto di gioia, timore e imbarazzo all’apertura dei cancelli, quelle fredde chiavi che ruotano e quel rumore metallico di porte che si aprono e si chiudono. All’inizio quella sensazione di inadeguatezza tarda ad andare via ma forse anche questo fa parte dello straordinario. Il pranzo tutti insieme ne è un esempio. Stare lì immersi tra abbracci, sguardi che sanno più di mille parole e quel pranzo ricco di “cose buonissime”, per dirla con le parole di chi non assaporava da tanto quel gusto di stare semplicemente insieme in famiglia, ci ha fatto sentire un po’ intrusi, intrusi che in punta di piedi hanno imparato ad aspettare il tempo necessario per entrare in quel mondo e essere parte del rito. Dopo il pranzo tutto quello che avevamo preparato ci è sembrato così superfluo, l’unica cosa che contava era prolungare il più possibile quella gioia. Così, “circondati di gioia” non abbiamo fatto altro che ballare e giocare fino al momento tanto atteso: l’arrivo della Befana!. Con tanto di nasone, cappello e scopa, la Befana ha conquistato grandi e piccini, dando un dono a tutti ma soprattutto la gioia che quel rito ha portato nella normalità straordinaria che queste famiglie aspettano. Al fine di questa esperienza a noi non è rimasto che sedere sul muretto lì fuori la Casa Circondariale a scambiarci sguardi pieni di commozione e tentare di spiegare quello che porteremo nel cuore,arricchito più che mai. Beatrice, Francesca, Francesco, Manuela e Ramona