Adulti – Giovani di AC: la nuova parola chiave per un’attenzione particolare

100_2426Il progetto di un’attenzione particolare per la fascia degli adulti – giovani di AC, costituisce un’assoluta novità per la nostra diocesi ed è una novità che si sta cominciando ad estendere in tutta l’Azione Cattolica. L’AC, infatti, è consapevole che la sconfinata fascia del mondo degli adulti è diventata talmente variegata e complessa da dover essere trattata per sotto fasce separate.

Da questa riflessione sono nate già delle attenzioni particolari, prima tra tutte quella per le Famiglie e adesso quella per gli adulti-giovani che ora più che mai, per esigenze di vita, di tempi e di problematiche, non possono essere semplicemente associati ai giovani e tantomeno agli adultissimi.

Da dove siamo partiti: Premettendo che come Adulti – Giovani vogliamo intendere principalmente la fascia che va dai 30 fino ai 45 anni circa, in accordo con il quadro che la società stessa ci propone, guardando alla realtà della nostra AC diocesana, l’analisi è presto fatta.

Se osserviamo le vite e soprattutto i ritmi delle persone di questa fascia, li riscontriamo certamente molto stretti e vincolati da esigenze ampissime e varie, che lasciano poco spazio per coltivare un cammino regolare di formazione e/o di catechesi per se stessi, se non per coloro che sono fortemente motivati a ritagliare del tempo per attività di carattere pastorale.

Da questo nasce la necessità di pensare a questa fascia in modo completamente “nuovo” e fuori dagli schemi classici, utilizzando modalità diverse che vanno adattate e calate nella nostra specifica realtà e situazione contingente.

La nostra Missione: La missione che l’AC diocesana e in particolare leequipe adulti – giovani della zona Nord e della zona Sud della diocesi (perché proprio di “missione” dobbiamo parlare in questo caso) è di allargare lo sguardo all’orizzonte per abbracciare e accogliere quelli che, inconsapevolmente cercano un cammino di fede; tra questi ci sono coloro che, in ricordo di attività fatte da giovani vorrebbero ritrovare in una forma consona alla loro condizione attuale per temi e tempi, un’esperienza analoga ma rinnovata (e vi assicuriamo che persone tali ce ne sono), e coloro che sarebbero “nuovi” e potrebbero rimanere stupiti dalla stessa proposta che potrebbe essere fatta loro in un modo totalmente diverso da quello che potrebbero aspettarsi.

I nostri Obiettivi Insomma dove vogliamo arrivare? Vorremmo creare una “rete” di relazioni di persone, che possano riconoscersi in un’esperienza nuova e comune, che risponda ai criteri di una proposta cattolica, utilizzando anche, ma non solo, gli strumenti formativi dell’Azione Cattolica (come ad esempio la Guida Adulti o la Guida Giovani che possono fornire degli spunti sicuramente interessanti).

Fare in modo che le persone possano iniziare a conoscersi tra loro, anche partendo dal punto di vista “virtuale”, vista la difficoltà chiara di poter creare il classico “gruppo”, utilizzando social network e sfruttando i legami relazionali che già esistono con persone “vicine” e persone “meno vicine” o persone che erano “vicine” una volta, tanto tempo fa.

Il concetto su cui fondiamo il nostro obiettivo si può sintetizzare in questo slogan: “Nessuno è escluso”, ricordandoci che potremo avvicinare gli altri solo con tre parole base: “Permesso, Scusa, Grazie!!”, sempre con lo stile missionario e pastorale che lo stesso papa Francesco ci invita a praticare continuamente.

Abbiamo ritenuto necessaria questa breve presentazione e sintesi, per spiegare al meglio da dove siamo partiti e quale è la nostra “attenzione” (per dirla in termini AC).

Inizia il cammino: L’AC per noi è e sarà la password (parola chiave) per essere una Chiesa in Azione e la Chiesa è la pass – world (apertura al mondo) per quella comunione universale che si riassume nella nostra identità Cattolica a cui tutti facciamo riferimento.

La Venerabile Nennolina – Una piccolissima di AC che ha percorso la “superstrada” che conduce a Gesù

Cara Antonietta di Gesù,

oggi, per noi, sei stata come un raggio di sole dopo la tempesta. Uno spiraglio di luce viva in questo periodo così buio e difficile. Siamo arrivati con il cuore appesantito dalle brutture del nostro tempo e tu ci hai risollevato.

Sappiamo che tu la vita è stata breve, ma sicuramente il tuo cammino è stato come una superstrada, veloce, diretto, sicuro verso Gesù. Un piccolo paragone che ci rimanda ai nostri ragazzi dell’ACR e allo slogan di qualche anno fa: “Superstrada con te” cantato tante volte dai nostri ragazzi ma, sotto sotto anche dai giovani e perfino dagli adulti di AC.

Seguendo le orme di Armida Barelli che già nel 1941 la desiderava santa, il Settore Adulti dell’Azione Cattolica diocesana ha proposto, nel pomeriggio di domenica 15 novembre presso la sala degli Abati a Cassino, un convegno pubblico sulla figura di una piccola grande testimone di fede: Antonietta Meo.

Nata a Roma il 15 dicembre del 1930 e morta a soli 6 anni e mezzo per una grave malattia. Piccolissima di AC, bambina di una fede limpida, coinvolgente e totalizzante. Amava scrivere lettere a Gesù per manifestare a Lui tutto il suo amore, ne ha dettate e scritte più di cento.

A parlarci di lei sono intervenuti al convegno il nostro Vescovo S. E. Gerardo Antonazzo; Fratel Dino De Carolis, Biografo di Nennolina; Anna Teresa Borrelli, responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi e Postulatrice della causa di beatificazione di Antonietta Meo; e per ultimo, ma non ultimo Andrea Somma, socio di AC e devoto di Nennolina.

“Questo incontro e’ una ricchezza – ci incoraggia il nostro Vescovo – e’ importante far conoscere agli altri queste storie di Vangelo incarnate perché compongono un cofanetto prezioso per le generazioni, si rincorrono tanti idoli e non si conoscono i testimoni veri della fede”.

Ci ha fatto poi riflettere l’analisi di Fratel Dino, individuando nella famiglia, nella scuola, nella parrocchia i luoghi dove Antonietta pur nella sua brevissima vita ha avuto la sua formazione. Senza la fede forte e gli insegnamenti della mamma, il lavoro sinergico della scuola cattolica e l’ambiente accogliente della parrocchia, la fede di Antonietta non sarebbe cresciuta enormemente come invece è avvenuto, trovando poi nella cappella dell’ospedale, che l’ha vista tanto soffrire, il luogo dove la sua fede ha trovato il sigillo nella croce. “Antonietta Meo e’ stata un vero esempio di eroismo gioioso – sottolinea Anna Teresa Borrelli – viveva gioiosamente la sua vita ed evangelizzava nella sofferenza. Una vera apostola di Gesù che soffriva per chi è lontano da Dio e lei stessa pregava per lui. Antonietta era capace di contemplazione, desiderava stare con Gesù, lo aspettava e si rallegrava di averlo nel cuore con la comunione.”.

L’Azione cattolica rinnova il suo impegno per elevare agli onori dell’altare Antonietta Meo, dichiarata venerabile dal 2007 da Benedetto XVI che disse, in un discorso ai ragazzi dell’ACR, che Nennolina aveva raggiunto la vetta più alta della fede percorrendo una superstrada!

Commovente la testimonianza diretta di Bruno Valente, ospite inatteso e graditissimo, parente stretto di Nennolina, che ci ha emozionato raccontandoci dei particolari più intimi della sua storia.

Andrea Somma, ideatore e sostenitore del convegno (a cui va il nostro più sentito ringraziamento) ha voluto portare a nostra conoscenza alcune vicende legate ad una famiglia di Rocca D’Evandro, delle storie che aumentano ancora di più il legame della nostra diocesi con questa “piccola gigante” della santità.

Sono state lette durante il convegno alcune letterine di Antonietta Meo e chi vi scrive non nasconde la commozione e i brividi che si provano leggendo o ascoltando quelle righe. E spontaneamente sgorga dal cuore una preghiera rivolta a questa bimba vivace e gioiosa che ha saputo superare un paradosso trasformando il dolore e la morte in santità.

Cara Antonietta di Gesù,

tu che hai compreso fino in fondo cosa vuol dire stare con Gesù e vivere per e con Lui, aiutaci a capire il senso di questo mondo. Aiutaci con il tuo esempio puro e forte a non farci affliggere dall’odio del nostro tempo, a non farci togliere la gioia di vivere, aiutaci ad avere la forza di pregare per chi è’ lontano e non sa cosa è’ l’amore per Dio e per gli altri.

Cara Nennolina, tu che hai sofferto così tanto e nel dolore sapevi sorridere, giocare, amare, aiutaci a scoprire questa forza in noi, aiutaci a scoprire la forza che si chiama Gesù, che tu amavi tanto.

Alla preghiera si aggiungono poi i lavori di tanti acierrini della nostra diocesi che, grazie agli educatori hanno scoperto nelle settimane precedenti la storia di questa loro piccola amica e l’avevano riportata in tanti magnifici e colorati cartelloni.

Teniamo a mente questo splendido pomeriggio associativo, per ricordare a noi tutti, quanto possiamo imparare dai nostri acierrini e dalla loro innocenza e quanto tutta la nostra formazione e il nostro cammino verso la santità passi dai grandi che si fanno testimoni per i piccoli e poi ancora dai piccoli che diventano maestri per i grandi (come parafrasato dal copresidente diocesano Gianpaolo Pontone), come un raggio di sole che filtra ovunque senza disturbare lasciando il suo tepore ovunque (come il copresidente diocesano Antonio Accettola ha definito Nennolina).

Ci auguriamo che il tesoro che Nennolina ci ha lasciato con la sua vita e che abbiamo scoperto in questo convegno, diventi presti il tesoro di tutti.

Antonella Proia

Incontro di Preghiera Settore Adulti 9 maggio 2015

Pace e Bene a Tutti quelli che leggono la presente notizia in questo istante.

           A tutti auguro di Cuore Vita Santa, Sana, Lunga Prospera e Felice, qualunque e comunque sia il Mondo, qualunque e comunque sia lo stato esistenziale di vita di ciascuno, nel nome di Gesù, il Solo che la può concedere con la Sicura Celeste Attenzione e Cura di Maria, Immacolata Sempre Vergine, nel cui grembo Egli, da Sé, Divinamente, Si Fa Carne per Amore dell’Uomo, Sua Creatura, RivelarSi e Assicurargli la Vita con Gioia Sempre e per Sempre. in Eterno.

           Sabato 9 maggio 2015, dalle 16,00 alle 17,40, presso la chiesa di San Giovanni Battista in Sant’Angelo In Theodice, si è vissuto un incontro di Preghiera e Spiritualità degli Adulti di Azione Cattolica della Diocesi di Sora Cassino Aquino Pontecorvo.

        Il tema conduttore è stato la riflessione sulla Forza Spontanea e Autonoma dello Spirito Santo che fa si che il seme diventi germoglio, da Sé, pur l’uomo dormendo, e sulla testimonianza personale di chi scrive della propria Devozione alla Venerabile Nennolina, al secolo Antonietta Meo, beniamina di Azione Cattolica, bambina romana nata il 15 dicembre 1930 e morta il 3 luglio 1937 per un osteosarcoma in odore di Santità.

         La  Causa di Beatificazione fu promossa a sua Tempo dalla Mitica Storica Presidente di Azione Cattolica, Armida BARELLI,  insieme a Padre Agostino GEMELLI, fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

        Il Santo Padre Emerito Benedetto XVI decretò la Sua Venerabilità il 10 dicembre 2007 con una solenne Eucarestia presieduta dal Cardinale Prefetto della Congregazione per le Cause dei santi, Sua Eminenza José Maria Sarajva Martins con splendida Omelia e Consegna di una copia ufficiale della “Positio” alla sorella di Nennolina, Margherita MEO, mia madre spirituale, nata al Cielo successivamente il 2 gennaio 2011, giorno del mio compleanno.

        Don Nello CRESCENZI, Nostro Assistente e Parroco della Parrocchia di San Giovanni Battista in Sant’Angelo in theodice, con parole dotte e semplici ha illustrato la forza del Seme che da Sé diventa germoglio, pur l’uomo “dormendo”,  illustrando e facendoci vivere interiormente il brano di Mc. 4,26-34: omissis …. Così è il Regno di dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il SEME germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.”

      e poi, a seguire, ….  Quale il paragone del Regno di Dio? Omissis….. “è come un granello di Senape, che quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra”

      Don Nello, a parere di chi scrive, sarebbe piaciuto molto a Papa Giovanni Paolo Primo, Papa Luciani, il Papa del sorriso, che, pur essendo dotto e colto, è stato umile semplice e chiaro che anche le vecchiette, ignoranti e semplici ma devote, lo capivano. Così Don Nello.

      L’intervento di Don Nello era stato introdotto con la Preghiera di Carlo CARRETTO “Provate”, la Preghiera della Confidenza con e in Dio (file allegato).

   Successivamente è seguito un canto e la “preghiera dell’abbandono” di Charles de Foucauld.

    In ultimo la mia Testimonianza circa l’importanza di Fede della Figura e della Devozione a Nennolina, che, in coerenza del tema del Seme di cui Mc 4, 26-34, si trascrive un breve accenno al dialogo fra Nennolina e la madre circa la Grazia di Dio nel dettarle una delle sue letterine, (che venivano poste sotto la statuina di Gesù perché Nennolina era più che convinta che Gesù Stesso sarebbe venuto  notte a leggerle mentre lei dormiva: “ Omissis … Alla vigilia della Prima Comunione (Santa notte di Natale del 1935), così detta alla madre: “Caro Gesù , domani, quando sarai nel mio cuore, fai conto che la mia anima fosse una mela. E, come nella mela ci stanno i semi, dentro all’anima mia fai che ci sia un armadietto. E, come sotto la buccia nera dei semi, ci sta dentro il seme bianco, così fa’ che dentro l’armadietto ci sia la Tua Grazia, che sarebbe come il seme bianco”. A questo punto la mamma l’interrompe: “Ma, Antonietta, cosa dici! Cosa significa questo dentro, che sta dentro? Cosa Vuoi dire?”. la madre tentò invano di dissuaderLa. Ma Antonietta le spiegò: “Senti, mamma: fai conto che l’anima mia sia una mela. Dentro alla mela ci sono quei cosini neri che sono i semi. Poi dentro alla buccia dei semi c’è quella cosa bianca? Ebbene fai come che quella sia la Grazia”. La mamma trovò che il paragone, che non conosceva, era profondo. ma non volle darsi per vinta ( e Convinta, persuasa), e perciò riprese: ”ma queste cose chi te le ha dette? la maestra a scuola ha preso la mela per farvi capire….”. “No, mamma” rispose candidamente: “non me lo ha detto la maestra, lo ho pensato io. Poi completò il suo pensiero: “Gesù, fa’ che questa Grazia la lascerai sempre, sempre con me”. Quella notte di Natale, nonostante l’apparecchio ortopedico le provocasse dolore, i presenti la videro alla fine della messa rimanere per più di un’ora in ginocchio, ferma, le manine giunte. A Gesù Antonietta scriverà 105 letterine, altre ne scriverà a Maria, a dio Padre, allo Spirito santo, una a santa Agnese e una a Santa Teresa di Gesù Bambino. A Gesù chiederà sempre l’aiuto della Sua Grazia: “ Oggi ho fatto un po’ di capricciacci, ma Tu, Gesù Buono, prendi in braccio la tua bambina….”; “… ma Tu aiutami, che senza il Tuo Aiuto non posso fare niente”; “Tu aiutami con la Tua Grazia, aiutami Tu, che senza la Tua Grazia nulla posso fare”; “Ti prego, Gesù Buono, conservami sempre la Grazia dell’anima”.

        Chi scrive crede, convinto, che Gesù di Nazareth è Dio che fa sempre, in ogni istante, il Mondo; in esso gli esseri viventi, e fra questi l’Uomo, a Sua Immagine e somiglianza, l’Unico che, consapevolmente, può riconoscerLo e a sua volta Amarlo di risposta. Per vivere questo Amore cè bisogno di Luce ed Esempi.

        A questo soccorrono le Sante e i Santi.

        Le Sante e i santi ci fan vedere e sono esempio di Gesù Povero Umile e Crocifisso.

        Nennolina di più: Ella ci dà una chiara Immagine di Gesù non solo Povero Umile e Crocifisso ma “PURO”. a me personalmente fa l’Effetto Specchio: io, nel contemplarLa e accorgermi di Lei, vedo tutta la mia verminosità; il mio essere un insignificante punto di polvere, pieno di peccato, tenuto in vita da Gesù.

        E l’immagine di Nennolina-Gesù Povero Umile Crocifisso e PURO è stata ciò che ho testimoniato con molto realismo di vita al suddetto incontro.

        Fino a che punto son riuscito a comunicare e trasmettere spetta ai presenti Dirlo.

       Alla Fine dell’incontro sono stati donati ai presenti il Padre Nostro di Nennolina, tratto dai brani delle sue letterine, redatto da Padre Amedeo Maria RICCARDI, uno dei suoi biografi, e la “Mela” preparata per l’occasione dai responsabili organizzatori dell’incontro (in allegato entrambi).

       Colgo l’occasione per salutare con affetto e stima filiale il nostro Vescovo, papà Padre Gerardo: “sò e sono consapevole che Lui è e ha come compito di Amare dell’Amor di cristo e il Cuore di Maria le 300,000 anime delle Diocesi, che gli son state affidate, compresi i nemici.

       E’ un Compito sovraumano, un compito di Grazia di Gesù!

       Non è Solo: per quello che posso, oltre la mia Preghiera quotidiana per Lui, sto dalla Sua Parte sempre.

      A Voi che leggete perdonatemi e comprendetemi se non riesco ad Amarvi dell’Amor di Cristo nella Misura di cui avete bisogno, ma solo di quello di cui son capace e mi è possibile.

      Ogni Bene a Tutti Voi che avete letto la presente notizia nel nome di Gesù e Maria. Alla prossima!

                                                                                                                                                                                                                                                               Andrea

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