Befana in famiglia: un rito che rende l’ordinario straordinario!

Sono anni ormai che la Caritas Diocesana ci invita a dare il nostro SI per  questa giornata nella Casa Circondariale di Cassino,  un piccolo prolungamento delle feste natalizie che ormai non è un mero appuntamento isolato ma è un vero e proprio rito, come lo intende la volpe ne “Il piccolo Principe” del celebre libro di Antoine de Saint-Exupéry,: “Il rito è quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore…” aggiungiamo noi, che rende straordinario l’ordinario, rito in cui i padri possono riabbracciare i loro figli e vivere così un momento di festa. Quest’anno reso ancora più speciale, non solo dal fatto che quelle poche ore sono state integrate con il pranzo tutti insieme , ma anche dalla presenza delle madri che hanno addolcito una giornata che già di per sè riscalda il cuore. Per noi, chiamati a essere dei piccoli aiutanti della Befana, è stato da subito un rimboccarsi le maniche, cercando di curare nel dettaglio l’animazione. Nei giorni precedenti abbiamo organizzato le attività, come si fa per qualunque altra festa cercando di non tralasciare nulla, dando la dovuta attenzione alla situazione delicata. Arrivato il giorno atteso tutto ciò che avevamo pensato è rimasto quasi sospeso , troppe le emozioni, gli sguardi di trepidazioni e il misto di gioia, timore e imbarazzo all’apertura dei cancelli, quelle fredde chiavi che ruotano e quel rumore metallico di porte che si aprono e si chiudono. All’inizio quella sensazione di inadeguatezza tarda ad andare via ma forse anche questo fa parte dello straordinario. Il pranzo tutti insieme ne è un esempio. Stare lì immersi tra abbracci, sguardi che sanno più di mille parole e quel pranzo ricco di “cose buonissime”, per dirla con le parole di chi non assaporava da tanto quel gusto di stare semplicemente insieme in famiglia, ci ha fatto sentire un po’ intrusi, intrusi che in punta di piedi hanno imparato ad aspettare il tempo necessario per entrare in quel mondo e essere parte del rito. Dopo il pranzo tutto quello che avevamo preparato ci è sembrato così superfluo, l’unica cosa che contava era prolungare il più possibile quella gioia. Così, “circondati di gioia” non abbiamo fatto altro che ballare e giocare fino al momento tanto atteso: l’arrivo della Befana!. Con tanto di nasone, cappello e scopa, la Befana ha conquistato grandi e piccini, dando un dono a tutti ma soprattutto la gioia che quel rito ha portato nella normalità straordinaria che queste famiglie aspettano. Al fine di questa esperienza a noi non è rimasto che sedere sul muretto lì fuori la Casa Circondariale a scambiarci sguardi pieni di commozione e tentare di spiegare quello che porteremo nel cuore,arricchito più che mai. Beatrice, Francesca, Francesco, Manuela e Ramona

A noi la parola, un Festival a misura di bambini che sognano in grande!

 

“Voi siete missione”: è con questo mandato che si è concluso il Festival dei Ragazzi svoltosi a Roma dal 9 all´11 settembre 2016. Il Festival, dal titolo “A noi la parola”, nasce come evento conclusivo di un cammino durato un intero anno associativo che ha visto impegnati tutti gli accierrini d´Italia a confrontarsi con temi di Dottrina Sociale, spesso considerati da grandi. Questo progetto fortemente voluto dall´Azione Cattolica Italiana, in particolar modo dalla responsabile nazionale Anna Teresa Borrelli e dall´assistente dell´articolazione Don Marco Ghiazza, ha dimostrato che anche i piccoli possono e devono partecipare e dire la loro sugli importanti temi affrontati, Creato, Famiglia e Partecipazione, i piccoli che non sono semplici “ripetitori” delle idee e delle scelte degli adulti, ma protagonisti capaci di dare il loro contributo originale alla vita della Chiesa e del Paese. Il lavoro iniziato nelle singole parrocchie, riassunto in un evento diocesano alla fine dello scorso anno associativo si è concluso con la scelta di 12 piccoli delegati provenienti da diverse parrocchie della nostra diocesi che insieme ad altri 1000 bambini italiani e ad una piccola rappresentanza delle AC del mondo (Romania, Albania, Spagna, Argentina, Malta e Terra Santa) si sono riuniti a Roma per partecipare al Festival. Giochi, attività e musica hanno scandito le giornate di Roma che hanno avuto come momento cardine la giornata di sabato durante la quale i bambini hanno partecipato all’udienza di Papa Francesco in Piazza San Pietro al mattino e al confronto con le autorità nell’aula Paolo VI durante il pomeriggio. Ad ascoltare quanto i ragazzi avevano da dire erano presenti in sala Mons. Nunzio Galantino, presidente della CEI, Laura Baldassarre, assessore alla persona, alla scuola e alla comunitá solidale del comune di Roma, Filomena Albano, garante per l´infanzia e l´adolescenza e Matteo Truffelli, presidente nazionale dell´Azione Cattolica Italiana. I quattro ospiti hanno ascoltato e hanno preso impegni nei confronti dei piccolissimi e dei ragazzi della nostra associazione, gettando le basi di un cammino condiviso e possibile nel quale i piccoli siano veri protagonisti della loro e della nostra storia.

Non potevo che concludere dando la parola ai ragazzi per avere un loro messaggio sull´esperienza vissuta:

“Il 9, 10 e 11 Settembre sono stata a Roma con l´ACR per partecipare al Festival dei Ragazzi. Ho trascorso tre giorni stupendi nei quali abbiamo svolto molte attività, ho imparato molte cose nuove e fatto amicizia con tanti bambini sia italiani che stranieri. Sabato mattina ci siamo alzati presto per assistere all´udienza con Papa Francesco in piazza San Pietro. L’incontro con il Papa è stato un momento meraviglioso che ricorderò per tutta la vita”

Michela (6-8, S.Costanzo V. e S. Tommaso D’Aquino in Aquino)

 

“Del Festival dei Ragazzi mi ha colpita la tranquillità del Papa mentre parlava davanti a moltissima gente”

Arianna (9-11, Chiesa Madre in Cassino)

 

“ I giorni 9, 10 e 11 settembre si è svolto a Roma il Festival dei ragazzi di Azione Cattolica. In rappresentanza della diocesi SCAP per la parrocchia di San Giovanni, abbiamo partecipato Serena ed io. Il 9 mattina, presso la stazione ferroviaria di Cassino ci siamo ritrovati con gli altri rappresentanti diocesani ed è iniziato cosí il nostro cammino. Giunti a Roma abbiamo incontrato i ragazzi dell´ACR di tutta Italia. In questi giorni abbiamo spiegato i tre temi Famiglia, Creato e Partecipazione dal nostro punto di vista, mentre la sera abbiamo ballato con le esibizioni dell´ACR Band di Cerreto: sono stati davvero bravi! Il momento piú emozionante e toccante è stato sicuramente l´udienza con il Santo Padre. Ho conosciuto molte persone e ho imparato che noi siamo “Missione”. Ringrazio di cuore le educatrici che mi hanno accompagnato in questo viaggio”

Claudia (12-14, San Giovanni Battista in Cassino)

Tornati a casa da questa magnifica esperienza con le pile ricaricate è tempo di essere CIRCOndati di GIOIA, pronti ad iniziare alla grande il nuovo anno associativo continuando a dare voce e forma ai nostri sogni ricordando che siamo una missione su questa terra!

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Ramona Vecchio

“A NOI LA PAROLA”. Viaggiando verso il FESTIVAL DEI RAGAZZI

3…2…1… in carrozza! Ma dove si va?
Questa mattina una delegazione di bambini e ragazzi dell’Azione cattolica della nostra diocesi è in viaggio verso Roma dove insieme ai loro coetanei provenienti dalle altre diocesi d’Italia parteciperà al tanto atteso Festival dei ragazzi, un incontro nazionale per confrontarsi e portare la voce di tutti i loro coetanei su alcuni ambiti della Dottrina sociale della Chiesa.
Durante gli scorsi mesi, prima nelle singole parrocchie e successivamente in diocesi, partendo dalle loro realtà e dal loro quotidiano, i ragazzi si sono lasciati interrogare ” a loro misura” sui temi della famiglia, luogo di incontro e di comunione, del creato, per scoprirsi custodi della bellezza di ciò che ci circonda, e della partecipazione alla vita democratica, per essere costruttori del bene comune. I ragazzi si sono lasciati coinvolgere nella riflessione sulle tre tematiche declinandole poi con i cinque verbi indicati da Papa Francesco durante i giorni del Convegno Ecclesiale di Firenze, cinque vie per il nuovo umanesimo, imparando ad accogliere la Parola di Dio nella vita di tutti i giorni, nella loro famiglia, nella natura che li circonda e nelle città che abitano perché il vivere nel mondo è il vero stile del cristiano.
Con questa iniziativa, l’Azione Cattolica ha voluto accogliere l’invito di Papa Francesco rivolto alla Chiesa tutta: “In ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii Gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni, specialmente sulle tre o quattro priorità che avrete individuato in questo convegno. Sono sicuro della vostra capacità di mettervi in movimento creativo per concretizzare questo studio. Ne sono sicuro perché siete una Chiesa adulta, antichissima nella fede, solida nelle radici e ampia nei frutti”.
“A noi la parola” è dunque un’occasione preziosa per far arrivare la voce di tutti gli accierrini d’Italia al mondo degli adulti, perché anche i più piccoli sono protagonisti nella costruzione delle nostre Chiese locali e della nostra Associazione.
E allora vogliamo augurare a Simone, Irene, Luigi, Beatrice, Michela, Claudia, Serena, Tiziano Antonio, Arianna, Antonio, Chiara Laura, Giorgia e ai loro accompagnatori un buon viaggio e soprattutto buon Festival!

Per saperne di più leggi anche  http://acsoracassino.org/dalle-parrocchie-alla-diocesi-festa-degli-incontri-dare-agli-accierrini-la-parola/

Per ogni ulteriore informazione sull’iniziativa: http://acr.azionecattolica.it/noi-la-parola

“Andare” con entustiasmo e “ritornare” con gioia: un campo ACR sui passi di Giuseppe!


Come ogni estate, l’ACR diocesana si è data appuntamento per due campi scuola, prima dall’1 al 4 agosto per i bambini dai 6 agli 11 anni che hanno poi “passato il testimone” ai ragazzi dai 12 ai 14 anni per i successivi giorni, dal 4 al 7 agosto, presso la struttura adiacente il Santuario di Maria Santissima Addolorata a Castelpetroso, in provincia di Isernia.
L’estate, infatti, è una stagione eccezionale che riesce ad offrire la possibilità a tutti i ragazzi dell’ACR di continuare a viaggiare verso Gesù.
Proprio in questo contesto, bambini  e ragazzi provenienti dalle parrocchie della nostra diocesi sono stati invitati a vivere questa forte e arricchente esperienza del campo scuola, accompagnati da una figura straordinaria, la cui storia viene raccontata nella Genesi: GIUSEPPE.
La vita di Giuseppe è un vero e proprio viaggio, dapprima di andata lontano da suoi fratelli e poi di ritorno verso loro. Attraverso la sua affascinante storia, Giuseppe ci ha insegnato che nonostante le fatiche, le sofferenze provate, costretto ad essere lontano dall’affetto del padre a causa dell’odio dei suoi fratelli, anche nella prova più difficile il Signore non ci abbandona mai. Giuseppe infatti scopre il suo talento come interprete di sogni, realizza la sua vocazione partecipando la progetto che Dio ha per lui riservato, salvando non solo se stesso ma un popolo intero e perdonando persino i suoi fratelli che lo avevano abbandonato.
In questo viaggio i ragazzi sono stati accompagnati dagli educatori, dal nostro assistente diocesano Don Ercole Di Zazzo e dalla responsabile ACR Daniela Lecce.
Le intense giornate sono trascorse all’insegna delle attività e di momenti di preghiera, come la celebrazione penitenziale, e di alcuni istanti di riflessione personale in cui i ragazzi hanno stilato la propria “regola di vita” per mettere in pratica quanto imparato sull’esempio di Giuseppe ma non sono mancati anche divertenti giochi, balli e canti.
Nel campo ACR dei 12-14 invece, senz’altro emozionante è stato il momento del deserto, una delle attività, in cui ragazzi, percorrendo la Via Lucis, si sono dedicati al proprio discernimento attraverso la lettura dei riferimenti biblici aiutati dalle preziose indicazioni di Don Ercole.

Speciale è stata la serata finale di entrambi i campi in cui i ragazzi, suddivisi per squadra attraverso la lettura e l’interpretazione di un brano biblico sulla storia di Giuseppe, hanno dato vita al musical “Giuseppe e i suoi fratelli”.  L’idea è stata proprio quella di rendere pienamente protagonisti del campo i nostri ragazzi, dando cosi loro la possibilità di creare con la loro fantasia e creatività un qualcosa di speciale utilizzando ciascuno i propri talenti ma soprattutto la voglia di essere gruppo.

Altro momento bellissimo per i nostri ragazzi , è stato quello dedicato ai passaggi dei ragazzi quattordicenni che l’anno prossimo continueranno il loro cammino di fede nei giovanissimi perchè l’Azione Cattolica è un percorso di vita all’interno di una grande famiglia.
Entrambi i campi poi si sono conclusi con la Santa Messa insieme alle famiglie, momento bello di condivisione del lavoro svolto insieme durante i giorni dove i genitori hanno potuto conoscere la splendida esperienza che i loro ragazzi hanno vissuto, ripercorrendone ogni momento con i simboli della storia di Giuseppe.

La regola di vita che i ragazzi hanno meditato nei giorni di campo è stata da loro appuntata su di una veste bianca, ricordo e simbolo della veste battesimale, che alla fine del campo è stata cucita per trasformarsi in un cuscino che ognuno di loro ha portato con sè affinchè gli ricordasse di non smettere mai di fare grandi sogni ma soprattutto di non smettere mai di cercare di comprendere quale grande sogno abbia Dio per la loro vita.

In questo periodo di ritorno alla quotidianità dopo le vacanze, a pochi giorni anche dalla ripresa delle attività dell’ACR in parrocchia l’augurio per tutti i nostri accierrini è di riuscire a dare un nome ai loro sogni e di avere l’entusiasmo e l’energia di trasformarli in realtà sotto lo sguardo amorevole di Dio e con l’aiuto e la vicinanza non solo degli amici di sempre ma anche dei nuovi amici incontrati in quest’estate perchè se l’andata verso l’estate è stata carica dell’entusiasmo delle aspettative il ritorno verso la vita di tutti i giorni sia pieno della gioia delle nuove cose e persone conosciute.

Simona Bianchi

Foto: Cesare Palmigiani e Sara Cipullo

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Insieme ai sacerdoti: raccontiamo il nostro don Ercole

Insieme ai sacerdoti: racconta il tuo “don”. Questo il bando nazionale realizzato in collaborazione tra l’Azione Cattolica Italiana e il Servizio Promozione Sostegno Economico alla Chiesa della CEI (Spse) a cui la responsabile ACR Daniela Lecce decide di partecipare raccontando la figura del nostro assistente diocesano di ACR, don Ercole Di Zazzo.
In un momento storico particolarmente difficile della nostra diocesi (l’allora diocesi Sora-Aquino-Pontecorvo), la sua nomina ad assistente diocesano ha riportato entusiasmo e speranza, facendosi compagno di viaggio di tutti noi educatori nella difficoltà e nella gioia, prezioso esempio nel servizio ai più piccoli.
Le parole di Daniela sono le parole di tutti gli educatori che lo hanno conosciuto, che hanno incrociato la sua strada, anche per brevi tratti, che hanno toccato con mano la sua voglia di spendersi gratuitamente verso tutti, sporcandosi le mani e indossando il grembiule del servizio, facendosi piccolo in mezzo ai piccoli. Sono le parole di quegli educatori che hanno avuto in lui una guida spirituale assaporando con lui la parola buona del Vangelo e sperimentando la bellezza di mettersi alla sequela di Gesù.
Non abbiamo vinto il premio atteso ma rimane il fatto che il nostro assistente è una testimonianza autentica di vita associativa che vogliamo condividere con tutti.

“Caro il mio don… no, non ci siamo.
Caro prete mio… togliamo il “caro” che non ci appartiene e finalmente ci siamo, restano le due parole che più di tutte raccontano chi sei e come, diventando assistente diocesano ACR, hai segnato la vita associativa di tutti noi educatori e dei nostri ragazzi. Due parole che però, trattandosi di te, assumono un significato e un valore non comuni.
Prete, perché compagno di viaggio senza età. Non ti ho mai visto né davanti né dietro di me, ma sempre al mio fianco, presenza discreta e determinante al tempo stesso. Le tue parole sono sempre state poche ma essenziali e soprattutto giuste in ogni occasione. Quelli con cui non ti sei mai risparmiato sono invece i bambini e i ragazzi con i quali spesso ti sei mescolato, tuffandoti nei loro giochi e i loro balli, tanto da essere il primo che dovevo richiamare per riportare l’ordine ai campi scuola!
Prete, perché pastore … e ariete! Sei stato testimonianza autentica dell’amore del Signore per i piccoli con le parole e i gesti che spesso improvvisavi, cogliendo di sorpresa anche me, superando le formalità e il perfezionismo per arrivare diritto al loro cuore. Ma sei stato spesso anche ariete, non solo perché sei nato il 31 di marzo, ma perché farti cambiare idea è sempre stato quasi impossibile e quale conquista sentirti dire “sì, avevi ragione tu!”
Mio, perché mio ansiolitico naturale fin dal primo giorno. All’inizio del mio incarico alla mia disperata affermazione “dobbiamo ricominciare tutto da capo e siamo solo io e te” tu mi hai ripreso dicendo “ ti sbagli, siamo almeno quattro o cinque: io, tu, lo Spirito Santo e la Vergine Maria, di cosa hai paura?” Coraggio, tanto coraggio… Mi hai insegnato a fidarmi e ad affidarmi, a credere che c’è molto di più oltre quello che facciamo e che siamo noi e la Bellezza che riempie oggi le nostre vite in AC ne è la prova.
Mio, perché mia croce e delizia. Parlare a telefono con te… impresa titanica! Ho imparato però con il tempo che quando rispondevi ai miei messaggi, con le solite otto-dieci domande, semplicemente “OK” in realtà volevi solo dire “ne parliamo domani, ora sono troppo stanco”, completamente assorbito dai tuoi mille impegni parrocchiali ai quali non ti sei mai sottratto, perché tu non dici di no a nessuno. E pecco di orgoglio ogni volta che qualcuno scopre quale grande dono sei per la vita di chi ti incontra. Indimenticabile il primo campo scuola educatori nazionale che abbiamo fatto insieme; vennero in tanti a dirmi che ero molto fortunata a condividere la mia esperienza associativa con te dopo averti visto scherzare e ballare con i ragazzi tutta la sera e poi restare fino alle due di notte con loro per confessarli tutti.
Senza il “prete mio” mi sarei arresa presto alle mie insicurezze e alle tante difficoltà di questa avventura nonostante tutto magnifica e totalizzante che è il servizio educativo in AC.
A te oggi posso solo dire grazie e come ho fatto più volte in questi anni ripeterti “Prete non cambiare mai!”
La Resp

Campo scuola ACR. Per un viaggio “Andata e Ritorno”!

La meraviglia del viaggio intrapreso durante l’anno associativo non si ferma. Il treno del’ACR prosegue il suo percorso per giungere alla prossima fermata alla volta del tempo d’estate eccezionale con i campi scuola ACR diocesani.

Il campo scuola costituisce una speciale occasione per i ragazzi per fare esperienza di Chiesa e per continuare a vivere la pienezza dell’incontro con il Signore assieme ai loro compagni di sempre e ai tanti nuovi amici che incontreranno. Due le date scelte: dal 1 al 4 agosto per la fascia di età dai 6 agli 11 anni e dal 4 al 9 agosto per la fascia di età dai 12 ai 14 presso la casa per ferie di Castelpetroso, in provincia di Isernia.

Come ogni anno, i ragazzi in questa avventura saranno accompagnati da un giovane ragazzo di nome Giuseppe che, senza scegliere di partire, si ritrova a viaggiare compiendo con tenacia il suo percorso tra le tante difficoltà e sofferenze. Egli non conosce la meta del suo viaggiare ma nella prova più estrema scopre i suoi talenti e li mette a frutto compiendo il bene per se steso e per un’intero popolo.

Ma chi è Giuseppe? Qual è la sua missione e dove lo condurrà questo viaggio? Beh, la risposta è semplice: vi aspettiamo numerosi al campo scuola naturalmente muniti di biglietto ANDATA e RITORNO!


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(Per maggiori informazioni rivolgersi agli educatori della propria parrocchia)

Dalle parrocchie alla Diocesi: una festa degli incontri per dare agli accierrini la parola!

13394124_1790279197870049_1432240475246914028_nIl treno dell’ACR quest’anno davvero non conosce stazione d’arrivo ma continua imperterrito il suo viaggio diretto verso un appuntamento speciale ed imperdibile!

L’Azione Cattolica, infatti, ha accolto con entusiasmo l’invito che Papa Francesco ha rivolto alla Chiesa Italiana durante il convegno di Firenze di approfondire l’Evangelii Gaudium e di fare proprie ed applicare praticamente le sue disposizioni. Tuttavia la nostra associazione non ha delegato questo compito solo a giovani ed adulti ma ha pensato di dare la possibilità anche ai più piccoli di lasciarsi interpellare “a loro misura” dalle esortazioni e dalle riflessioni del Santo Padre creando un’occasione d’incontro e confronto, il Festival dei Ragazzi, che si svolgerà nel mese di settembre a Roma, prezioso momento per dare voce a bambini e ragazzi su ambiti della Dottrina Sociale della Chiesa che interessano e attraversano anche le loro vite: Creato, Famiglia e Partecipazione.

Come ha detto Papa Francesco infatti: “La Chiesa in uscita è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano”. Queste parole hanno orientato un itinerario fatto di tre tappe, tre attività nelle quali i nostri ragazzi, ciascuno nella propria parrocchia e nella propria fascia d’età, hanno potuto mettersi in gioco con problematiche ambientali, cercare e formulare proposte per migliorare i posti in cui vivono e riflettere sull’importanza e sulla centralità della famiglia nella loro crescita umana e spirituale. Tutti i frutti di queste attività sono stati riportati da ogni parrocchia su tre vagoni, rappresentanti ognuno un ambito (verde per il Creato, rosso per la Famiglia e blu per la Partecipazione), che sono stati uniti tra loro a formare tanti piccoli treni colorati e pieni di spunti e idee, anche pratiche, davvero sorprendenti, dimostrazione che dai bambini e dal loro sguardo innocente e disincantato si può imparare molto ma anche che i nostri ragazzi non vivono in un mondo fiabesco e lontano dalla realtà; al contrario, i ragazzi si guardano intorno, s’interrogano e sono in grado di essere protagonisti di ciò che vivono, di raccontare i loro sogni, di condividere progetti che vogliono mettere in campo per costruire una comunità migliore in cui vivere.

Questo cammino di preparazione al festival però non poteva terminare nelle singole parrocchie! Proprio per questo tutti i ragazzi della nostra ACR diocesana si sono ritrovati lo scorso 5 Giugno ad Aquino per una “Festa degli Incontri” tutta speciale: speciale perché questa volta i ragazzi non si sono solo incontrati per condividere il loro tempo ma si sono scambiati le loro idee, le loro proposte sperimentando già a livello diocesano quello che una delegazione composta da alcuni di loro potrà fare a livello nazionale nel festival di Settembre. Dopo una mattinata di saluti e festa, rallegrata ulteriormente dalla presenza del Vescovo Gerardo che non ci fa mai mancare il suo affetto e la sua vicinanza, e la messa, condivisa con l’accogliente comunità di Aquino, i nostri accierrini si sono raccontati a vicenda le attività che hanno svolto e dopo questo primo momento di condivisione, divisi per fasce, hanno avuto modo di riflettere e condividere ancora. I più piccoli, i ragazzi dai 6 agli 8 anni, hanno trovato delle lettere sparse…il loro compito? Combinarle tra loro in modo da creare una parola, ovvero ABITARE. I ragazzi dai 9 agli 11 anni, invece, si sono sfidati a suon di disegni attraverso i quali dovevano indovinare delle parole: EDUCARE e ANNUNCIARE. Anche i ragazzi dai 12 ai 14 anni si sono cimentati con i disegni ma le parole da indovinare erano ABITARE, USCIRE e TRASFIGURARE. Dunque i cinque verbi che Papa Francesco, proprio nell’Evangelii Gaudium, ha indicato come linee guida per declinare nella quotidianità lo stile del cristiano! Ogni ragazzo di ogni gruppo, una volta scoperto il verbo o i verbi assegnatigli, ha ricevuto tre cartoncini relativi agli ambiti del Creato, della Famiglia e della Partecipazione e su ciascuno di essi ha scritto in che modo un ragazzo dell’ACR può vivere quel verbo, quell’azione nella quotidianità, in famiglia, negli ambienti in cui vive. Durante la preghiera conclusiva, guidata dall’assistente diocesano dell’ACR, Don Ercole, i cartoncini colorati compilati dai ragazzi sono stati mescolati e uniti tra loro per comporre un binario che rappresentasse come i cinque verbi indicati dal Santo Padre non si accostano semplicemente l’uno all’altro ma si intrecciano e attraversano tutti gli ambienti che quotidianamente ciascuno di noi abita!

Sarà proprio quel binario, frutto dell’incontro, della riflessione e del confronto ad essere portato come contributo e segno dalla delegazione diocesana al Festival del Ragazzi!

Con la Festa degli incontri il viaggio dell’ACR in parrocchia finisce, ma anche in questo caso non è la fine del cammino…è solo una fermata! Da qui si parte verso il tempo d’estate eccezionale, naturalmente muniti di biglietto ANDATA e RITORNO….perchè il viaggio perfetto è circolare: la gioia della partenza, la gioia del ritorno!

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“Befana con papà” nella Casa Circondariale di Cassino: sorrisi per essere più felici!

Sono sempre stato un ragazzo curioso, sempre pronto a partire, a fare esperienze, soprattutto se formative, e quella che mi avevano proposto mi piaceva non poco. “Luca, il 9 gennaio presso la casa circondariale di Cassino si terrà “la befana con papà” e con la Caritas faremo animazione ai bambini dei detenuti, ti va di partecipare?”. Subito!! Infatti mi piaceva l’idea di fare una esperienza nuova in un luogo diverso da quelli che ognuno di noi frequenta nella vita di tutti i giorni. Era la prima volta che entravo in un carcere, difatti ero elettrizzato. Una volta entrato però, ho cominciato a sentirmi un po’ strano perché in luoghi come quelli una certa pesantezza nell’aria la senti. Ma bando alle ciance, io e i miei “compagni di avventura” di quel giorno abbiamo cominciato a preparare i giochi (con tanto di musica!) ed eccoli arrivare questi padri con i figli,  abbracciati o mano nella mano. Certo, molti di loro erano piccolini ma erano quei gesti affettuosi, che noi diamo per scontati, ma che per loro rappresentano l’unico modo (o uno dei pochi) per dimostrare l’affetto e la vicinanza ai figli che non vedono quasi mai. Ecco, ora, come dovevo comportarmi? Molte domande mi assalivano ma di certo non ero lì per fare il “pesantone”. Obiettivo: “sorrisi per essere più felici”… lo so, obiettivo dal nome sciocco (ci sto lavorando su) ma efficace. Quindi pronti,
partenza e via con i vari giochi che prevedevano il coinvolgimento dei grandi e dei piccini. Il risultato? Papà e figli che diventavano aerei, delle rane che saltavano e tante altre scene molto divertenti. Il risultato è stato grandioso ma mai grandioso come l’arrivo della befana. Alcuni bambini erano letteralmente spaventati (li capivo perché da piccolo urlavo e scappavo anche io appena la vedevo) ma molti altri bambini impavidi e coraggiosi in prima fila, divertiti, a parlare e scherzare con lei. Ancor di più in primissima fila per i regali, e come biasimarli d’altronde! La pausa (sacra) della merenda è stato una ulteriore occasione per conoscere i bambini ed anche i padri.

Ed ecco che di lì a poco abbiamo dovuto salutare tutti perché era arrivato il momento di dividersi. Uscendo abbiamo visto i padri davanti ai cancelli dove avrebbero dovuto salutare i loro piccoli. Non abbiamo visto tutta la scena (meglio così, lasciamola a loro) ma qualche padre aveva gli occhi lucidi, quindi si poteva immaginare come fosse andato quel saluto.

Sostanzialmente è stata un’esperienza bella e coinvolgente. Trasformare, seppure per un pomeriggio, un posto poco ludico in un posto dove regnava gioia e serenità è stato davvero importante, per noi e per loro. Lungi da me l’essere retorico e banale, ma queste sono belle iniziative, a cui ognuno dovrebbe partecipare. Essere fautori di sorrisi è sempre bello ma in queste occasioni speciali lo è anche di più. E lungi dal voler giudicare, spero che per quei padri e per ognuno dei partecipanti sia servito per capire che la bellezza dei sorrisi e degli occhi dei bambini gioiosi è un dono che Dio ci fa e che vale più di qualsiasi altra cosa. E magari che questa occasione dia loro la forza di lottare per averli sempre con sé e non allontanarli.

Se rifarei quest’esperienza? Sì, ma anche no! Calma…. “no” nel senso che la prossima volta potresti andare tu che stai leggendo. Perché se ogni scusa è buona per crescere ed arricchirsi ed arricchire gli altri, anche stando insieme, è sempre meglio coglierla. Non so come funziona ma saluto Cesare, Paolo, Beatrice, Daniela e Simona che hanno animato il pomeriggio assieme al sottoscritto e tutti i presenti quel giorno! Ed un saluto anche a te che mi hai dedicato parte del tuo tempo leggendo questo mio racconto!

Luca Petitti

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Illuminare ogni giorno come fosse Natale!

Lo scorso 19 Dicembre i nostri accierrini insieme ai loro educatori ed alle loro famiglie si sono ritrovati per un momento di preghiera in preparazione del Natale. La celebrazione, svoltasi in contemporanea nella Cattedrale Santa Maria Assunta in Sora per la zona nord, presieduta da Don Ercole (assistente diocesano ACR), e nella Chiesa Madre in Cassino per la zona sud, presieduta da don Nello (assistente diocesano unitario per la formazione), è stato un momento speciale da condividere non solo per andare con il giusto spirito incontro al Natale ma soprattutto per riflettere sul significato profondo della nascita di Cristo!

Diceva Benedetto XVI nel messaggio Urbi et Orbi del Natale 2007 “Questo è il Natale! Evento storico e mistero di amore, che da oltre duemila anni interpella gli uomini e le donne di ogni epoca e di ogni luogo. E’ il giorno santo in cui rifulge la “grande luce” di Cristo portatrice di pace! Certo, per riconoscerla, per accoglierla ci vuole fede, ci vuole umiltà. L’umiltà di Maria, che ha creduto alla parola del Signore, e ha adorato per prima, china sulla mangiatoia, il Frutto del suo grembo; l’umiltà di Giuseppe, uomo giusto, che ebbe il coraggio della fede e preferì obbedire a Dio piuttosto che tutelare la propria reputazione; l’umiltà dei pastori, dei poveri ed anonimi pastori, che accolsero l’annuncio del messaggero celeste e in fretta raggiunsero la grotta dove trovarono il bambino appena nato e, pieni di stupore, lo adorarono lodando Dio (cfr Lc 2,15-20). I piccoli, i poveri in spirito: ecco i protagonisti del Natale, ieri come oggi; i protagonisti di sempre della storia di Dio, i costruttori infaticabili del suo Regno di giustizia, di amore e di pace.”

E proprio i piccoli e la luce sono stati protagonisti di questo momento di preghiera che partendo dall’ascolto della parola del profeta Isaia (Is 7,10-17) ha proposto ai ragazzi ed alle loro famiglie un gesto molto significativo: a ciascuno è stato consegnato un cartoncino sul quale era riportata l’immagine di una candela accesa; gli è stato chiesto di pensare allo stelo della candela come  alle persone semplici e umili che gli sono accanto nella vita di tutti i giorni, che a volte si danno per scontate ma che invece spesso fanno la differenza, e d’individuare tra loro quelle che hanno rappresentato in qualche momento difficile, di dubbio o di stanchezza dei profeti, punti di riferimento attraverso i quali sperimentare la presenza e la salvezza di Dio nella propria quotidianità;  i gesti concreti fatti da quei profeti nella loro vita ,invece, erano rappresentati dalla fiammella, gesti che si sono fatti e che si fanno luce nelle loro esistenze. Dopo aver individuato questi profeti ed il loro concreto aiuto ciascuno ha portato con sé la propria fiammella per deporla davanti alla culla di Gesù bambino, luce inesauribile di amore e pace. Questa riflessione sull’amore grande di Dio che nel mistero del Natale si fa uomo e viene ad abitare in mezzo a noi, che si fa persona concreta che possiamo incontrare e con cui possiamo interagire, mistero che si rinnova ogni singolo anno, ha di certo accompagnato i ragazzi e le loro famiglie nella preparazione al Natale e nel vivere tutte le festività natalizie con uno sguardo diverso, più attento alla tangibilità di questo amore che non esiste solo a parole ma si fa davvero carne ed ossa nelle persone che gli sono accanto ogni giorno.

E adesso che il tempo di Natale è finito? Adesso che le feste sono concluse, che gli addobbi hanno ripreso il loro posto negli scatoloni stipati in cantine e soffitte? Adesso che si torna a fare i conti con la scuola ed il lavoro, con la quotidianità e la routine? C’è una enorme differenza tra l’essere e l’esserci: si è quello che si è, madri, padri, figli, amici, fratelli, educatori, si è il prossimo di qualcuno in ogni caso…spesso questo nostro essere è imprescindibile. Ma esserci…questa è una scelta…sempre! E questo è il momento di esserci, di esserci come porta spalancata alla luce di chi incontriamo, di esserci come luce che scaldi il cuore di chi c’incontra, di chi si fida, di chi si affida ma anche di chi ci guarda con diffidenza. Ed è il momento di riconoscere la grande luce di Cristo che non si spegne come le luminarie natalizie, no…quella è una luce che è sempre lì, fissa sulle nostre vite se siamo pronti a riconoscerla e ad accettarla, una luce che non ci fa mai sentire soli perché Lui ha scelto di esserci per noi, con noi. Se riusciamo a vedere nel prossimo una fiammella, piccola porzione di quella grande luce che è l’amore di Cristo per ciascuno, non ci sembrerà più tanto difficile sentire concretamente la Sua vicinanza, il Suo intervento e la Sua opera anche nelle più piccole cose; l’augurio per chi è già tornato e per chi sta tornando in questi giorni alla quotidianità è proprio questo: che ogni incontro sia un rischio corso per una luminosa ricompensa, che ogni persona della nostra vita sia una piccola luce disseminata sul cammino, che sappiamo aprirci al prossimo ed essere per lui luce vera sull’esempio di Cristo perché non un giorno l’anno ma ogni giorno dell’anno sia Natale!
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Viaggiando verso…Natale! Preghiera d’Avvento del prossimo 19 dicembre

Pochi giorni ormai ci separano dalla festa del Santo Natale. Giorni che si vorrebbero, forse, far volare via, presi dal desiderio di avere subito vacanze, regali, divertimenti, riposo. Invece questi giorni, agli occhi di un cristiano, mantengono intatta tutta la loro importanza,  attimo dopo attimo, perchè sono gli ultimi giorni di un tempo fondamentale che ogni anno ci accompagna alla riscoperta del Natale; giorni pieni di trepidante attesa, di gioia, di speranza: giorni di Avvento. Giorni in cui ci si prepara, si attende…giorni in cui nel cuore di ogni cristiano c’è una sorta di mobilitazione: sta per accadere qualcosa che ci viene incontro e che vuole scuotere il nostro cuore, rallegrarci. Stiamo aspettando Dio!

Ma ci sono tanti modi di attendere e di prepararsi! Mai nella vita la preparazione e l’attesa ci prendono tanto dentro come quando è l’amore ad essere in ballo. Questo è il tipo di attesa che noi viviamo nell’Avvento nei riguardi di Dio, perché egli viene come uno che ci ama. E quale luogo può essere migliore per vivere questo tempo se non quello in cui per la prima volta ciascuno di noi ha sperimentato l’amore nella sua forma più pura, ovvero la famiglia?

Dio ha fatto un segno, un grande segno sulla terra, quasi a voler dire: “Se vuoi trovarmi, cercami accanto a te, nella tua  famiglia!” Un pa dre, una madre, un figlio, più figli, tanti cuori, un sol cuore, tante vite, una sola vita, un solo amore-comunione-unità. Ecco perché la nostra ACR Diocesana il prossimo 19 dicembre vivrà un momento di preghiera d’avvento “a reti unificate” (alle 15.30 presso la Chiesa Madre in Cassino per la zona Sud e alle 15.30 presso la Cattedrale Santa Maria Assunta in Sora per la zona Nord) rivolto non solo ai ragazzi ma anche alle loro famiglie, per vivere ancor più pienamente il viaggio verso la “stazione” del Natale con accanto i compagni di viaggio che sono la manifestazione terrena dell’amore di Dio per ciascuno di loro!

Sarà un momento sicuramente speciale, in un tempo tanto importante per tutta la Chiesa….momento di preghiera, di unità, di vicinanza. Tempo prezioso per staccare dalla frenetica vita di tutti i giorni, per trovare la gioia di una preghiera condivisa e sentita che, speriamo, dia a ciascuno lo spunto per ritagliarsi un momento in più da dedicare, più che ad addobbi e doni, per quanto belli, al senso vero delle prossime festività natalizie!


Marzia D’Agostino

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