Adorazione Eucaristica dell’AC di Aquino

IMG-20160702-WA0009 E’ ormai consuetudine che l’Azione Cattolica della parrocchia di Aquino concluda l’anno associativo con un momento di adorazione, organizzato in comunione con il parroco, presso una periferia della parrocchia.

Quest’ anno ci si è recati presso la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù sita in contrada Valli. Il tema dell’adorazione svoltasi sotto un magnifico cielo stellato di fine Giugno era: “Carità, volto della misericordia”. Con lo sguardo rivolto al Santissimo Sacramento e con l’aiuto di alcune letture tratte da “Vuoi onorare il corpo di Cristo” di S. Giovanni Crisostomo, l’AC ha guidato i presenti a meditare su come riconoscere le situazioni di sofferenza che ci circondano e su come seminare la speranza.

Dopo la meditazione di Don Tommaso sul brano del vangelo di Matteo (25,31-46), in cui Gesù ci mostra i modi di esercitare la carità fraterna, è arrivato il momento più toccante della serata: l’abbraccio della croce. Ciascuno dei presenti si è recato ai piedi della croce, posta vicino al Santissimo Sacramento, e l’ha abbracciata chiedendo al Signore di essere accolti nella sua misericordia e di essere capaci di abbracciare il dolore che ci circonda.

Dopo la Benedizione Eucaristica ed il canto finale il parroco ha ringraziato l’Azione Cattolica per aver organizzato questo momento di Adorazione e per tutte le attività che ha svolto nel corso dell’anno in parrocchia.

Infine il presidente parrocchiale, Fabio Evangelista, ha voluto ringraziare con un semplice ma significativo dono gli animatori e gli educatori dell’ACR (Martina, Marianna, Giuseppe, Simona,Riccardo), del Settore Giovani (Giandomenico, Elisa) e del Settore Adulti (Patrizia, Lucrezia) per l’impegno che in questo anno associativo hanno profuso a servizio dell’Azione Cattolica, della parrocchia e della Chiesa.

Fabio Evangelista

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Giovedì Santo – 24 marzo 2016

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13, 1-15)
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».  

Tra l’odore della cena e il rumore dell’acqua, c’è un uomo chinato a terra, piegato sulle proprie ginocchia che lava e baci i piedi di altri. Lavarsi è una delle cose più intime. Resta un fatto tra me e la mia sporcizia, la polvere accumulata durante il e il sudore della fronte per le fatiche che ho dovuto sostenere. Quell’uomo accarezza e bacia la parte di noi più immischiata con il terreno! Quell’uomo ama fino alla fine e l’amore è un gesto che si vede: che si fa, si vive. Cancella, anzi affronta e supera l’umiliazione di chinarsi e la vergogna di sentirsi baciati ai piedi. Quell’uomo non ci spiega come si fa ci mostra come si fa! E noi impariamo le cose che vediamo realizzate nella vita di qualcun altro, se qualcuno ci testimonia che esse sono possibili attraverso la propria vita quotidiana, a volte silenziosa e non esaltante, ma proprio per questo straordinaria: abbiamo bisogno, di questi tempi, di avere accanto non eroi, ma persone salde, credibili e coerenti. Abbiamo bisogno di essere noi così. Qual è allora il vero miracolo? Avere l’esempio di qualcuno che prima di noi ha amato talmente, tanto da restare vivo e vivificante oggi ancora! Avere qualcuno al quale al quale conformarsi, certamente a fatica, ma con garanzia di efficacia del cento p cento per l’eternità. A guardiamo. A nte altre persone che concretamente e semplicemente ci hanno voluto bene noi guardiamo E sentiamo di come hanno fatto loro. Signore, vieni ad invitarci uesta corsa che dobbiamo fare

(dai sussidi di preghiera personale di Azione Cattolica)